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Cristobal Jorquera, da Nino vertical a mediano - foto Tm News Infophoto

Cristobal Jorquera, da Nino vertical a mediano - foto Tm News Infophoto

Parma | L'ultimo "regista basso": Jorquera, el Nino vertical che va matto per l'asado

Il cileno, preso all'ultimo minuto dell'ultimo giorno di mercato, nel 2013, è stato parcheggiato in Turchia (Eskişehirspor), poi riesumato all'improvviso. Stava per partire, ma Donadoni, amante degli esperimenti, gli ha trovato il ruolo

El Nino vertical sta crescendo. Cristobal Jorquera, in questa stagione disgraziata, è uno dei pochi che regala soddisfazioni, almeno a Donadoni. Perché il tecnico lo vede dappertutto, e lo vede bene: mezzala destra, sinistra, trequartista (solo nel ritiro) e pure regista basso. Amante degli esperimenti tecnico-tattici com'è, l'ex rossonero non vedeva l'ora di poterlo riavere per testarlo davanti alla difesa. Gli è andata bene con molti, con Valdes prima, con Marchionni poi. In estate, a gran richiesta, Donadoni si è fatto regalare Lodi. Uno che sostituisse Parolo per fare un campionato di livello, prima che deflagrasse la bomba societaria. Ma di Lodi, quello vero, non la controfigura triste di uno che sapeva giocare a pallone, nemmeno l'ombra. Qualche problema di ambientamento, (ha saltato buona parte del ritiro) un dolore all'inguine, infiltrazioni e fischi. Nemmeno il tempo di guarire (qualche buona gara di fila e un gol a Verona, contro l'Hellas) che chi lo aveva voluto sei mesi prima, il tecnico, lo sbatte in panca. Un assaggio di campo, qualche spezzone e tantissime sostituzioni. Dopo la seconda consecutiva, contro il Cesena, al 46', che equivale a bocciatura ufficiale, Ciccio non vede più il terreno di gioco, se non per 4' a Roma. Nel dimenticatoio di Donadoni, senza tante spiegazioni. Prima Mariga, poi Galloppa, quel Galloppa che Donadoni nel ritiro "convinceva" a lasciare la squadra, in quella posizione, mai Lodi.

ASADO E REGGAETON, CON PALLONE - Prima dell'infortunio sempre, spesso Jorquera. Uno che nasce seconda punta, che poi indietreggia sulla trequarti: Donadoni lo vede bene davanti alla difesa. I piedi ce li ha, forse gli mancano i tempi, ma va giustificato perché ha giocato poco, appena 8 volte, in quella posizione di campo. Un infortunio alla coscia prima, una frattura al piede poi, lo hanno tenuto lontano dal campo per tanto tempo. In tutto quattro mesi, la prima parte della stagione, dove aveva fatto intravvedere, con molte difficoltà, anche qualche lampo. Lui vede la profondità benissimo, ha un tocco delicato e da del tu al pallone, ti mette in porta, ma un conto è farlo da trequartista, un altro da regista basso, quando, se perdi palla, gli avversari vanno in porta convinti e ti fanno gol. Dopo lo stop si sta riprendendo. Bene contro il Toro, bene in allenamento, Jorquera è l'ultimo dei registi "inventati" dal tecnico. Brevilineo, ottimo palleggio e buone intuizioni, el Nino vertical se ne sta zitto zitto, al posto suo. Dall'infortunio ne è uscito bene, grazie alla famiglia, che lo viene a trovare spesso, e alla fidanzata. Grazie anche agli amici che si è fatto nello spogliatoio perché Cris è uno che si fa volere bene. Umile, pacato, quasi schivo, finisce gli allenamenti e "scappa" a casa, appena può mangia dell'asado ben cotto, e ascolta reggaeton. Il trequartista silenzioso che, per un'intuizione, è diventato mediano. Ma vede da regista. In caso le cose si aggiustassero, sarebbe disposto a rimanere anche in B, lui è uno di quei 242 calciatori che ora fanno comodo a Donadoni. palladino-gargano-2

CIAMBELLE SENZA BUCO - A Donadoni, che da tempo si "diverte" a fare esperimenti, e a volte ci riesce, altre no, è sempre piaciuto cambiare posizione ai calciatori: dai tempi del primo Livorno, quando ha fatto indietreggiare Saverino (trequartista di nascita) davanti alla difesa. Ci ha riprovato con Passoni due anni dopo. Benino. A Genova non ha avuto il tempo: tre partite, un punto e tanti saluti da Preziosi. In Nazionale ha sempre avuto Pirlo, De Rossi, Perrotta, Gattuso, gente che sapeva stare al mondo e in quella posizione: di esperimenti non ne ha fatti tanti. Eppure ci ha provato a Napoli, quando prima Bogliacino (trequartista anche lui), poi Datolo (esterno) per qualche partita hanno eseguito gli ordini dei vertici bassi del centrocampo a tre. Ma da vero e proprio mago ha agito a Parma: Valdes, all'epoca, era considerato una seconda punta, quando entrava giocava al massimo da esterno. Ma Donadoni lo ha visto bene da regista. Giocava bene il cileno, poi è esploso Marchionni, uno che a centrocampo aveva giocato solo sulla fascia. E anche qui, puff, bacchetta magica e mediana, chiavi in mano, guida Marco. Valdes in panca prima, poi al Cholo-Cholo. Basta, da allora solo picche. Il tecnico ci ha provato con Gargano, voluto fortemente. In quella posizione gli ha creato dei danni, così come l'ultimo acquisto, Lucas Sousa, dell'Olhanense. Su consiglio di Nanu Galderisi, il tecnico va tranquillo. Da li a poco, mica tanto. Perché Lucas, tre partite, zero rimpianti, va alla Moreirense. Dimenticato da Donadoni che lo aveva voluto, così come aveva voluto Lodi...

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