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John Lizhang - foto ParmaToday.it

John Lizhang - foto ParmaToday.it

Dal mercato ai rinvii: i 342 giorni dell'Impero cinese

Inadempienze e ritardi: così i soci si sono spazientiti

Il Van nero che ha accompagnato Lizhang dall’aeroporto di Milano, domenica mattina, si è palesato all’ingresso dell’Hotel Maria Luigia a Parma poco prima di mezzogiorno. Dentro c’era il presidente accompagnato dalla fedele Lin Feng, segretaria (compare anche nel CdA del Parma) del manager cinese a capo di Desports, la holding che si occupa di business sportivo che il 3 novembre 2017 ha rilevato un ulteriore 30% delle quote societarie del Parma, arrivando così a detenere la maggioranza del pacchetto azionario (il primo 30% era stato rilevato nel luglio 2017). L’Hotel a ridosso della stazione è la base operativa di una riunione tra i soci del Parma, quelli di minoranza e il presidente. Una location comoda e vicina allo Stadio Tardini, dove di lì a poco si sarebbe disputata Parma-Lazio che segna anche l’ultima uscita presidenziale di mister John.

lizhang 2-2-2Domenica l’imprenditore ha abbandonato lo stadio al minuto 82’, ha detto 'Ni Hao' (che in cinese significa ‘Ciao’) subito dopo il gol di Immobile per fare ritorno alla base.  L’interregno cinese con sede a Shanghai è durato poco meno di 12 mesi, con dentro una promozione, ma anche delle scadenze disattese e pochissima presenza. L’impero che Lizhang si porta dietro c’è, esiste, ma i troppi obblighi non ottemperati lo hanno reso insolvente per sei mesi: ‘Una crescente difficoltà del socio cinese ad ottemperare con tempestività ai numerosi obblighi che un business iper-regolamentato come il calcio italiano impone. Di fronte a tutte queste difficoltà Nuovo Inizio si è messa a disposizione della Società a tutela della stessa”. Marco Ferrari in conferenza stampa lo ha salutato così, senza menzionare le mancanze di Lizhang che hanno fatto storcere il naso prima alla proprietà italiana e poi ai tifosi, stanchi di non vederlo né sentirlo vicino. Dal mercato al centro sportivo di Collecchio, passando per garanzie e fideiussioni bancarie. Troppe assenze per il socio di maggioranza che pure era stato accolto benissimo dai sette imprenditori parmigiani, ora spazientiti dalle troppe prese di tempo nei momenti significativi in un cammino che non è durato neanche un anno. Da quel 15 novembre, data dell’ufficialità del closing, al 23 ottobre, giorno in cui è tramontata l’era Lizhang, tante cose sono cambiate.

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I 342 giorni da presidente – si fa per dire – di mister John sono stati un mix di rinvii e di ritardi, gli stessi che magari lo costringevano a disdire all’ultimo secondo l’appuntamento con Barilla e soci per fare il punto di una situazione che sei mesi fa cominciava a essere torbida o comunque poco chiara. Perché un socio di maggioranza, che ha versato 18 milioni di euro nelle casse del club (15 per rilevare il 60% delle quote) non ha presentato le garanzie che servono? Perché agli obblighi hanno dovuto ottemperare i soci di Nuovo Inizio? Perché tanta ‘latitanza’? In parte a queste domande hanno risposto in conferenza stampa i soci attraverso le parole di Marco Ferrari, vicepresidente di Nuovo Inizio ‘condannato’ a metterci la faccia ogni qualvolta c'è bisogno di dare una sterzata a tutela della società. Il bilancio di mister Jhon, atterrato a Parma con tantissima voglia di fare, sarà ricordato con mestizia: dopo la festa promozione in cui ha celebrato l’ingresso nella Desports di Hope Group, una nuova struttura di management calcistico grazie alla quale i club della holding avrebbero dovuto fare sinergia, di Lizhang si erano completamente perse le tracce.

lizhang-8Si era fatto annunciare per l’esordio in Serie A, prima di Parma-Udinese il 19 agosto, ma un contrattempo lo aveva fermato a Shanghai; lo stesso che lo ha bloccato in Cina e che gli ha evitato di assistere a Parma-Juventus l’1 settembre. Nell’estate del 2017 era arrivato a Parma di notte, per la prima visita in quella che sarebbe stata la città della sua squadra, si era presentato a Collecchio il 6 luglio con tutti i buoni propositi per una partenza sprint e 3 milioni di euro per rilevare il 30% della società. Il primo passo verso la conquista – che non c’è mai stata – del mondo Parma, che se lo è dimenticato in fretta. Quella di ieri, da alcuni letto frettolosamente come un campanello d'allarme, potrebbe essere intesa come una dimostrazione di forza di Nuovo Inizio è ulteriore garanzia per il futuro della società. Non lo dimostrano solo un aumento di capitale annunciato in conferenza, si va oltre: un milione di euro verrà investito per le strutture del settore giovanile per migliorare un’area che rappresenta un investimento per il futuro. Poi c’è il nuovo presidente: probabile possa essere espressione della 'cordata' parmigiana. E la voce più accreditata vorrebbe Pietro Pizzarotti come rappresentanza di questo 'senso di responsabilità', per citare le parole di Marco Ferrari in conferenza. 

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