Parma | Ghirardi a Calciomercato - L'originale: "C'è gente invidiosa in città, non torno più"

Incontro tra Davide Lippi e Leonardi nelle prossime ore per Gilardino. Spunta l'idea Varela, in prestito dal Porto. L'ex presidente crociato: "Cassano straordinario, ma il calcio non mi appartiene. Allo stadio? Forse mai più"

Quando passano le immagini del suo vecchio Parma, Tommaso quasi piange... Ospite a Sky, durante la trasmissione Calciomercato - L'originale, Ghirardi evoca fasti e nefasti della sua avventura parmigiana. Vuota il sacco, lo fa dopo aver lanciato lo sfogo sulle pagine del Corriere della Sera, lo fa con l'amaro in bocca e con un groppo in gola che fatica assai a mandar giù. Perché qualcuno, ai piani alti, gli ha portato via la sua passione più grande, il calcio. A suo dire, il Parma è andato fuori dall'Europa per 260.000 euro, dopo aver pagato 14 milioni: "Le mie aziende non hanno avuto problemi, chi parla è invidioso e Parma è una città particolare, dove c'è un filone di media borghesia che vive male e che è invidiosa, che non ha mai digerito che un giovane di buona famiglia potesse arrivare a raggiungere degli obiettivi così importanti in poco tempo". L'attacco di Tommaso è frontale. "Mi sono sentito tradito da questo mondo, perché le istituzioni, in tutti gli organi di competenza e nelle varie aule giudiziarie, fino ai diritti dell'uomo, non hanno saputo spiegare la situazione. Nessuno mi ha detto perché il Parma è fuori dall'Europa. Il discorso è che in sostanza, noi avevamo dei calciatori in prestito, dovevamo pagare lincentivo all'esodo non depositato in Lega. Siccome non era depositato, pensavamo di non doverlo pagare, la normativa non lo diceva. Un errore minimo che ci è costata l'Europa League. Non sono un'imbecille, è stato un errore. Ma la pena è stata eccessiva. Tutti i nostri contratti, i nostri giocatori, 300 che fossero, sono stati pagati, al 30 settembre erano pagati gli stipendi, la Covisoc ha testimoniato ciò. Non avevamo nessuna pendenza da pagare. La Deloid, ente che doveva visionare, non ci ha avvisato mai di irregolarità. La mancanza di pagamento ci è stata comunicata il 7 maggio, quando abbiamo avuto in mano i documenti della Covisoc e Deloid in cui si attestava che non c'era nessuna irregolarità. E' una mala gestione all'italiana, colpa della Federazione. Noi abbiamo sbagliato, ci siamo dimenticati, ma l'errore è minimo. Su 14 milioni non abbiamo versato 260.000 euro ed è come prendere l'ergastolo per aver passato con il giallo. Voglio precisare che la scelta della mia famiglia di non fare calcio, è sata solo mia. Il 4 novembre i miei legali hanno appurato la solidità del gruppo economico finanziario e abbiamo lavorato fino al 19 dicembre, in segreto. La Eventi Sportivi ha lavorato per la cesisone delle quote, Taci è un mio amico, il Parma è finito in buone mani. Che poi questo gruppo abbia deciso di non apparire si può discutere. Ma anche per la Roma, non si sapeva chi ci fosse come azionista. L'unico problema del Parma è che è ultimo. Io mi sento preso in giro, e quando è passata la voce che volevo mollare ci sono stati i probmeim.. Dove erano gli imprenditori di Parma quando ho preso la squadra? Non c'era nessuno. Mi sono inventato una squadra in quattro giorni, con Ranieri. Non torno più allo stadio. Vendere una società di calcio non è semplice. Quando sei deluso e alla fine del tuo ciclo non puoi mettere soldi dove non credi.Io non ho voluto vendere nessuno per rispetto dei tifosi, mi sarei potuto fare i soldi con Paletta e Cassano, dopo il mondiale, ma non l'ho fatto. Il Parma ha un gruppo di giocatori eccezionali, i giocatori non si sono mai lamentati pubblicamente della situazione societaria. Con due tre innesti ce la fa a lottare per la A. Cassano? Straordinario, i parmigiani mi devono ringraziare". 

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