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Domenica, 29 Gennaio 2023
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Parma, lo stadio e la gestione del club. Krause dice tutto: "Posto le basi per un grande futuro"

Il presidente americano a DAZN: "La nostra visione è quella di costruire uno stadio mondiale, che ospiti una squadra mondiale. Può accrescere il fascino internazionale del Parma"

“Non so se sono in grado di svolgere il ruolo di presidente, per il momento c’è divertimento, mi piace. E’ un sogno che diventa realtà, possedere una squadra di calcio, vivere la Serie A, stare poi in una città come Parma è fantastico. E’ esaltante, c’è tanto lavoro da fare anche perché è accaduto tutto così in fretta”. Kyle Krause si racconta in esclusiva a DAZN, in una lunga intervista con Diletta Leotta. ‘Professione Presidente’, questo il titolo della puntata già online, che fa un giro a 360 gradi sul nuovo proprietario del club e sul Parma, percorrendo i centri più significativi della città. Tra i selfie che i tifosi scattano con il presidente, i luoghi iconici del centro e la visione di Krause.

“Fede,onore e amicizia sono i valori più importanti della vita – dice il Presidente -.  Non sono cresciuto a Parma, così quando si è aperta la possibilità di acquistare un club di Serie A ho scelto il Parma e quindi per me è stata una scelta forte. La gente è fantastica, ci sono architettura, arte e teatri meravigliosi. Il Duomo è bellissimo. Cammini per strada e incontri tante belle persone. Mangio due volte al giorno parmigiano-reggiano. A pranzo e a cena. Non sono qua così spesso, quando ci sono cerco di assaporare ogni momento. Amo molto l’Italia, sono italo-americano, anche se il mio cognome non sembra italiano. Il cognome di mia madre Nancy è Gentile, la mia famiglia ha origini siciliane. Veniamo da Palermo, da Alia, un piccolo paese nel palermitano. La mia bisnonna era di Palermo, mentre il mio bisnonno di Alia. Io e mia moglie ci siamo fidanzati a Palermo e ci siamo sposati a Positano. Mia mamma è italiana, le mie passioni sono sempre state italiane. Mi piace la gente, il vino italiano, il calcio. Parma è una zona fantastica per il cibo, le persone sono amichevoli, è una città a misura d’uomo, ha una misura giusta per sentirsi parte di una città per avere tifosi appassionati. Tutti tifano il Parma, non ci sono divisioni e poi ci si fa rapire dalla bellezza, si sente la storia qui. E’ una città perfetta per andare a piedi e da percorrere in bici”.

Cosa che in Iowa e nell’America più in generale non puoi fare. Krause è cresciuto in una città piccola, forse ancora più di Parma, al calcio ci ha pensato tardi. “Sono cresciuto in una piccolissima città, nel mezzo degli Stati Uniti, mi sono appassionato al calcio quando i miei figli hanno cominciato a giocare. E da adulto ho cominciato anche io, non bene a dire la verità (ride ndc). Il calcio è entrato tardi nella mia vita. Grazie ai miei figli, che praticavano anche i più classici sport americani. Mi sono reso conto che questo sport mi piaceva davvero, ho iniziato a seguire i Mondiali e a vedere le partite quando potevo in Europa e in America. Io devo imparare molto, ma nella cultura americana ho notato che hanno posto una grande attenzione attorno agli eventi. L’NBA è forse l’esempio migliore, a partire dallo stadio e da tutto ciò che gira attorno, sono riusciti a sviluppare un’esperienza di tifo più appagante per il tifoso e credo si possa fare lo stesso in Serie A. La maggior parte degli stadi non è invitante per vivere questa esperienza, perché se si vuole allargare alla famiglia bisogna sviluppare l’esperienza del tifoso e aprirsi. Andando oltre quella che è la visione di oggi. Arriviamo con nuove idee, ma partiamo da un grande lavoro fatto da chi ci ha preceduto, facendo risalire il Parma dalla Serie D alla Lega Pro, alla Serie B e fino alla Serie A. Ho apprezzato la visione dei soci e il loro operato e penso che i prossimi passi vadano intrapresi in un’ottica più lunga. Se penso alla mia visione futura del Parma Calcio, cerco di pensare a cosa possono vedere i tifosi. E’ divertente quando arriva qualcuno di nuovo, nuovi calciatori. Abbiamo fatto grossi investimenti, abbiamo programmato, abbiamo steso un piano. E possiamo alzare l’asticella. E’ un’azienda a gestione familiare, la gestiamo così come facciamo con le nostre altre aziende, programmando sul lungo periodo e con questa filosofia facciamo gli investimenti”. Krause arriva in Italia seguendo la scia di molti connazionali, sbarcati nel Bel Paese per amore del calcio e del business. “Commisso? Ho avuto occasione di parlarci al telefono. E’ stato di grande aiuto anche solo nell’insegnarmi cose che riguardano il calcio, come acquisire il club e cose di questo tipo. Iniziai a parlare con lui prima ancora di acquistare il Parma. Il rapporto con gli altri presidenti americani? Non abbiamo un gruppo Whatsapp, forse siamo vecchi per questo. Sono stati tutti molto carini con me, al momento dell’acquisizione del Parma. Ho parlato con Commisso, con Saputo, con i Friedkin che ancora non avevano preso la Roma. Sono stati tutti molto gentili e mi hanno aiutato, li ringrazio. Non ci siamo ancora incrociati sarà per la prossima volta”. Capitolo stadio. “Ci sono molti presidenti che vogliono costruire un nuovo stadio o rinnovare quello che già esiste - dice Krause -. La Juventus ha tracciato la strada, poi l’Atalanta l’ha seguito. Costruire uno stadio è difficile, e se punti ad allontanarlo dal centro città, in un posto lontano dallo stadio attuale come è nei piani di Rocco Commisso, devi tenere conto del legame che i tifosi sentono con il luogo attuale. C’è bisogno ancora di un po’ di tempo, ce la faremo. Sia per aumentare il peso del Parma, sia per l’appeal della Serie A. La città ha un fascino internazionale. Ha un grande territorio, credo che la strada giusta la squadra stia crescendo piano piano, può portare a una riconoscibilità internazionale del brand cittadino. La nostra visione è quella di costruire uno stadio mondiale, che ospiti una squadra mondiale. Può accrescere il fascino internazionale del Parma”.

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