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Parma-Livorno 1-1 | Murillo di carambola, Barillà di rigore

Cross dalla sinistra, il brasiliano anticipa tutti e, complice una deviazion, mette la palla alle spalle di Frattali. Il penalty di Nino porta in parità il punteggio

Dal nostro inviato

PARMA - Dopo la sgambata che ha regalato il poker al Parma di D'Aversa al nuovo centro di formazione federale della Lega Nazionale Dilettanti, il Parma alza l'asticella e per mettere minuti nelle gambe in questa pausa per le Nazionali sfida il Livorno. Una sfida che evoca ricordi, soprattutto quelli legati alla famiglia Lucarelli, contrapponendo Alessandro - storico capitano e adesso Club Manager del Parma - e Cristiano - fratello più noto e allenatore oggi di un Livorno che ha voluto puntare sul simbolo di una città per questa nuova avventura in B.

Se a Colorno D'Aversa ha dato spazio alle seconde linee, con il Livorno il tecnico toscano presenta dal primo minuto Gervinho, in gran forma almeno nel primo tempo quando semina il panico almeno tre o quattro volte con le sue accelerate a entrare nella difesa amaranto salvata almeno un paio di volte da Mazzoni, portiere del Livorno che ha negato la gioia del gol all'ivoriano dopo una serpentina velenosa dello stesso. Tutto mentre i toscani di Lucarelli senior erano in vantaggio grazie al gol, dopo 25', di Murillo. Traversone teso dalla sinistra, deviazione vincente del brasiliano che brucia il giovane Di Maggio e insacca, complice una deviazione della retroguardia crociata. Il Parma sembra poter far male quando attacca dalla destra, dove Gervinho viene spesso chiamato in causa dai suoi compagni. Spazia, si accentra e dribbla fornendo un assist che Barillà spreca alto sulla traversa a due passi da Mazzoni, che tira un sospiro di sollievo quando vede il diagonale di Inglese finire a lato di pochissimo. Tra le fila crociate brilla anche Bastoni, alla sua prima uscita in maglia Parma. Il centrale scuola Atalanta impressiona per calma e capacità di lettura, anticipo e piede educato. Ed è lui, assieme all'ivoriano che gioca con Inglese e Di Gaudio, il migliore dei suoi. 

Il secondo tempo inizia con una sostituzione per il Parma: Di Gaudio lascia il campo a Da Cruz, mentre Lucarelli ne cambia più di uno: fuori Kozak, dentro Raicevic, Moreira per Fazzi, Iapichino per Porcino, Bruno per Luci e Zima per Mazzoni. Il 4-3-3 dei toscani poggia sulla verve di Diamanti, che mantiene il sinistro affilato seppure non più giovanissimo. Il leit motiv della gara è sempre lo stesso: il Parma cerca di fare la gara, il Livorno non sta lì a guardare e gioca con le armi che ha a disposizione. Ma dietro annaspa e Gervinho con un grande sprint viene abbattuto in area di rigore. Penalty trasformato da Barillà con un tiro forte centrale che spiazza Zima. Gervinho però dura solo una settantina di minuti e quando esce viene accolto dall'ovazione dei 373 del Tardini. Entra Siligardi al suo posto, Carriero per Bastoni con Gagliolo che si sposta in mezzo alla difesa e Barillà che va a fare il terzino. Quando Valiani si scalda, il Tardini applaude e si ricorda dei vecchi tempi. Evidentemente la nostalgia fa bene anche a Siligardi che in una ventina di minuti scarsi regala qualche lampo dei suoi, segno che il giocatore non è fuori del tutto dai piani tecnici di Roberto D'Aversa che pensa seriamente a rimetterlo in lista. 

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