Parma | Leonardi: "Tifosi, stateci vicino, con Ghirardi unità di intenti"

"Andiamo a Roma per isolarci da questa situazione, dobbiamo rispondere sul campo, possiamo fare solo questo. Per i problemi societari? Ha parlato il presidente, non aggiungo altro. Io sono il timoniere, con me, i ragazzi non vogliono affondare"

Pietro Leonardi esce allo scoperto: rompe il silenzio e, in una conferenza stampa spiega la situazione di una squadra con il morale sotto i tacchi. Il suo tono è dimesso, l'aria che si respira è pesante, resa tale da una situazione societaria non florida e inquinata anche dai problemi sportivi che parlano di un Parma ultimo, con sei punti in classifica e una penalizzazione ormai certa da scontare. "Sapete tutti che sono abituato ai confronti, non mi tiro indietro - dice l'ad all'inizio della conferenza -. Ieri sono andato via dallo stadio perché non stavo bene. Ho parlato alla squadra stamane, ho pensato a lungo nella notte, i ragazzi sanno che dobbiamo fare un'impresa extrasportiva. Il mio rapporto con il presidente è uguale a quello di sei anni fa. E' sempre andato nella stessa maniera, sono in linea con lui. Io sono qui per risolvere i problemi, abbiamo 78 punti a disposizione, e voglio pensare che da oggi inizi un percorso nuovo. So che sarà difficile ma il nostro campionato inizia ora. I punti sono tanti, ma potrebbero diventare pochi se continuiamo così. Tutto passa attraverso i risultati del campo. Io non scappo davanti ai problemi".

CONTESTAZIONE - "La contestazone? I tifosi possono fare quello che vogliono, rispetto la civiltà di questa città e quando si va male non si può pensare di avere degli applausi. Mi devono dare uno stimolo, non farmi arrabbiare, se sono stato contestato avranno avuto i loro buoni motivi. Se la massa dice questo dobbiamo, riconoscere che hanno ragione, se no non eravamo ultimi in classifica. Chiedo ai tifosi, però, di stare dietro alla squadra, a me possono pure contestarmi, ma non serve tantissimo. Il ritiro? Abbiamo bisogno di cercare di lavorare sulla volontà di impresa e di non abbatterci, la città ci sostiene. Fino a quando sono rimasto allo stadio ci hanno sostenuto, poi non so cosa possano darci ancora. Io ho pensato questa cosa, i ragazzi sono d'accordo con me. Dobbiamo provare tutte le soluzioni".

CAMPO E MERCATO - "Noi dobbiamo andare avanti solo per la nostra strada. Abbiamo il dovere di provare a vincere sul campo. Poi non ci deve interessare il discorso legato agli stipendi e alla vendita della società. Stiamo raccogliendo i pezzi un giorno dopo l'altro, ma dobbiamo lasciare fuori dallo spogliatoio tutto quello che non parla di calcio.  La squadra è compatta, dietro di me. Io non voglio affondare, la barca la voglio salvare. I ragazzi sono con me. Sono sereno perché c'è la compattezza, Donadoni resta e noi vogliamo uscire tutti insieme. Il mercato? Siamo ultimi in classifica, la situazione è negativa e il mercato si può fare anche in una certa maniera. Sul mercato faremo il possibile. Dobbiamo fare di necessità virtù, si può operare anche in altro modo: abbiamo rigenerato anche calciatori che sembravano finiti. Poi dobbiamo cercare di raddrizzare la classifica perché siamo una piazza appetibile. Dipende da noi".

BILANCIO - Sul bilancio e le questioni societarie: "L'approvazione del bilancio ci sarà nei prossimi giorni. Poi, quando parla il presidente è giusto che io non aggiunga altro. E' lui che ha dato rassicurazioni a riguardo di pagamenti e situazioni societarie. Come ne usciremo? Tutto passa attraverso una logica di natura sportiva. Solo così si riesce a uscire da questa situazione. La proprietà comanda, le scelte le fa il presidente, noi siamo in linea con lui".

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