Vigilia Parma-Milan, Donadoni: "Cassano recuperato e non cambio modulo"

Il tecnico crociato vuole dimenticare la sconfitta del Cesena: "Siamo partiti male, vogliamo rifarci. Su Paletta deciderò all'ultimo. 3-5-2? Ma non era un sistema che non vi piaceva? Siamo duttili, possiamo giocare in tutti i modi"

Giocare contro il Milan, in generale, non è mai banale, figurarsi se lo è per Donadoni che ci ha passato una vita. Nonostante il tecnico lasci trasparire la sua proverbiale tranquillità, sa che domenica ci sarà un'atmosfera particolare. Lo sanno tutti, anche Cassano che sembr aver recuperato bene dal suo fastidio al ginocchio, che gli aveva impedito di giocare a Cesena. Con la squadra di Inzaghi ci sarà il barese, "sta bene, ormai può considerarsi recuperato a tutti gli effetti - ha detto Donadoni - sarà della partita". Peccato non possa dirsi lo stesso di Paletta, "dovrò vederlo meglio" e di Biabiany, che non ci sarà. Ci si attende il pubblico delle grandi occasioni, la prima al Tardini con il Milan è una di quelle occasioni in cui non si vorrebbe mai mancare. 

MILAN, NOI CI SIAMO - Con la Lazio, i rossoneri hanno impressionato per entusiasmo e forza fisica. Il fronte ribaltato continuamente e con velocità. Giocherà il Nino Torres, Donadoni non si spaventa: "Hanno interpretato la partita con la Lazio in modo importante. Il Milan giocava contro una squadra che ha qualità tecnica importani, si è saputa difendere bene, è ripartita con velocità. Noi teniamo in considerazione tutte queste cose, mantenendo la nostra identiità, cercando di avere un ritmo superiore rispetto alla gara con il Cesena. Il modo di affrontare la gara deve essere differente, solo così possiamo mettere in difficoltà gli avversari. A Cesena abbiamo avuto un approccio sbagliato, anche se noi non abbiamo subito granché abbiamo perso. Ci deve far riflettere... ".  Che Milan si aspetta Donadoni? "Mi aspetto un Milan di qualità, al di là del fatto che possa essere operaio o meno. Non dobbiamo essere presuntuosi, dobbiamo essere alla pari con loro, ma non dal punto di vista tecnico perché sono più forti, ma sul piano di motivazioni. La nostra identità di gioco dobbiamo portarla avanti".

IL PRESIDENTE? CHE BELLO - Ci sarannoa alcune modifiche dovute alle assenze forzate. "E' bello quando quelli che non sono titolari fissi hanno la mentalità di quelli che vogliono mettere in difficoltà il tecnico - spiega -. La competitività è fondamentale, abbiamo delle alternative valide. A me piace un centrocampo che sappia gestire la palla, noi dobbiamo essere bravi in fase di non possesso. Biabiany per noi è estremamente importante, peccato che non ci sia. Spero recuperi al più presto". Con il presidente che ha riallacciato il filo, la squadra ha cenato venerdì sera in pizzeria per l'arrivo di Mariga, tesserato ma non disponibile. "Per noi è stato fondamentale che il presidente sia tornato - dice Donadoni - ci da stimoli e sicurezza, per il resto tocca a noi. Il Parma, come primo obiettivo ha quello di mantenere la categoria, quest’anno non cambia nulla, tutte le squadre hanno ambizione e voglia di migliorarsi, sarà più difficile. Una volta raggiunto il primo obiettivo, penseremo ad altro".

MODULO? LO STESSO -   "Il 3-5-2? Ho sempre avuto la sensazione che non vi piacesse… ora vedo che premete. Io ho una squadra duttile, abbiamo dimostrato di poter giocare in tanti modi, sfrutteremo bene le qualità dei singoli. Belfodil è un po’ affaticato, mi auguro che sia nel pieno della forma. Bonaventura come me? Non lo sminuite… Inzaghi? Sta intraprendendo una nuova strada, diventare allenatore è  uno degli obiettivi più importanti a cui uno può ambire, vediamo". 

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