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Parma, la lettera di Lucarelli: "Sarò sempre uno di voi"

Domenica sera in lacrime, il capitano ha comunicato l'addio al calcio con una lettera: "Orgoglioso di aver fatto parte della vostra storia"

Con un discorso lungo, Alessandro Lucarelli ha voluto salutare i settemila presenti al Tardini per l'ultimo bagno di folla. La gioia di una promozione in Serie A pazzesca e una promessa mantenuta è ancora fresca. La commozione visibile nei volti. Il suo, quello dei suoi famigliari, dei compagni di ieri e di oggi. Di tutto lo stadio. Ecco il discorso con cui si è congedato il capitano:

Ciao a tutti, bentornati in serie A.
Ho preso in mano molte volte un microfono in questi anni. In campo, davanti a un tribunale, a Collecchio, in ritiro. Questo prato con di fronte i miei compagni, la mia società e tutti voi tifosi è il posto migliore per farlo. Prima di dire qualsiasi cosa, lasciatemi pronunciare una sola parola: grazie.

Grazie a tutti i miei compagni con cui ho condiviso moltissimo in questi tre anni. Quelli che sono qui oggi e tutti quelli che purtroppo non sono riusciti ad esserci, ma ci sono stati quando contava. È bello rivedervi qui, su questo campo, perché tutti noi in questi tre anni abbiamo messo il Parma e la maglia crociata, davanti a noi stessi e a qualsiasi altra cosa. Con voi abbiamo raggiunto un sogno, entrando nella storia del calcio italiano riportando il Parma dove merita di stare. Grazie alla società che ci ha sostenuto, e ci ha fatto sentire da Serie A anche quando giocavamo in Serie D. Grazie a tutti voi tifosi, perché di Serie A lo siete sempre stati.

Grazie al Mister, allo staff tecnico, a tutti i collaboratori e ai dipendenti di questa società: senza il vostro lavoro non saremmo qui dove siamo ora. Un grazie concedetemelo, va alla mia famiglia, a mia moglie Cristiana, ai miei figli Matteo, Jacopo e Diego. In tutti questi anni sono sempre stati al mio fianco supportandomi e sopportandomi soprattutto quando non giocavo, e vi assicuro che non è stato affatto semplice. Mi dite sempre che dovrebbero farmi un monumento ma il monumento vero dovrebbero farlo a voi. Da quando sono arrivato a Parma, ho vissuto 10 anni incredibili da dividere in due fasi: nella prima sono arrivato in Serie B, abbiamo subito vinto il campionato e negli anni successivi siamo arrivati a conquistare un posto in Europa League. Nella seconda fase, con tutto quello che è successo, da Lucarelli per voi sono diventato Ale. Un amico. Il simbolo della rinascita . Il Capitano. Il perché è molto semplice: nella sofferenza siamo diventati una cosa sola. Io sono diventato vostro, e voi siete entrati dentro di me, mi avete conosciuto e apprezzato come uomo, dopo averlo fatto come calciatore. Mi avete sempre sostenuto nelle battaglie che abbiamo dovuto combattere perchè sapevate che lo stava facendo uno di voi.

Abbiamo vissuto insieme tanti momenti difficili, ma ci siamo sempre rialzati. Rialzarsi fa parte del nostro dna. Nei playoff dello scorso anno mi sono rotto le costole, ma nessuno ha potuto fermarmi: a Firenze ero in campo. Quest’anno mi sono rotto il menisco, ma a Spezia dopo 23 giorni ero di nuovo li’ a lottare con i miei compagni. Questo è lo spirito che abbiamo condiviso in tutti questi anni. Dopo il fallimento dissi “Sono morto con il Parma, e con il Parma voglio rinascere”. Grazie a tutti voi, e a tutti i miei compagni siamo rinati. Ci siamo presi per mano ad Arzignano, e siamo arrivati a La Spezia ,passando da Firenze e mi sembra di ricordare anche da Reggio Emilia. E siamo sempre, sempre, sempre tornati vincitori. Grazie alla nostra caparbietà. Grazie alla nostra forza. Grazie al gruppo. Grazie a noi.

Il boato di quel venerdì sera, non lo dimenticherò mai. Noi tutti, non lo dimenticheremo mai. Quel giorno, come tante altre volte, eravamo una cosa sola. Noi e voi. Voi e noi. Non esiste, davvero, un’immagine più bella. Sinceramente, in nessun momento della mia vita avrei potuto anche lontanamente concepire un’immagine migliore per quello che, con estrema fatica e cercando di trattenere le lacrime, devo dirvi.

Ho pensato a lungo in questi giorni se continuare un altro anno. Ho abbracciato Parma per 10 lunghi anni, dando tutto me stesso e forse anche qualcosa di più. Ora che siamo tornati in Serie A, il mio, ed il vostro obiettivo l’abbiamo raggiunto. È una categoria che ho fatto per tanti anni, e che conosco bene. Si gioca in stadi splendidi, contro squadre che hanno fatto la storia,ma io la storia l'ho scritta insieme a voi, non ho bisogno di giocarci altre volte. (...). La promessa che vi avevo fatto 3 anni fa è stata mantenuta. E Non esiste nulla che mi possa appagare e rendere piu orgoglioso di questa incredibile conquista.

All’inizio di ogni stagione mi sono presentato in ritiro convinto al 100% di poter dare il massimo per questa maglia e per tutti i miei compagni. Ora dentro di me non sono sicuro come dovrei. Sono sincero, come lo sono sempre stato: ho paura. Paura di non riuscire ad essere sul campo quel riferimento che ho cercato di essere in questi anni. A Spezia, dopo quel boato, sono corso sotto di voi per festeggiare un traguardo storico. Ora vi devo chiedere un favore: correte voi verso di me,statemi vicino. Abbracciatemi, e accompagnatemi in questa nuova vita. Di sicuro non lascerò questa squadra, questa società, questi tifosi: continuerò comunque a far parte del Parma, vedremo poi in che veste. Credo sia giusto che quella di Spezia debba essere l’ultima immagine della mia vita da calciatore. Non c’è un momento che mi possa rendere più orgoglioso. Credetemi, lo dico con un magone immenso e con il cuore che urla: sono orgoglioso di aver fatto parte della vostra storia. Di essere stato Capitano di questa grande squadra. Di aver vestito questa splendida maglia. Di essere stato Alessandro Lucarelli. Uno di voi.
Grazie

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