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Parma, non segnavi così poco dai tempi di Marino

Anche nell'anno del fallimento, i crociati avevano fatto più gol nelle prime nove giornate: 12 centri. I punti raccolti in casa invece sono 4: escluso l'anno nefasto (2014/15) in cui i punti fra le mura amiche furono zero, mai così male

Che il Tardini in questo momento non sia amico del Parma lo sa pure … il Parma. Numeri alla mano, la squadra di D’Aversa ha parecchia difficoltà a muoversi tra le mura amiche di uno stadio che ogni volta si riempie di gente e trabocca d’entusiasmo. Ma che evidentemente non basta per spingere la squadra verso il successo, complice un’involuzione che in casa si avverte più che in trasferta. Sarà la tensione o la responsabilità di una maglia che davvero pesa, sarà che comunque al primo pallone sbagliato il Tardini mugugna e i giocatori si perdono invasi da un nervosismo che poi si trasmette a ogni singolo calciatore prima di intaccare l’intero gruppo. Sta di fatto che in dieci anni, il Parma ha raccolto così poco solamente nell’anno del fallimento, quando in nove partite riuscì a strappare solamente una vittoria contro il Chievo, a Verona per giunta, perdendole tutte, in casa e fuori.

Degli ultimi dieci è l'anno in cui si segna meno

Una stagione maledetta che sicuramente esula da ogni contesto e si allontana da considerazioni che però entra di diritto negli annali perché il Parma delle prime nove giornate probabilmente non immaginava di che morte sarebbe morto. Qualche sintomo c’era ma da qui a pensare che dopo nove mesi ci sarebbe stato uno dei fallimenti sportivi che avrebbe fatto rumore, ce ne passava. Le difficoltà nel fare gol, attaccanti a parte, sono dovute anche al modo di giocare. Perché non si vedono quasi mai gli esterni che tagliano dentro serviti dalla punta che ‘esce’ a prendersi il pallone più indietro, perché quando un esterno crossa la punta centrale attacca il primo palo ma l’altro esterno non fa la stessa cosa con il secondo, perché i centrocampisti entrano poco negli spazi senza palla. Contro il Pescara, quando tutte queste cose si sono viste, il Parma ha rischiato di andare in vantaggio due o tre volte. Ma il problema è quando si spegne la luce. Si segna pochissimo, degli ultimi dieci anni questo è quello in cui si segna meno. E’ stato eguagliato il tempo di Pasquale Marino, in cui il suo Parma aveva segnato in nove giornate 7 gol come questo.  E il Tardini bisbiglia in sottofondo. 

Quattro punti in cinque partite

Per gente dal palato fine, abituata ad ammirare le gesta di grandi campioni del passato è sempre difficile digerire certe prestazioni. Il pubblico del Tardini è molto esigente, ma certo di questi periodi viene aiutato ad esprimere il proprio disappunto da una squadra che dopo nove partite, non ha trovato ancora l’amalgama. Compatta a tratti, frizzante in alcuni frangenti, tempi interminabili di black out e andamento affatto costante soprattutto al Tardini dove, in 5 partite è riuscita a raccogliere la miseria di quattro punti su quindici a disposizione, a segnare solamente quattro gol e a subirne sei. Più della metà dei palloni finiti in fondo al sacco di Frattali sono stati raccolti al Tardini, dove i crociati non vincono dal 25 agosto, dalla gara inaugurale della Serie B, un torneo che sta diventando estremamente complicato. Negli ultimi anni dieci anni non è stato mai registrato un minimo così basso di punti raccolti in casa dal Parma. Solo la squadra di Donadoni nell’anno del fallimento aveva fatto peggio riuscendo nell’impresa di raccogliere zero punti nel suo stadio. E sabato c’è l’Entella che viene da cinque risultati utili consecutivi … 

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