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Parma, per Matri manca l'accordo con il Sassuolo

Il contratto è pronto, la punta pressa il suo club per andarsene ma...

Sale la febbre per il debutto del Parma al Tardini con la Cremonese. Nell'occasione ci sarà l'opening day, che si terrà proprio venerdì 25 con un cerimoniale arricchito dall’ingresso di 22 ragazzi con le maglie dei club della Serie B ConTe.it 2017/18, che alzeranno e sventoleranno il telo di centrocampo con il logo del Campionato e due maxi loghi delle squadre a strisce, una gialloblù l’altra grigiorossa, che verranno srotolati alla lettura delle formazioni. Il cerimoniale terminerà come tradizione con l’inno di Mameli, cantato dalle Voci Bianche della corale Giuseppe Verdi di Parma a testimoniare la gioventù e l’italianità della B. Al di là di tutto questo contorno, la pietanza sarà già ricca perché in palio, oltre ai tre punti, ci sarà da dimostrare che la squadra di D'Aversa è pronta per combattere, come recita lo slogan sciorinato l'altra sera durante la presentazione delle maglie targate Erreà. Lucarelli e compagni, con addosso l'obbligo di vincere (un po' allentato rispetto all'anno scorso), dovranno saper soffrire con o senza Alessandro Matri, nome accostato da giorni alla società ducale che è alla ricerca di un attaccante che sia in grado di garantire il salto di qualità e che possa far tirare il fiato all'eterno Calaiò. Intendiamoci: l'Arciere resta sempre una garanzia, ha tirato la carretta l'anno scorso con 16 gol e 12 assist e resta un giocatore decisivo, ma il dictat di D'Aversa è stato chiaro sin dall'inizio. Due giocatori per ruolo, in modo tale da avere coperture in caso di infortuni (stagione lunga quella che aspetta i crociati) e qualità.

Pertanto, il nome di Alessandro Matri campeggia sulla prima riga della lista di emergenza stilata da Daniele Faggiano dopo che l'affare Caputo è sfumato all'ultimo secondo. Una polpetta avvelenatissima che ha fatto virare il diesse in maniera prepotente sulla punta del Sassuolo. Che però, dopo una lunga trattativa arrivata ormai alla conclusione, non lascerebbe partire il giocatore se non gli si presenta un'offerta economica adeguata. Un conguaglio che libererebbe Matri dalla sua squadra che detiene il cartellino ancora per un anno (contratto che scade nel 2018). Con il giocatore è tutto fatto: triennale da 650 mila euro che con i premi salirebbero a 900 mila. Quello che manca è sicuramente l'intesa con il club di Squinzi, osso duro, che tiene puntati i piedi per valorizzare la cessione di una punta importante, almeno sulla carta. Il Parma, da tempo in accordo con il giocatore che spinge per andarsene, non sarebbe disposto a pagare il cartellino di Matri che va in scadenza tra undici mesi e che già a gennaio può ritenersi libero e non riesce a trovare la formula giusta per risolvere la questione. Resa più pesante dal fatto che il Sassuolo ha l'obbligo, con Iemmello in partenza (verso Benevento), di trovare una punta che lo sostituisca. E le difficoltà di arrivare a Pavoletti o Ceravolo (piace a Parma ed Empoli) sono sì sormontabili ma ci vorrà un po' di tempo. Anche l'allenatore del Sassuolo Bucchi avrebbe dato il via libera all'operazione di cessione ma vorrebbe prima cautelarsi. Senza Matri le punte sarebbero solamente due e lui avrebbe chiesto Duvan Zapata del Napoli (attualmente all'Udinese). Ma anche qui ci sono difficoltà perché il giocatore ha già un accordo verbale con il Torino. Insomma, la situazione è più complicata del previsto, ma non per colpa del Parma che, se vuole accelerare, ha una sola opzione: pagare il cartellino e liberare il giocatore pronto a firmare il triennale che si trova sulla scrivania di Faggiano. Che lavora sottotraccia, in caso dovesse saltare Matri, anche per Ceravolo del Benevento. 

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