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Luca Carra, Pietro Pizzarotti e Giacomo Malmesi - foto parmacalcio1913

Luca Carra, Pietro Pizzarotti e Giacomo Malmesi - foto parmacalcio1913

Parma, la fiducia della società, l'ansia dei tifosi e il mercato bloccato

Viviano allo Sporting, Stulac vicino e Dimarco conteso con il Bologna. I big frenati dalla vicenda sms

Si ha l'impressione che Emanuele Calaiò, il Parma, e soprattutto i suoi tifosi debbano vivere l'ennesima estate calda che accompagna da tempo le vacanze del pallone, come se fosse quasi una moda. A voler evocare - per forza di cose - scandali, aprendo inchieste dopo atti dovuti. Perché tutto è partito proprio da un atto dovuto: quello della Procura Federale che ha aperto un'indagine a seguito di una denuncia. Funziona così. A causa di un improvvido gesto da parte di Calaiò reo, secondo il Procuratore Federale di "aver tentato di ottenere un minor impegno agonistico da parte dei calciatori dello Spezia (...) De Col e Terzi per assicurare alla propria squadra il risultato favorevole dell'incontro (...)", il club è stato deferito per la responsabilità oggettiva insieme al proprio tesserato accusato - invece - di tentato illecito sportivo in merito alla partita Spezia-Parma terminata 0-2 che ha permesso ai crociati di andare in Serie A. La notizia che Fabio Ceravolo, altro tesserato interessato alla vicenda, ne esce 'pulito' (il contenuto dei suoi messaggi non sarebbe considerato ambiguo come quello del collega) è stata accolta con grande soddisfazione da parte della società, difesa dall'avvocato Eduardo Chiacchio conosciuto, oltre che come ottimo legale anche come calciatore. Ha vestito infatti le maglie campane di Frattese, Battipagliese e Grumese. Intanto, nell'avviso di conclusione delle indagini, si legge che:

"Il Procuratore Federale – esaminati gli atti dell’indagine disciplinare esperita in relazione alla gara Spezia - Parma del 18/05/2018 – ha concluso le indagini formulando le seguenti incolpazioni: 1) Calaiò Emanuele, calciatore tesserato per la società Parma Calcio 1913 S.r.l., violazione dell’art. 7, commi 1 e 2, del C.G.S., per avere, prima della gara Spezia-Parma del 18/05/2018, valevole per il Campionato Professionistico di Serie B 2017/2018, posto in essere atti diretti ad alterare il regolare svolgimento e il risultato finale della gara suddetta, tentando di ottenere un minor impegno agonistico da parte dei calciatori dello Spezia Calcio, Signori Filippo De Col e Claudio Terzi, per assicurare alla propria squadra il risultato favorevole dell’incontro, e, in particolare, inviando a tal fine a Filippo De Col, qualche giorno prima della gara, messaggi a mezzo dell’applicativo di messaggistica WhatsApp; 2) La Società Parma Calcio 1913 S.R.L., per rispondere a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi degli artt. 7, comma 2, e 4, comma 2, del CGS, per il comportamento posto in essere dal proprio tesserato Calaiò". 

Il Parma, in seguito alla notifica fatta pervenire in ritardo dalla Procura e appresa dalla società solamente dagli organi di stampa, ha redatto un comunicato in cui si evidenzia la totale fiducia negli organi giudicanti e, soprattutto, si sottolinea la volontà di fare chiarezza sulla vicenda. Affermando che la stessa non avrà conseguenze per la società. 

La Società – che ricordiamo non è mai nemmeno stata convocata o ascoltata in ordine a questo procedimento – auspica che, come sono stati resi pubblici molti dettagli delle indagini, possano essere resi pubblici dalla Giustizia Sportiva, da subito o al termine del procedimento, anche i testi dei messaggi in questione, affinché tutti gli sportivi italiani possano avere contezza del tenore degli stessi. (...) Per primi vogliamo chiarezza, giustizia e rispetto delle norme. Da ultimo vogliamo continuare a rassicurare i nostri tifosi, in quanto rimaniamo convinti che in alcun modo i fatti contestati possano rappresentare un illecito. Siamo pertanto certi che questa vicenda – che sta comunque arrecando al Parma ingenti danni di immagine, tecnici, commerciali ed economici – non potrà che definirsi senza conseguenze per il Parma Calcio.

MERCATO DIFFICILE - Una vicenda che ha bloccato, per ora, tutti i discorsi del Parma, anche e soprattutto quelli di mercato. E oltre all'immane danno d'immagine che la società ha subito nell'ambito di una vicenda ancora tutta da dimostrare, questa inchiesta ha anche rallentato parecchio le trattative intavolate da Daniele Faggiano. A venti giorni dall'inizio del ritiro, il Parma non ha ancora portato a termine nessuna operazione, nonostante i discorsi approfonditi con la Samp (per Viviano e Silvestre che avevano già detto sì) e non solo. Viviano sta per diventare un giocatore dello Sporting, certamente la situazione Parma non aiuta ad accalappiare il gradimento dei big. Il portiere ad esempio aveva rinunciato a 1,5 per tre anni offerti dallo Sporting Lisbona per dire sì al Parma. Ma la bolla mediatica scoppiata intorno alla società per il caso sms ha avuto un effetto opposto. L'obiettivo di avere quattro, cinque elementi nuovi nel ritiro di Prato allo Stelvio crediamo sia diventata una specie di chimera. Semplicemente non è più la prima scelta: adesso quello che conta è sicuramente arrivare il prima possibile a una conclusione rapida e positiva dell'inchiesta. Tra una decina di giorni, massimo due settimane, sarà istruito il processo nel quale il Parma e il suo tesserato, Emanuele Calaiò, saranno chiamati a difendersi. I tempi sono lunghi: tra fine luglio e inizio agosto si conoscerà l'esito della vicenda. Gli avvocati del Parma sono già al lavoro per studiare gli atti e uscire da quello che sembra un incubo perché, se l'illecito verrà dimostrato, allora il Parma rischia davvero la categoria. I tifosi attendono con ansia, così come la società riunitasi al Tardini mercoledì mattina per redigere il comunicato stampa di risposta all'accusa. C'è ovviamente la classica preoccupazione dettata da queste situazioni ma, nello stesso tempo la serenità e la consapevolezza di chi non è coinvolto perché al Parma non è stato contestato ancora nulla se non la responsabilità oggettiva del comportamento del suo tesserato (e il mancato coinvolgimento di Ceravolo allegerisce la brutta storia) e di chi ha conquistato tutto sul campo con una cavalcata storica che rischia di essere frenata da una leggerezza. 

La sensazione è che bisognerà aspetare cercando di arrivare al processo e difendersi sostenendo la tesi della goliardia, perché di quello si tratta. Non crediamo ci sia dell'altro che non conosciamo, qualche altro contenuto nascosto che rafforzi l'impianto accusatorio. Il Procuratore Federale Pecoraro ritiene quei messaggi di Calaiò un tentato illecito. In attesa di ufficialità ci prepariamo a vivere un'estate bollente ricordando che, fino a prova contraria, al Parma non è stato contestato nessun reato nello specifico e la notizia di Ceravolo prosciolto in istruttoria è stata accolta con grande positività. Per discutere su due gradi di giudizio però occorrerà del tempo. Per la più ottimistica delle ipotesi si potrebbe andare verso fine luglio o inizio agosto. 

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