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Pasquale Mazzocchi - foto D. Fornari

Pasquale Mazzocchi - foto D. Fornari

Parma, il ritorno di Mazzocchi: "Pur di giocare farei il portiere"

PM7 vuole riprendersi il Parma: "Ho ancora un po' paura, ma sto guarendo e con il lavoro vedrete che i risultati arriveranno"

Dal nostro inviato

COLLECCHIO - Quasi sessanta giorni dopo, Pasquale Mazzocchi si riprende il Parma. O spera di riprenderselo. Perché l'infortunio occorsogli a inizio settembre, durante il riscaldamento contro il Lumezzane gli dà ancora qualche problema. La lesione di secondo grado al retto addominale, con interessamento all'adduttore lungo gli fa sentire ancora dolore. Quando calcia. Ma sostanzialmente si può considerare guarito. Apolloni ritrova così il suo esterno, dopo avergli regalato una ventina di minuti a Fano, dove ha contribuito a cambiare una partita, l'ennesima, complicata per il Parma. La sua freschezza ha aiutato i compagni a smontare l'impianto difensivo della squadra avversaria. 

Adesso Mazzocchi si sta riprendendo, "tornare è stata una sensazione bellissima riassaporare il campo, chiaramente ho ancora un po' paura perché è stato un infortunio importante. Adesso c'è da lavorare perché devo recuperare la condizione. Mi alleno sempre al 100%, poi i risultati arriveranno. Il ruolo? Al di là del ruolo, posso giocare anche in porta, l'importante è giocare e dare il mio contributo. La fase difensiva non mi preoccupa, io posso giocare anche nel 3-5-2, devo imparare a fare la fase difensiva, per il resto mi adatto. E' chiaro che dribblare è più bello di rincorrere, ma mi devo adattare. Ora abbiamo vinto tre partite, però dobbiamo pensare già al Gubbio, che è una squadra importante, lo abbiamo visto anche l'hanno scorso. Il 5-1 contro il Teramo non ci deve interessare, anche perché noi guardiamo solo a noi stessi. Il mio idolo? Mi sono ispirato sempre a CR7. Solo che lui gioca in avanti, fa la seconda punta, io faccio l'esterno. Se fosse per me giocherei anche in porta. Se in futuro riuscirò a fare bene, po, sarò felice e contento. Chiaramente nel calcio italiano si tende più a correre che a toccare il pallone. In 90' lo tocchiamo solo 4', secondo uno studio. E nel calcio italiano dobbiamo correre e rincorrere. Per me non c'è differenza, vorrei giocare pure a sinistra, dove ho possibilità di rientrare e calciare, ma decide il mister".

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