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Parma, dalla panchina nessun aiuto: c'è bisogno di rinforzi

A Cagliari la squadra aveva bisogno di una spinta in più: ma chi è entrato non è riuscito a incidere

Un'ora fatta bene non è bastata al Parma di Fabio Pecchia. Per portare a casa i tre punti serve stare in partita con una certa qualità fino alla fine. La vera missione del tecnico, da giovedì in poi, è quella di estenderla per il maggior tempo di gioco possibile, come ha ricordato alla vigilia dell'ultima gara. "Fino ad ora siamo stati in grado di fare grandi cose nella gestione. Fare partite di qualità, fare partite sporche, di attesa e di dominio. Dobbiamo portare avanti il lavoro con continuità". Dopo il pari amaro della Unipol Domus il suo Parma ha l'occasione per rifarsi contro un Benevento che nelle ultime dieci ne ha vinte una sola. Sono stati pochi i giorni per recuperare, ma abbastanza per capire che le cose migliori la squadra le ha fatte nella prima frazione di gioco. Dopo l'infortunio di Chichizola il Parma si è lentamente appassito, ha perso la forza di andare a pressare per aver subito il contraccolpo in un momento in cui sentiva di avere la gara in pugno. E i cambi non hanno aiutato a ritrovare la verve di inizio gara. Mihaila e compagni non sono riusciti a rinvigorire i ranghi stremati da una prima ora a mille e bisognosi di nuove forze.

Il romeno è stato il più 'spuntato'. 24 minuti, una manciata di questi passati a giocare da punta. Non ha mai trovato la zolla giusta da calpestare, nella quale esaltarsi. Ha provato a dare profondità alla manovra, ad attaccare gli spazi alle spalle dei difensori del Cagliari che ha forzato per vincere la gara, ma non ci è mai riuscito. Ha toccato 17 palloni, di questi ne ha persi 8. Due volte è finito in fuorigioco: non è stata giornata per Mihaila, così come per Tutino che in 10' ha perso 5 palloni su 12. L'attaccante napoletano, che non attraversa certo un periodo facile (20' nelle ultime due partite), è chiamato a interpretare un ruolo non suo: fatica ad adattarsi sull'esterno e per giunta gioca poco. Quando entra non incide mai. In dieci minuti ha cambiato due ruoli, cominciando a giocare da punta e finendo a fare l'esterno. Come Benek che in 17' ha giocato solo 7 palloni. Pochissimi per farsi notare. Ancora meno ne ha giocati Bonny: 6 e un'occasione fallita. Il francese, nei confronti del quale la società nutre grande aspettativa, resta un oggetto misterioso. E in attesa degli investimenti sui giovani promessi da Krause, Pecchia si gode quelli che ha trovato in casa, allevati nell'era precedente: Corvi, Balogh, Circati, Camara. L'allenatore aspetta qualche rinforzo dal mercato: può darsi che i suoi esperimenti continui e i cambi di ruolo all'interno della stessa partita siano dettati dalla necessità di trovare gli interpreti giusti nel suo calcio.

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