Vigilia con la Lazio, Donadoni: "Siamo tutti delusi e queste gare saranno fondamentali"

Il tecnico crociato vuole che i suoi prendano come esempio la prestazione del Borussia contro il Real: "E' quello il giusto atteggiamento. Queste ultime partite mi serviranno per riflettere sul futuro"

Donadoni in conferenza stampa

Il campionato volge al termine e la fatica, non solo fisica, comincia a farsi sentire. Evidentemente lo stress accumulato in gran quantità deve pure avere una via di sfogo. Le polemiche messe a tacere venerdì da Leonardi in conferenza stampa, una conferenza convocata per avere una specie di faccia a faccia con i giornalisti, danno la dimensione di un clima non rilassato. Ovvio, c'è da migliorare un andamento che vede il Parma con un bottino povero che nessuno, Donadoni e i giocatori in primis, aveva previsto. Senza lasciare che l'amarezza prenda il sopravvento sull'entusiasmo, quello che sembra rimasto al mister per portare a termine un campionato condotto al di sotto delle aspettative e che, in queste cinque partite che separano il Parma dalla fine del torneo, deve per forza di cose emettere dei verdetti su quello che verrà. Con Donadoni ancora (si presume, fino a prova contraria) sulla panchina del Parma. E la sua fetta di entusiasmo cerca di distribuirla in parti uguali ai tifosi, che per la prima volta da quando siede sulla panchina, ne cominciano a biasimare il suo operato, seppure in parte minima. "Non è che il tifoso è arrabbiato con me perché abbiamo perso con l'Inter, ora io gli rispondo. Non è che funziona così". E per la prima volta il mister si improvvisa giornalista: "Il risultato determina tutto? Non mi sembra così, è una domanda, gradirei una risposta. Se è no perché ci torniamo su? Il risultato è figlio di tante cose, di una prestazione giocata male, di un approccio sbagliato, il risultato diventa una conseguenza. Quando avevamo fatto 29 punti nel girone di andata andava tutto bene? Era tutto perfetto? Dovevano esserci delle critiche anche lì, perché i punti dovevano essere di più. Solo attraverso una critica costruttiva puoi cambiare e migliorare. Siamo d'accodo sul fatto che dobbiamo essere arrabbiati perché abbiamo fatto troppi pochi punti, ma non è tutto un disastro, un conto è la delusione, che è poi anche quella mia e de miei calciatori, ma mettiamo da parte i rancori personali. Io non so da che parte arrivi che il sottoscritto abbia dei problemi con Leonardi, sento parlare di questo ultimamente".

COME IL BORUSSIA - Spente le polemiche, e cessato il fuoco, Donadoni, che mai prima d'ora aveva dedicato i minuti preziosi della sua conferenza a temi extra-calcio, si è rimesso il fischietto in bocca ed è sceso in campo. Come se avesse voluto chiarire delle situazioni che non gli sono piaciute, senza sbattere i pugni sul tavolo però. Determinato al punto giusto, il tecnico gialloblù sposta il mirino su un altro obiettivo, la Lazio, prossimo avversario di un Parma ancora affamato, almeno nelle parole. "Abbiamo fatto una buona partita contro l'Inter ma non è bastato. Bisogna ripartire da qui e prendere come esempio la determinazione feroce del Borussia Dortmund contro il Real. E' quella che ci vuole per poter fare questo tipo di partite portando a casa un risultato positivo. E non è che il Real Madrid avesse dei giocatori di caratura tecnica inferiore ai tedeschi, anzi. Loro sono stati più bravi e hanno vinto semplicemente perché avevano maggiore voiglia e giocavano con determinazione feroce che è servita a mettere quasi su un altro livello gli avversari, facendoli risultare inferiori, passatemi il termine". E si vede che quando nomina quella carica e ferocia Donadoni vorrebbe emularla all'istante perché ne parla con grinta e la esprime tra i denti. "Quello del Borussia - spiega il mister - è un modello da esportare a 360°, ma bisogna farlo con pazienza e con una programmazione di base". E con la Lazio vorrebbe un immediato trasferimento di questa rabbia sul campo, anche perché "loro sono pieni di giocatori con ottime qualità e ci vorrà una grande prestazione. Hanno un potenziale notevole nonostante ora stia faticando un po' ma è comunque una squadra difficile da affrontare. Hanno qualche problema con il gol ma anche dei giocatori che possono risolvere la situazione in qualsiasi momento. Protagonisti di un ottimo campionato e una Europa League eccezionale, un motivo ci sarà. Se poi c'è un momento di flessione pazienza, può succedere. Da parte nostra c'è grande coscienza di quello che stiamo facendo. Il risultato è una conseguenza degli eventi, la partita può prendere delle pieghe diverse a seconda di essi. Dobbiamo fare una prestazione determinata".

RIFLETTERE PER FARE MEGLIO - Intanto determinato il mister sembra esserlo anche sul Parma che deve essere. E che partirà da Pavarini, Lucarelli, Marchionni e Morrone. "Mi fa piacere che la società nel caso dei rinnovi abbia mostrato grande coerenza, quando le cose vanno bene è giusto che si dividano i meriti ma ciò vale anche quando le cose  vanno male senza creare casi o cercare un capro espiatorio. Purtroppo quando si vuole mettere in cattiva luce qualcosa ci si aggrappa alle fonti o alle voci e questo è umiliante. Vorrei che ci fosse un cambiamento di tendenza e se qualcuno non gioca dipende da ciò che vedo durante il lavoro settimanale. Non deve esserci per forza un caso. Personalmente se ho qualche problema con qualcuno vado e chiarisco a quattro occhi, cercando di affrontare la questione con la massima serenità. Mi chiedete di Ninis, ma uno deve per forza andare in tribuna e toccherà a tutti prima o poi. Rientra tutto nella normalità. Ora pensiamo a far bene le ultime partite e a riflettere su di esse per il prossimo campionato. Questi cinque incontri mi serviranno per fare dei ragionamenti cercando di essere abbastanza lucido insieme al presidente Ghirardi e a Leonardi. I risultati che arrivano non sono dovuti per un merito o demerito di un singolo giocatore, magari, avrei risolto i problemi. Però è chiaro che possa avere più attenzione su qualcuno che influenza le mie decisioni sulla formazione".

PROBABILI FORMAZIONI

Donadoni scioglierà gli ultimi dubbi solo domani: c'è da valutare Sansone che ha giocato con l'Under 21 e potrebbe partire dalla panchina. A centrocampo potrebbe trovare spazio Galloppa mentre Lucarelli potrebbe essere rimpiazzato da Coda.

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