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Parma, cosa ti porti da Lucca

Il Pordenone in semifinale non avrà il tecnico Tedino e il difensore Stefani (squalificato)

Il Parma va a Firenze dopo 180’ gestiti bene. Nelle sfide con andata e ritorno, la squadra di D’Aversa ha saputo comportarsi in maniera egregia anche se nella gara di Lucca forse ha sofferto più del previsto nonostante sia andata in vantaggio subito, secondo i piani. Colpa di errori in fase di possesso, in disimpegno e in uscita, che confermano che alcuni giocatori fatichino a rimanere concentrati per tutta la partita. Non sarebbe giusto però puntare il dito contro i ragazzi di D’Aversa che hanno centrato l’obiettivo e portato a casa la qualificazione potendo così garantirsi un turno in più a Firenze. Di fronte al Parma c’era un avversario che si è organizzato benissimo tatticamente, ordinato e capace di sorprendere con quel D’Auria che nella partita d’andata siamo riusciti a vedere per poco meno di dieci minuti. E che ieri, assieme alla posizione di Fanucchi, ha scombinato le carte cercando di far saltare il banco. Da destra a sinistra, Lopez ha cercato di affidarsi a gente con gamba e intraprendenza, sapendo però i rischi che correva perché il Parma ha lasciato sfogare la Lucchese, controllandone gli attacchi e la spinta in avanti, poi con tre tocchi è andato in porta grazie a un’uscita di Di Cesare, perfetto che ha concesso a Baraye la possibilità di convergere, spostarsi da sinistra al centro e scagliare una sassata che si è infranta all’angolino basso sul palo lontano. 1-0 e palla al centro, ma quante volte abbiamo detto che l’avversario del Parma è il Parma? Perché su un’uscita palla al piede, poco pulita, la squadra di D’Aversa incappa in un episodio che la penalizza più del dovuto. Capuano intercetta il pallone e si butta davanti. Steso da Scavone che in realtà nemmeno lo tocca, punizione dai 30 metri deviata in porta e gol. L’atteggiamento prudente viene reso ancora più  misurato dopo il gol della Lucchese che si riversa in avanti alla ricerca forsennata del raddoppio. Ma il Parma gestisce bene e Frattali, non perfetto in occasione del gol, riesce a mettere fieno in cascina perché le palle alte sono il suo pane. E fino al gol di Edera, quello che spacca la partita, succede poco. La Lucchese si apre disperatamente per tentare di tenere viva la gara ma il Parma amministra, controlla con Di Cesare e Iacoponi sugli scudi e con una catena di destra quanto meno anomala perché Mazzocchi, Munari ed Edera non avevano mai giocato insieme per così tanto tempo. Anzi, priva di Munari, a dieci minuti dalla fine, con Giorgino che subentra a Gianni acciaccato, si rischia un po’di più soprattutto per l’impudenza giovanile di Edera che non raddoppia in un paio di circostanze e che in altre vuole strafare per mostrare a tutti che è stato in naftalina per molto tempo. Prima di dare spazio al boato di liberazione Fanucchi regala un ultimo brivido. Martedì 13 non prendete impegni, come diceva qualcuno, perché a Firenze ci sarà la sfida della stagione: il Pordenone sarà senza il suo allenatore. Bruno Tedino non ha voluto fare il terzo tempo e si è fatto squalificare. Con lui Stefani, difensore centrale che da diffidato si è beccato un giallo.

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