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Luigi Sepe - Foto Ansa

Luigi Sepe - Foto Ansa

L'uscita di Sepe: "Parma, con la Lazio niente paura"

Il portiere: "Non c'è solo Immobile. Loro sono forti, ma noi abbiamo le nostre armi"

Dal nostro inviato 

COLLECCHIO - Il cardinale. Così lo chiamano: sarà per il caso di omonimia con il più celebre Sepe, o per la sua calma serafica che lo contraddistingue anche nei momenti peggiori di una partita. Fatto sta che Sepe è arrivato in sordina, accompagnato dallo scetticismo generale che ancora non ha spazzato via del tutto e, piano piano, si sta rivelando un punto fermo per il Parma.  In provincia ha ricominciato una nuova vita guadagnandosi stima e rispetto, quello dei tifosi e dei compagni che si fidano di lui. E' ancora presto per cercare di capire se il direttore sportivo Daniele Faggiano lo riscatterà nel mercato estivo, ma di sicuro c'è che il portiere in prestito dal Napoli si sta imponendo. "E' un momento bello per tutti, stiamo facendo tanti punti e dobbiamo continuare a fare bene. Conosco D'Aversa dai tempi di Lanciano, lui è cambiato molto anche se l'ho conosciuto da dirigente. Con lo staff poi mi sono trovato bene sia a Lanciano che qui. C'è tanta tranquillità e si lavora bene. Per essere pronto in partita ci vuole tanta fortuna, ma il lavoro ripaga sempre. Negli ultimi anni ho giocato poco e la difficoltà poteva esserci sono all'inizio. Difficoltà ne ho avute e ne avrò, ma il lavoro in ritiro e la conoscenza dei nuovi compagni mi ha aiutato moltissimo. So che devo lavorare per migliorare in tutte le mie caratteristiche. Il mister vuole che si giochi dal basso, che si cominci l'azione da dietro. Ma non è sempre possibile. La mia parata più bella? A me piace molto l'uscita più che la parata. In una partita ci sono tante situazioni, devi essere bravo e fortunato. La sosta? E' servita per il recupero degli infortunati. Cosa cambia rispetto a Napoli? Non cambia nulla. Ogni partita devi pensare che sia quella decisiva, sia che si lotti per lo scudetto, sia che si lotti per la salvezza. La Lazio è forte, noi dobbiamo essere umili e sfruttare le pochissime occasioni che ci capiteranno per portare a casa più punti possibili. Immobile? Fortissimo, ma con lui ci saranno undici giocatori forti che si giocheranno la partita per vincere dato che comunque vogliono rimanere agganciati ai piani alti di una classifica che li vede da anni tra i primi". 

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