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Parma, Lucarelli: "Non lo so se è l'ultima partita"

Il capitano: "Devo decidere a bocce ferme"

Dal nostro inviato

FIRENZE - "L’ultima? Non lo so, mi ero ripromesso che qualsiasi risultato fosse uscito oggi non mi sarei fatto dettare nessuna decisione dal momento. Vorrei decidere a bocce ferme, vorrei decidere con la mia famiglia, con la proprietà e con il mister, per queste emozioni faccio fatica a rinunciarci, essere senza campo un po’ mi spaventa". Non lo sa Lucarelli cosa farà da grande: "Se avessi dato retta a mio fratello non avrei giocato neanche in D. Mi ha detto che rischiavo di rovinare tutto quello che avevo fatto. Rischiavo di scontrarmi con un modno che non conoscevo, ma dentro di me pensavo di potercela fare. E’ normale che sarebbe bello continuare un percorso che in soli due anni ci ha visto risalire. Sono arrivato qua nove anni fa in B, e oggi torno in serie B. Il campionato che avremmo fatto se quei due là non ci avessero stuprato. Quest anno ci hanno detto di tutti. Squadra spaccata, fallita, mercenari e venduti. Oggi abbiamo dimostrato che il gruppo c’era e che abbiamo tenuto botta fino alla fine. Quando l’arbitro ha fischiato la fine giocatori come me si sono messi a piangere. E questo significa che eravamo squadra ed eravamo uniti.  Le sensazioni mie erano quelle di speranza, non ho mai avuto certezze che vincessimo il campionato, era più una speranza. Nel momento più buio, dopo l’Ancona, poteva crollare tutto il castello. Lì la squadra ha reagito, si è unita con il mister, solonoi lo sappiamo cosa ci siamo detti in quei giorni. Ci sono state tante partite brutte da parte nostra, sconfitte, prestazioni scialbe. D’Aversa ci ha dato la consapevolezza di essere forti e la mentalità. Inconsciamente pensavamo di essere più forte ma lui ha lavorato soprattutto sull’atteggiamento. Se penso a come sono arrivato a Collecchio quando siamo andati in Serie D, con una manica di ragazzini mi sono detto.  “Cosa ci faccio qui?”. Ma mi ero dato un obiettivo, per la gente del Parma, per quello che ci hanno fatto. Due anni fa mi ricordo che di questi tempi ero in Tribunale con i giornalisti che ci facevano le domande sul fallimento. Questo ci ripaga e due anni fa ci siamo uniti e siamo diventati una cosa sola. Non ce lo meritiamo quello che ci hanno fatto. Oggi parlare di quello che hanno fatto i tifosi è troppo semplice, bisogna parlare di due anni fa, quando hanno fatto diecimila abbonati e quando ci hanno sostenuto. E’ stata durissima, adesso ci dobbiamo riposare e festeggiare. E’ stata una stagione devastante. Se fossimo rimasti in Lega Pro avrei smesso". 

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