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Foto D. Fornari

Foto D. Fornari

Parma, le frecce di Calaiò non vanno più a bersaglio

L'attaccante palermitano è a secco da 506 minuti

Il periodo nero di Emanuele Calaiò sembra non finire più. Domenica ha avuto la palla buona per scrollarsi di dosso le otto ore e mezza senza gol. La palla per decidere il derby. L’ultima freccia scoccata dall’Arciere è stata quella di Padova, quando ha firmato il 2-0 che ha chiuso la partita rendendo vano anche il tentativo di rimonta dei veneti che si erano fatti sotto alla fine di una partita dominata dal Parma e conclusa con il risultato di 2-1. Quello è stato l’ultimo acuto del capocannoniere crociato che, con 15 gol, ha contribuito al raggiungimento del secondo posto in maniera significativa. Da allora in poi si è spenta la luce e la stella di Calaiò si è offuscata parecchio. 506’ senza gol per un attaccante di razza come lui cominciano a pesare, a diventare tanti. Da Padova tantissimo lavoro sporco, pressing e costanza nella fase di non possesso, come sempre, ma niente gol. A volte neanche il lavoro sporco, come tutta la squadra anche lui ha subito l’impeto della crisi di identità che ha colpito il gruppo. Ma fa parte di un periodo nero che l’Arciere deve scrollarsi di dosso e allontanare il più possibile perché da ora si fa sul serio e non si può più sbagliare. Un attaccante mette sempre in preventivo, nel corso della sua carriera, che prima o poi un momento del genere possa verificarsi. Certo, 34 giorni sono tanti, ma c’è ancora tempo per rimediare e mettersi alle spalle anche questa.

07-05-2017 Parma Reggiana_DF54420-2Il Parma si prepara ai Play off che giocherà il 21 e il 24 maggio, presumibilmente con il Piacenza e, mentre i suoi compagni godono di due giornate di riposo meritato dopo la vittoria del derby, Calaiò ha deciso di rimanere a Collecchio. Per mettersi a posto dopo una botta presa nella partita di domenica e trovare la forma migliore. Il gol arriverà, deve arrivare per forza, per un attaccante che lavora tanto per la squadra e si sbatte per i compagni, il premio più gratificante sarebbe appunto il gol che manca dal 5 aprile e che renderebbe meno pesante anche la testa del giocatore. Va detto che da quando è arrivato a Parma l’Arciere non si è fermato praticamente mai. 2982 minuti giocati con la maglia crociata, più di lui solo il capitano, con 3303 minuti. L’unica pausa è coincisa con la squalifica per le tensioni nel post partita con il Forlì. Squalifica di due giornate ridotte poi a una. Il vice capitano del Parma sicuramente ha bisogno di rifiatare, di fermarsi un attimo perché a 35 anni non si è più giovanissimi e i tempi di recupero si allungano in maniera inevitabile dopo ogni partita. Questa può essere l’occasione giusta per rilanciarsi, di ritrovarsi e soprattutto ritrovare la via del gol. Per cancellare questo periodo nero che sembra non finire più.  

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