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VISTA DALLA CURVA | Noi felici, cugino triste

Il viaggio in Nord con Luca Cavallina

Due su due, undici punti in meno e nemmeno un Parma che le prova tutte per non vincere salva i “cugini di campagna” dall'ennesima sconfitta in un derby.

Tardini gremito, supporters crociati arrivati da ogni parte del globo per sostenere i gialloblu: argentini, bresciani, napoletani e pure un solitario tifoso arrivato dalla remota Lonigo (Vi), a fare da contraltare gli ospiti arrivati in duemila dalle tristi campagne oltr'Enza desiderosi di conoscere la Petit Capitale ma non abbastanza civilizzati da sapere che il casco si usa per andare in motorino e la mazza altro non è che lo strumento di lavoro con cui Mike (una gioia) Piazza ha costruito la sua gloriosa carriera.

Venendo alla partita: accoglienza alle squadre molto sudamericana con lancio di coriandoli e nastri da calcolatrice srotolati e lanciati in campo ( La famosa coreografia tanto cara a Sebastiano Rossi). Il match comincia a ritmi alti, le due squadre vogliono ben figurare e la “garra” in campo non manca. La tifoseria gialloblu appare contratta, forse infreddolita dalla pioggia oppure logisticamente mal coordinata: i cori partivano dal centro della Nord ma senza i megafoni anche ai lati delle porte si disperdevano nell'aria.

Minuto dodici: Nocciolini lancia Baraye in profondità che, seppur partendo svantaggiato rispetto all'ultimo uomo granata, gli ruba il tempo, gli fa l'occhiolino e sussurra nell'orecchio al povero Sabotic un “Dai c'andom”. Il montenegrino non può fare altro che stendere il senegalese lanciato a rete e lasciare i suoi compagni in dieci.

Il Parma attacca, Spanò salva miracolosamente su Calaiò e sempre lo stesso Calaiò è bravo a procurarsi un rigore: la curva freme, sente il vantaggio ad un passo ma….lo spirito maligno di Ettore Marchi che da qualche settimana tormenta il numero diciotto gialloblu colpisce ancora, rigore lento centrale che il signor “Mille dubbi” Perilli para con estrema facilità, l'urlo crociato si strozza in gola mentre oltre alla pioggia sul Tardini piovono tante imprecazioni. Passano pochi minuti, cross al bacio di Baraye, Perilli, che probabilmente pensava a quanto sia più buona la Carciofa di Pepén in confronto all'erbazzone, esce a vuoto ma il colpo di testa di Munari si stampa sulla traversa. Passano i minuti, aumenta la pioggia e si avvicina la fine del primo tempo, la Reggiana riposizionatasi in campo con un offensivo 9-0-0 concede a “Ettore Marchi Calaiò” la palla del possibile uno a zero ma l'arciere crociato a due metri dalla porta cicca completamente il pallone. Fine primo tempo.

Il secondo tempo inizia con il Parma sempre molto offensivo ma penalizzato da un campo diventato acquitrino, giocare palla terra risulta quasi impossibile, la Regia mena e si difende, altro non può fare. Il tempo passa, il tifo crociato, ahimè, cala e addirittura riusciamo ad udire qualche coro ospite, a dirla tutta stremati dalla pioggia, affranti dal gol che non arriva in curva si percepiscono momenti di imbarazzante silenzio.

Minuto sessantasei: Iacoponi (anche oggi tra i migliori) lancia lungo dalle retrovie, Perilli, intento a pensare a quale sia la differenza tra torta fritta e gnocco fritto, sbaglia il tempo dell'uscita, Baraye lo anticipa e giusto per essere sicuro di far gol accompagna personalmente il pallone in rete. Il Tardini impazzisce di gioia, la curva resuscita, la pioggia aumenta d'intensità, il derby anche stavolta rimane dalla sponda felice dell'Enza. Nemmeno l'ingresso di Ettore Marchi, quello vero, quello degli zero gol in stagione cambia le sorti del match. Finisce cosi, con una vittoria importante per il secondo posto e per il morale, finisce con le scivolate della squadra sotto la Nord, con Scozzarella che in tackle travolge Marco Ferrari, con Calaiò che si scusa per la sua giornata no, finisce con una grande iniezione di fiducia in vista dei playoff, finisce come a dicembre: noi felici, cugino triste.

Nota polemica: caro Signor Questore anche se pioveva a dirotto abbiamo visto tutti che il piano sicurezza ha fatto acqua da tutte le parti, blocchate le strade con i new jersey come a Gaza e poi vi fate fregare da cento sfigati che scappano sotto i vostri occhi in stazione, ma daiii!!!

Di Luca Cavallina

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