PARMA | Il Regno di Ghirardi: da Morrone a Cassano passando per la B

Ripercorriamo gli anni di presidenza di Ghirardi: dal 25 gennaio 2007, c'era Pioli, al 7 dicembre 2014, c'era ancora Pioli. Tra salvezze insperate e una retrocessione, tra un decimo e un sesto posto cancellato, da Giovinco ad Amauri...

Ghirardi lascia il calcio e il Parma: dice stop dopo 6 stagioni di Serie A e una di Purgatorio, in Serie B. A muso duro, affronta la realtà e decide, assieme alla sua famiglia, di scrivere la parola fine sulla sua storia più bella: il calcio, quel calcio che tanto ha dato e tanto, pure gli ha levato, la sua passione più grande, quella che lo ha portato in alto, dopo aver salvato il Parma, e la stessa che lo ha portato nella polvere, dopo aver rischiato grosso di farlo fallire. Ghirardi torna a Carpenedolo, come invocavano ultimamente i tifosi, al suo paesello, farà l'imprenditore, e rimarrà un grandissimo tifoso del Parma e sempre amante di quel calcio che gli ha dato glorie, gioie e dolori. Si chiude un cerchio, si chiude con Pioli che fu il primo allenatore di Ghirardi, e anche l'ultimo, da avversario naturalmente, quello che ha inflitto al suo caro, ancora caro? Parma l'ennesimo dispiacere. Il 2-1 rimediato contro la Lazio non è causa dell'addio, la decisione è stata presa in mattinata, di domenica, una benedetta domenica in cui l’imprenditore bresciano comunica ai giocatori che la società è stata venduta. I noti fatti degli ultimi tempo lo hanno messo ko. Troppe questioni mal gestite, un mercato condotto all'oscuro, nel buio totale, quella decisione non troppo felice di lasciare per cercare di convincere i vertici del calcio a concedere l'agognata licenza UEFA, il 30 maggio, quell'altra decisione, altrettanto infelice, di riprendersi il Parma a mercato chiuso e a vicende compromesse, quel rapporto incrinato con Leonardi, uomo di fiducia un tempo, ultimamente solo suo uomo. I risultati di una squadra che fatica e sguazza nell'ultimo posto di una classifica che ancora deve scontare due punti di penalità, causa il mancato pagamento degli stipendi, la contestazione dei tifosi, i suoi tifosi che lo hanno portato in trionfo prima quando ha salvato la società dal fallimento, poi quando l'ha riportata in A, dopo un anno di cadetteria. Ghirardi lascia il Parma e il calcio, lo fa "sporcando" la su a figura di salvatore della patria. 

L'ACQUISTO - Dalla polvere all'altare in 8 anni di crociato: quanto tempo è passato dal 25 gennaio del 2007, quando il Ghiro rilevava la società. Il Parma FC, che da ormai due anni era controllato dall’amministratore straordinario Enrico Bondi, aveva bisogno di un acquirente: i falliti tentativi di acquisto da parte di Lorenzo Sanz e Gaetano Valenza aprivano la strada a Ghirardi che acquistava la società in compartecipazione con Angelo Medeghini e banca Monte Parma dopo che il sodalizio era stato messo all’asta il 3 gennaio 2007. L’avventura inizia male: due partite, due sconfitte contro Milan e Roma, dopo le quali Ghirardi esonera Pioli, che a Parma è nato e si è affermato come calciatore e allenatore. Subito un botto: nel Ducato arriva Claudio Ranieri e le cose inizialmente non cambiano: nelle prime cinque partite di campionato Ranieri non riesce mai a vincere (quattro pareggi e una sconfitta), salvo poi virare sulla buona rotta, con la squadra che comincia ad ottenere risultati positivi dalla vittoria per 1-0 contro il Siena. In quell’anno, Ghirardi tessera anche Gene Gnocchi, raggiungendo una insperata salvezza: il 27 maggio 2007, battendo l’Empoli per 3-1, il Parma ottiene infatti la possibilità di restare in Serie A per la 18ª volta consecutiva. 

