Parma, quando una "i" fa la differenza: se ti chiamo Cassani e non Cassano...

Arrivato in crociato in prestito gratuito dalla Fiorentina, il terzino destro è autore di una grande stagione, si è integrato bene nel gruppo ed è diventato indispensabile per Donadoni, ora è alla ribalta per una maglia azzurra

Da quando è sbarcato al Parma, Mattia Cassani è entrato e non è più uscito. Nemmeno ha mai tagliato la barba, solo sfoltita, la cura per bene, e non ha intenzione di accorciarla, gli sta bene, è quasi maniacale la cura che le riserva. Qualcuno dice la terrà fino alla fine del campionato, poi forse la taglierà, in caso di chiamata di Prandelli per il Brasile, oppure la tirerà via perché farà caldo e tenere una barba così, in quel periodo, può essere un bel grattacapo. Chi gli sta vicino racconta che si tratti di una specie di voto, sciolto in caso di convocazione al Mondiale. Nella sua ultima apparizione in azzurro aveva la maglia numero 16 e solo un piccolo accenno di quella barba che poi sarebbe diventata folta. Stiamo parlando ormai di due anni fa. Ne è passata di acqua sotto i ponti, e lui, Mattia, ha cambiato due squadre prima di arrivare in ducato ad affermarsi. Donadoni, quando hanno detto che c'era la possibilità di prendere in prestito gratuito il terzino destro della Fiorentina, ha approvato e gli ha dato una grande fiducia da subito, dalla partita di Coppa Italia contro il Lecce e, da allora, non è più uscito. Impressiona la sua facilità di interpretare più ruoli, primo difensore di destra, quando si gioca a tre, terzino di spinta o fluidificante, quando si gioca a quattro. 

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Dopo una prima periodo in cui ha latitato a calarsi in una parte non sua, quella di marcatore nella difesa a tre, Mattia si è stabilizzato e ha dato il meglio appena il Parma è passato a quattro. Rientrato nel suo ruolo naturale, Cassani si è piantato lungo l'out di destra e non si è più fatto da parte, scalzando la concorrenza di Benalouane e Rosi, forte, ma non a tal punto da resistere alle sue prestazioni. E' il terzo giocatore più utilizzato da Donadoni, dopo Lucarelli e Mirante, la stima che il tecnico nutre nei suoi confronti è attestata proprio dal minutaggio. Ha saltato giusto due partite, perché squalificato, per il resto Cassani si è fatto trovare sempre pronto, ha raggiunto una maturità tale da portarlo a giocare in maniera quasi perfetta, anche quando fa un ruolo che non è il suo naturale. La forza mentale e l'equilibrio raggiunto lo portano ad essere il migliore, per condizione fisiche dei terzini italiani, Prandelli lo sta osservando e lo sta tenendo d'occhio, viste le fatiche dei concorrenti. E chissà che una chiamata non possa arrivare anche per lui. Perché se ti chiami Cassano tutti sono pronti a parlare di te e a sponsorizzarti, ma se ti chiami Cassani, difficile che sali alla ribalta. 

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