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Parma, tra Caputo e il Bari: D'Aversa aspetta

Il ritiro di Pinzolo è finito e Roberto D’Aversa torna a casa con qualche consapevolezza in più rispetto a come aveva cominciato la stagione. Gli acquisti che aveva chiesto alla società per mezzo del direttore sportivo Daniele Faggiano sono arrivati quasi tutti, ad eccezione dell’attaccante che aveva pubblicamente invocato in conferenza stampa prima della partenza per il Trentino. L’ultimo arrivato in casa crociata è Riccardo Gagliolo, un terzino che all’occorrenza può fare anche il centrale difensivo. E’ il quindicesimo acquisto del Parma, partito per ultimo rispetto a tutti gli altri. D’Aversa ha avuto poco tempo per lavorare solo ed esclusivamente sulla tattica, ma ci ha lavorato, seppure con addosso i carichi necessari per poter affrontare la stagione nel migliore dei modi. Quello che doveva fare l’ha fatto, cioè costruire uno scheletro che poi sarà arricchito, dopo ferragosto probabilmente, di uno o due tasselli. Il suo 4-3-3 si poggerà per forza di cose sullo spirito dei ‘vecchi’ che saranno chiamati, come a Firenze, a trainare la squadra verso quella che potrebbe essere già considerata come una mezza impresa, seppure si sta parlando di calcio d’agosto. Da premettere che il Parma non ha l’obbligo di vincere come lo ha avuto anche in passato (questo è stato a lungo un limite per gli uomini di D’Aversa) ma troviamo insieme una squadra contenta di fare una brutta figura e di uscire da una competizione che, per altro, ha visto vittorioso il Parma per ben tre volte. Nessuno vuole incappare in rischi simili, banale dirlo e forse troppo ovvio. Sono arrivati quindici nuovi giocatori, tra cui quattro o cinque ragazzi che probabilmente non faranno parte della rosa attuale, altri cinque erano aggregati senza aver di fatto partecipato alle esercitazioni tattiche e già considerati nel mercato in uscita. D’Aversa ha puntato ancora una volta sul suo marchio di fabbrica: l’intensità e la cattiveria agonistica, il tutto passando per trame mai banali, tagli, rimorchi delle mezz’ali, decisive in questo modulo e gli inserimenti letali di Siligardi da un lato e Baraye dall’altro. Calaiò è rimasto il perno dell’attacco, Scavone assieme a Scozzarella quello del centrocampo. In difesa si riparte dalla forza di Iacoponi, dal temperamento dell’Imperatore Di Cesare e dall’esperienza di Alessandro Lucarelli. Un telaio rigido e affidabile che sarà capace di assimilare qualche modifica a partita in corso. La squadra può considerarsi completa, si aspetta ancora un centravanti come abbiamo detto, uno che possa dare il cambio a Calaiò almeno. Il nome in cima alla lista di Daniele Faggiano è quello di Ciccio Caputo. Nonostante sembra sia sopita la voglia del Parma di arrivarci, la speranza continua a covare sotto la cenere. E potrebbe riaccendersi in maniera definitiva dopo Ferragosto, quando il Parma affonderà il colpo su quello che sarebbe considerato il vero e proprio colpo di mercato.

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