I BOTTI - E via al mercato, in cui Ghirardi ha investito con un passivo di circa 11 milioni di euro. Riscatta tutti i giocatori che nella passata stagione erano in prestito, per poi compiere acquisti come Reginaldo, per cui sono stati versati 4,5 milioni di euro alla Fiorentina, e Stefano Morrone, pagato invece 2 milioni, lo stesso che sarebbe diventato poi capitano per anni. Ma i botti sono il keniota Mcdonald Mariga dagli svedesi dell’Helsingborg e Bernardo Corradi dal Manchester City. Nel successivo mercato di gennaio il Parma presenta Cristiano Lucarelli, pagato, tra prestito e successiva cifra di riscatto, circa 5,7 milioni di euro. Ma a fine stagione il Parma retrocede in Serie B per la prima volta da quando raggiunse la Serie A, dopo 18 anni. La stagione successiva in Serie B inizia con Luigi Cagni in panchina, esonerato dopo aver raccolto 6 punti in 6 giornate; al suo posto viene chiamato Francesco Guidolin con un contratto annuale più un’opzione per il secondo in caso di promozione in Serie A, mentre Ghirardi conferma le voci che lo etichettano come mangia allenatori. Sotto la gestione di Guidolin il Parma riesce a ottenere i punti sufficienti per arrivare alla fine del girone di andata ai primi posti, alle spalle del Livorno. In seguito la squadra si consolida nella seconda posizione e a Cittadella, con due turni ancora da disputare, il Parma conquista la matematica promozione in Serie A. Serie A, altro colpo: Ghirardi ingaggia l’ex direttore generale dell’Udinese Pietro Leonardi, e Andrea Berta (ora all’Atletico Madrid), con il quale aveva collaborato al Carpenedolo, di conseguenza lascia. Con Guidolin ancora in panchina, il Parma chiude il campionato all’ottavo posto dopo aver lottato anche per un piazzamento in Europa League. 

DA GUIDOLIN ... - L’avventura con il tecnico veneto finisce, incomprensioni economiche alla base. Leonardi, i cui poteri crescono sempre di più, fino a diventare amministratore delegato, oltre che propone l’acquisto di Pasquale Marino, per un 4-3-3 fantasia che piace al direttore sportivo e a Ghirardi, amante del bel calcio. La pesca nell’Udinese continua, e assieme al tecnico, arriva Candreva che, assieme a Giovinco, diventa il giocatore più importante nella rosa del Parma. C’è Anche Bojonov, arrivato da City: risultati? Niente risultati e, dopo mesi nel limbo, via Marino, dentro Colomba, con il quale riesce il miracolo della salvezza: il Parma inverte la rotta e si salva con due giornate di anticipo, battendo in casa Inter, Juventus e Palermo, vincendo a Udine e pareggiando a Cagliari. GIovicno diventa leader e guadagna la Nazionale. Ma la mannaia di Ghirardi taglia la testa anche a Colomba che, dopo un 5-0 rimediato in casa dell’Inter lascia il posto a Donadoni. La salvezza e un paio di stagioni condotte a mille, valgono la conferma.

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A CASSANO... - Ghirardi, grazie ad un esborso economico importante, rileva Cassano dall’Inter che, con Amauri, costituisce una coppia importante. Nella stagione 2013-2014, con la squadra guidata Donadoni, il Parma raggiunge il sesto posto valevole per la qualificazione in Europa League, cui partecipa invece il Torino a causa della mancata concessione della licenza UEFA ai ducali. Dal Paradiso all’Inferno in 15 giorni, con la discesa agli inferi che si consuma il 30 maggio: dopo la mancata concessione della Licenza UEFA da parte dell’Alta Corte del CONI, causata da un ritardo nei pagamenti IRPEF, Ghirardi annuncia le dimissioni lo stesso giorno durante la conferenza stampa del pomeriggio. Un mercato condotto al buio, un cerino di speranza lo accende Leonardi che fa quel che può, trattenendo Cassano e Paletta, poi infortunato. A settembre, Ghirardi annuncia che la società e sana e che alla guida del Parma c’è la sua famiglia. Ma poi, i problemi economici lo costringono a non pagare gli stipendi per intero e ad avere i punti di penalizzazione, e a lasciare, vendere. Ghirardi dice basta, il 7 dicembre, scrive fine alla sua storia più bella e dolorosa, più affascinante e contorta, dice grazie ed esce dalla porta di servizio, forse per non entrare più nel mondo del calcio.

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