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STRATEGIA DIFENSIVA

Caso Irpef, settimana decisiva per il Parma: la strategia difensiva

Legali al lavoro per chiudere il patteggiamento in tempi brevi

Il 7 aprile scorso la Procura della Figc aveva aperto un'inchiesta sul Parma dopo una segnalazione ricevuta dalla Covisoc per non aver pagato, entro i termini previsti dalle norme federali, le ritenute Irpef relative alla mensilità di febbraio 2023. L'articolo 33 del Codice di Giustizia Sportiva prevede che il mancato versamento delle imposte possa comportare la penalizzazione della squadra di almeno due punti in classifica.  Il Parma ha ammesso subito la sua responsabilità, parlando di errore tecnico-amministrativo commesso in buona fede. La società di Krause ha poi effettivamente versato le ritenute relative a febbraio (per un importo complessivo di 887.770 euro) ma lo ha fatto il 30 marzo, con due settimane di ritardo rispetto alla scadenza prevista dalle norme federali per il 16 marzo. Il ritardo del versamento, secondo la società, sarebbe dovuto a un banale errore. "La Società disponeva di risorse finanziarie adeguate a far fronte all’adempimento - si legge nella nota stampa diffusa dal club - il cui ammontare è pari al 2% del totale degli impegni salariali stagionali a cui il Club adempie puntualmente ogni mese e, di conseguenza, non aveva alcun vantaggio a ritardare il versamento. In attesa degli esiti del procedimento, il Club conferma il proprio impegno per il raggiungimento degli obiettivi sportivi stagionali e dell’intero progetto societario di medio lungo periodo intrapreso dalla proprietà".  Nessuno ha mai dubitato sulla solidità di Krause, ma l'errore c'è stato.

E il Parma lo ha ammesso, dopo aver versato gli 887.770. I legali del club, capitanati dall’Avvocato Vittorio Rigo, hanno da subito intrapreso una strategia diretta a minimizzare il danno. Otre ad aver pagato, i crociati hanno infatti anche presentato l’estratto conto che dimostra come la società avesse alla scadenza del 16 marzo, abbondante liquidità sui conti correnti per effettuare il pagamento. L’infrazione resta, ma l’errore è stato commesso in assoluta buona fede. Si va quindi verso il  patteggiamento, rinunciando ai vari gradi di giudizio. La penalizzazione prevista in questi casi è di 2 punti, ma considerata l’ammissione di colpa del club e il fresco precedente del Genoa, si sarebbe arrivati alla sanzione di un solo punto. La Procura Generale dello Sport presso il Coni avrebbe dato il suo ok e si andrebbe quindi verso il dimezzamento della sanzione, accorciando notevolmente i tempi della vicenda. Il punto in meno al momento cambierebbe di poco la sostanza: il vantaggio sul nono posto dovrebbe scendere da 5 a 4 punti. Certo, capire come sia stata possibile una dimenticanza così banale da parte una società estremamente liquida e cosa e come non ha funzionato, sarebbe importante, anche per essere sicuri che un evento del genere - di cui a Parma non si ha memoria, salvo nella tormentata ultima stagione di Ghirardi - non possa riproporsi, migliorando attenzione e processi interni. Il Managing Director Corporate Luca Martines - sollecitato in merito durante la conferenza stampa relativa all’acquisizione del direzionale ex-Parmalat - ha preferito non commentare nel merito la vicenda, limitandosi solo a evidenziare come i legali fossero al lavoro. Questa sembra possa essere la settimana giusta, per definire i contorni della vicenda e far sì che la squadra di Pecchia possa concentrarsi, ora si, per continuare la sua rincorsa con vista sulla Serie A.

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