Parma, Leonardi: "In questo momento non si pensa al calcio"

"Assurdo discutere di slittamenti o rinvii. Si può fare di tutto: il buon senso avrebbe dovuto indurre chi di dovere a decidere in autonomia, senza sentire le varie società"

Pietro Leonardi amministratore delegato del Parma

L'incontro stampa che Leonardi ha presenziato al centro sportivo di Collecchio, dove il Parma ha ripreso ad allenarsi, ha avuto come argomento principale il consiglio straordinario di Lega, convocato per decidere il da farsi dopo lo stop del campionato. Ghirardi prima sul Corriere dello Sport, poi su Sky Sport, ha ribadito che la società da lui guidata non avrebbe partecipato, concetto ribadito anche dal suo braccio destro. "Ritengo che per quel che riguarda l’orientamento della nostra società si sia già espresso con forza il nostro presidente. Più che disertare come consigliere di lega il direttivo di oggi non poteva fare. Ha pure motivato la sua scelta ritenendo assurdo parlare o fare polemiche di scivolamento o recupero del turno in momenti come questi. Si può far tutto. Noi, ribadisco, ci rimettiamo alla volontà della Lega. Il buon senso avrebbe dovuto indurre chi di dovere a decidere autonomamente senza consultare le società addirittura convocando un direttivo straordinario. E’ paradossale parlare di queste cose dopo quanto accaduto sabato. Strumentalizzare gli eventi, cercare di avere benefici anche attraverso la morte di un ragazzo, mi rifiuto di dare altri commenti. Quando ci diranno dove andare a giocare noi andremo. E’ il momento – continua Leonardi - che chi è nel calcio faccia delle riflessioni. Vedere un ragazzo morire sul campo, mi fa venire in mente tutto tranne il pensiero di giocare, come e quando"

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IL SORRISO DI MORO - È provato l'ha.d. crociato, lui ha conosciuto Morosini quando era all'Udinese. "La prima cosa che ho pensato all’aeroporto a Palermo, appena appresa la triste notizia, è stata quella di tornare subito a Parma perché non avevo la minima voglia di giocare. Pensare che in questi momenti c’è chi si muove per avere dei vantaggi è una cosa sconvolgente per quel che mi riguarda. Moro era un ragazzo splendido, meraviglioso. Ricorderò per sempre il suo sorriso, quando l’ho acquistato a Udine. Era incredulo di poter fare la Champions visto che veniva dalla Primavera dell’Atalanta. Ero li anche quando gli morì il fratello e lui volle tornare al più presto in gruppo e quasi era lui a tranquillizzare i compagni dopo il grande dramma che aveva vissuto piuttosto che il contrario. Passano gli anni e facendo questo lavoro hai l’opportunità di conoscere tanti giovani. Ebbene Morosini, ha avuto davvero una vita ingiusta, sempre segnata da eventi negativi. Se c’era qualcuno che davvero non meritava questa fine era proprio lui. Siamo tutti toccati qui al Parma. Ma c’è un unione totale: spesso abbiamo del calcio un’immagine immortale e quando sento dire che è stato esagerato fermare il campionato non mi capacito. Si tratta di un ragazzo che non è scomparso in un incidente stradale o altro. E’ morto sul campo. E’ importante che ci sia coesione totale in questo momento in chi fa parte del mondo calcistico. Il nostro gruppo sta soffrendo, come quello delle altre squadre. Che non sia morto un giocatore del Parma poco cambia. E’ un ragazzo che non ci sarà più ed è una vicenda che ci tocca tutti. Credo che in queste ore tutti dobbiamo contare fino a 10 prima di parlare. Purtroppo siamo in un circo, lo spettacolo deve continuare e la tragedia rischia di scivolare via. A caldo sono stati toccate molteplici problematiche, tutte importanti ma che per non generare confusione debbono essere affrontare io credo, non a caldo, ma nelle sedi apposite e nei momenti opportuni. Chi ha conosciuto Moro come me continua a soffrire dentro giorno dopo giorno. Ora non voglio più parlare, voglio solo andare a dargli l’ultimo saluto quando ci saranno i funerali e mettermi d’impegno insieme ad altre persone che l’hanno conosciuto per mantenerne vivo il ricordo e onorarne la memoria. Stamane ho avuto un colloquio anche abbastanza lungo con Giuliana Pozzo. Ritengo giusto che a perorare la causa benefica sia “Udinese per la vita”, che è una realtà già strutturata. L’Udinese poi era proprietaria del cartellino del ragazzo. Anche il Parma andrà a dare il suo sostegno per le iniziative che verranno programmate in prospettiva, non solo nell’imminenza dell’aiuto alla sorella, in ricordo di Moro. Un ricordo che negli anni non dovrà morire”.

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