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Parma, parola ai preparatori atletici: "Prima mancava intensità"

Il prof arrivato con D'Aversa non si nasconde: "Sono nato a Reggiolo, ma sono cresciuto con il mito di Carlo Ancelotti". Giordani: "Sempre grato a chi c'era prima, questa è la mia città"

Dal nostro inviato

COLLECCHIO - "Quando ho iniziato mi ero posto un obiettivo a breve termine: andare subito in B. E ci sono andato vicino con il Brescello di Romeo Azzali, quando ero sceso a cinque minuti dalla fine dell'ultima partita in campo, dalla tribuna. Non potevo stare in campo e sono andato a guardarla da sopra con mia moglie. A cinque secondi dalla fine ho ricevuto una pugnalata dalla quale mi sono ripreso a distanza di tempo. Meglio così, perché ho fatto un po' di gavetta". Luca Morellini, preparatore atletico arrivato con Roberto D'Aversa, racconta la sua avventura dall'approdo fino ad oggi: "Siamo in ritiro, tutta la squadra assieme, ci sarà un leggero incremento di lavoro, abbiamo avuto delle settimane un po' diverse. Prima del derby c'è stata una settimana lunga e adesso abbiamo la possibilità di programmare bene il lavoro. Non conoscevamo la squadra, è stato un mese in apnea - dice Morellini - e abbiamo cercato di colmare i limiti che c'erano. La nostra mini-preparazione è cominciata appena siamo arrivati. Abbiamo trovato la squadra con una discreta tenuta, non sull'alta intensità, magari, che è stato uno degli aspetti che abbiamo cercato di migliorare, insieme alla brillantezza. Abbiamo trovato un pelo di carenza ma neanche tanta. Qualcosa è anche imputabile alle caratteristiche della squadra, che è basata sulla forza, ma la brillantezza mancava un po'. Stiamo pensando ad un Parma che possa crescere, di settimana in settimana, una squadra che possa tenere l'alta intensità per le partite e per tutto il campionato". Per quanto riguarda le questioni di simpatie calcistiche, Morellini non si nasconde di certo. "Io sono di Reggiolo, sono tifoso della Reggiana come tutti i miei amici. Dipende poi da dove nasci. Ma a differenza di molti tifosi che conosco, non ho mai provato astio per Parma perché da bambino sono cresciuto con il mito di Carlo Ancelotti. Dopo quando fai questo mestiere, la professionalità ti porta ad essere un po' neutrale. D'Aversa? E' un fan dell'alta intensità, vuole che i suoi giocatori sostengano la partita sempre e con attenzione. Chiede tanto. Siamo poi felici di questa cosa, avere uno che ti tiene sul pezzo e che ti fa sentire apprezzato". 

Paolo Giordani, preparatore addetto al recupero degli infortunati, ha curato sotto Renzo Casellato la parte atletica. E' un superstite della vecchia gestione. "Il lavoro svolto con il precedente staff è stato di altissima qualità, è vero che magari molto dipende dai giocatori, ma all'inizio avevamo impostato il lavoro in modo che le cose potessero migliorare in seguito. Quello che è successo è stato spiacevole, chi è andato via quest'anno mi ha voluto qua e a loro sarò sempre grato. Io ho sofferto quando sono andati via, ma Parma è la mia città e tutte le energie saranno rivolte alla squadra. Secondo me, sul discorso della parte fisica - dice Giordani - non è solo un aspetto che porta a un peggioramento o un miglioramento. Eravamo prima in una situazione strana, bastava un movimento sbagliato per cambiare il corso alla partita. Con l'introduzione del nuovo staff abbiamo sviluppato altre cose,migliorando il potenziale. La situazione infortunati è questa: Garufo e Coly operati, stanno migliorando tanto, si stanno rispettando tutte le tappe del loro percorso. E' giusto conoscere però delle statistiche legate alla Uefa secondo cui gli infortuni muscolari devono essere 25. Noi siamo abbondantemente al di sotto delle medie, i nostri infortuni non hanno avuto incidenze particolari. I tempi vengono monitorati di settimana in settimana, dallo staff medico e tecnico". 

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