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Parma, è la svolta buona?

I crociati ritrovano gol e punti: e anche un Siligardi in più

Se fosse sempre vero che con il talento si vincono le partite e con il lavoro di squadra e l'organizzazione i campionati, il Parma sarebbe una potenziale candidata per sorprendere in positivo nella corsa a tappe di un girone di ritorno pieno di insidie e di situazioni impronosticabili. La squadra di D'Aversa non brilla certo per elementi talentuosi, nessuno si offenderà se lo diciamo, ma si distingue invece più per l'organizzazione soprattutto nella fase difensiva e per la cultura del lavoro che di certo è un marchio di fabbrica del tecnico nato a Stoccarda. Non si distingue di certo per il bel gioco, che in questo periodo si vede di rado su tutti i campi, ma stupisce per la compattezza e la solidità difensiva. Seconda miglior retroguardia del campionato, non subisce gol in casa da 540' e dimostra di sapersi muovere bene nella fase di non possesso. Meglio di quando a volte ha il pallone tra i piedi. La vittoria contro il Novara ha restituito un po' di serenità a una squadra senza i tre punti e senza i gol da un mese e mezzo pieno di stenti dipesi da più fattori. Dalla cronica assenza di un attaccante vero, dalla poca freschezza e dalla prevedibilità della fase offensiva. Tutti elementi che si sono notati poco sabato pomeriggio, nel corso di una partita sbloccata quasi per caso e condotta in porto con sapienza e una buona dose di cinismo che da sempre manca alla squadra di D'Aversa, modificata nell'atteggiamento e soprattutto nell'approccio di una partita in cui non ha praticamente mai rischiato se non in occasione del palo di Ronaldo sullo 0-0.

Il 5-3-2 di Corini è stato abbattuto anche grazie a una mossa coraggiosa del tecnico crociato che ha sovvertito i piani e le intenzioni del collega schierando sull'esterno un giocatore tenuto a lungo nascosto e che sabato si è fatto trovare pronto e ha sorpreso per resa e condizione: Luca Siligardi è diventato un fattore, una carta che ha fatto quasi saltare il banco grazie alle sue qualità tecniche. Schierato sull'esterno esente anche da compiti difensivi specifici perché coperto da Gazzola, l'ex Verona non si è dimenticato come si fa ed è stato protagonista di almeno due, tre occasioni importanti: da destra spesso si è accentrato giocando sulla trequarti e tra le linee diventava difficile marcarlo. Con la porta di fronte ha potuto dialogare con i compagni, servire le mezzali a turno che si sono inserite più del solito e calciare verso la porta. Insomma, una mossa coraggiosa in un momento difficile sintomo di personalità e voglia di cambiare da parte di D'Aversa che ha ritrovato il sorriso anche grazie a un Calaiò più nel vivo del gioco e grazie a una mediana solida retta da due colonne come Munari e Scavone che hanno liberato Scozzarella in regia, in grado di controllare e catalizzare palloni. In quella che potrebbe essere la gara della svolta, che il Parma fino a qui non ha mai trovato. 

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