Parma | Alla scoperta di dj De Ceglie: suona, segna e vuole battere la Juve

La passione per il calcio e per la musica gli hanno fatto superare un momento difficilissimo, a causa di un infortunio che ha rischiato di allontanarlo dal calcio. Affascinato da Cassano, sogna di rimanere in crociato...

Per certi calciatori, Parma assomiglia tanto all’isola del tesoro, quella in cui vai e trovi l’oro. I bucanieri, quelli che bevono al collo della bottiglia il loro rum, apprezzerebbero, ne siamo certi. Qualche atleta è rinato, in questi anni, grazie alla cura della tranquillità. Forse il prosciutto e la qualità del cibo in generale, forse la gente distinta ed educata, che non vive il calcio come un’ossessione, le passeggiate serali e i ristoranti della città. Qualcosa, di sicuro, piace parecchio di Parma, chiedere ad Amauri che non voleva più andarsene e che, dopo anni di anonimato, è tornato a respirare calcio, a sentirsi un calciatore, o a Schelotto, oppure a Rispoli, o ancora al primo Belfodil. Da sabato sera, chiedete pure a De Ceglie, uno che quattro anni fa, ha rischiato grosso di appendere le scarpe al chiodo, di salutare tutti e di dedicarsi alla musica e basta, la sua grande passione oltre al calcio.

CHE BOTTA - Un terribile incidente, uno scontro fortuito con Bonera, gli ha causato la frattura della rotula. Desolazione totale, angoscia e dolore, pensieri strani ma obbligatori: “Devo smettere davvero, proprio ora che comincio a giocare con continuità e che sono in orbita Nazionale? Non ci credo". Paolo non vedeva la fine di un tunnel inaspettato. Preparazioni personalizzate, corsa e pianti, con a fianco un ex giocatore di football americano, esperto di traumi e infortuni del genere. Si sentiva una specie di corpo morto, grazie anche ai tifosi della Juventus, quella Juventus che ama e che non ha voluto mai lasciare, che gli facevano pesare ancora di più, il momentaccio e che lo consideravano indegno di indossale la maglia bianconera, per la quale ha lottato. Come se si fosse sentito tradito. Ma il tempo gli ha ridato qualche sorriso. Da sempre gentiluomo, il tempo gli ha restituito quello che ha seminato. Atleta serio, solo così si spiega l’uscita dal tunnel, professionista, a testa bassa ha lavorato, ha vinto con la Juventus ed è andato a Genova, con Gasperini che lo conosceva bene. La sua rinascita si sta completando a Parma, grazie a Donadoni e al suo staff, grazie a Leonardi che lo ha voluto fortemente.

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MERCATO - Palermo e Verona lo cercavano, assieme a qualche squadra francese, ma il Parma lo ha voluto più di tutti e lui più di tutti ha voluto Parma. Dopo qualche scetticismo iniziale, Paolo si è convinto che a Collecchio potesse riprendere a correre per bene. Doppie sedute, poco tempo per uscire e conoscere la città, anche se il centro gli piace, qualche ristorante pure, è un buongustaio De Ceglie, tanto che ha deciso di segnare solo alle grandi. Dopo la Roma, anche l’Inter, doppietta. Con i nerazzurri deve avere un conto aperto. Ha segnato tre gol nelle giovanili, poi a Genova ha consumato la vendetta di Gasp nei confronti di una società che non lo ha mai amato. La sua musica ha cominciato a suonarla anche nel Ducato. Oltre al pallone, a Paolo piace suonare, mixare anzi. Lo faceva da bambino con delle console di livello, lo ha fatto alla festa scudetto della Juventus, con Giaccherini si trovavano spesso a casa a suonare e cantare ai tempi del bianconero. E’ uno di compagnia, ha legato con Cassano ed è rimasto colpito dalla sua umanità. Lo segue, come segue Lucarelli, con una certa ammirazione, ora lo aspetta a casa per suonare. Magari Antonio canta, Paolo suona. Intanto le ha suonate all’Inter… e aspetta la Juventus, una gara speciale per lui. 

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