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Parma, Lucarelli esalta... Lucarelli: "Ale è un leader nato"

Il tecnico del Livorno riabbraccia il fratello: "Non pensavo potesse fare tanto per questa gente"

L'1-1 tra Parma e Livorno è stata l'occasione per rivedere al Tardini una vecchia conoscenza. La sfida in famiglia Lucarelli è finita con un gol per parte e un abbraccio, quello che Cristiano e Alessandro si sono scambiati al Museo Ernesto Ceresini prima della partita. "Ale è nato leader - dice il tecnico amaranto - non pensavo potesse fare tutte queste cose per questa città. In chiave Livorno ha dato delle buone indicazioni perchè noi cerchiamo di giocare la palla sempre e di non buttarla mai via e devo dire che ci siamo riusciti soprattutto nel primo tempo e anche ne secondo tempo. Il palcoscenico era importante e motivante: i ragazzi l'hanno inerpretata nella giusta maniera. Per noi senz'altro un test allenante con una squadra importante come il Parma". "Io penso che il Parma si possa giocare la salvezza: penso solo che alcuni giocatori debbano trovare la migliore condizione, penso a Gervinho che deve crescere dal punto di vista atletico, ci sono giocatori come Rigoni che in questo momento non stanno bene ma che possono e devono fare delle cose importanti. Credo che quando avrà recuperato al top questi giocatori il Parma se la giocherà, com'è normale che sia, con altre cinque o sei squadre. Credo che abbia buone possibilità di farcela: il primo anno di promozione c'è sempre una spinta motivazionale in più. Io ero convinto che Alessandro avrebbe fatto grandi cose per il Parma, non pensavo così grande ma ero certo che avrebbe dovuto solo trovare il suo habitat naturale per mostrare le sue caratteristiche tecniche importanti e quelle caratteriali perchè Alessandro nasce leader. Da piccoli lui era il casinista e io quello tranquillo, poi nel crescere i ruoli si sono invertiti e Alessandro ha messo da parte questo aspetto che invece poi con l'esperienza di Parma è tornato fuori, Mi sento anche un piccolo mertio per averlo suggerito in quella stagione: sono soddisfatto che sia nata questa bella storia d'amore tra alessandro e il Parma. Diciamo che noi siamo gente che non si riesce a fare questo mestiere con la stessa positività di un impiegato delle poste. siamo gente che fa questo sport prima da calciatore e poi da allenatore con il cuore, non ci si accontenta di fare il compitijo e di timbrare il cartellino: noi in tutto quello che facciamo abbiamo una necessità fisica di essere coinvolti in tutto e per tutto, ci sono state annate che sono andate bene e altre meno bene: abbiamo sempre cercato di essere qualcosa di più che semplici calciatori".

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