Parma, un solo punto in tre partite, poca roba e tanti dubbi, in primis sul modulo

Il 3-5-2 convince poco, Gargano ha dato muscoli, corsa e tempi al centrocampo, Cassano bene in avanti ma isolato, la difesa non convince e senza Paletta si fa sempre più difficile

Cassano contro Strootman - foto dal web

Un inizio da brividi. Il Parma di Cassano non è questo, non può essere questo. Una partita, quella con la Roma, che ha rispecchiatol'andamento balbettante di questo avvio di stagione, una gara dalle due facce, una bella, l'altra brutta, sonnolenta, ingenua. Un cantiere aperto il Parma, dove il lavoro svolto fino ad ora evidentemente non è bastato per poter dichiarare finita l'opera. Si sapeva che c'era da lavorare. Anche lunedì sera, nel posticipo della terza giornata di campionato, alle cose belle si sono aggiunte anche quelle brutte. Le distrazioni difensive e la mancanza dicattiveria, per dirla alla Donadoni, in zona gol, sono aspetti sui quali il mister deve lavorare. 

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IL MODULO NON CONVINCE - E deve risolvere la questione, possibilmente cominciando da Catania, prossima trasferta. Il campo insidioso e l'atteggiamento degli avversari potrebbe far pensare a un cambio di modulo. La mentalità è quella che conta, puoi mettere anche tre attaccanti, ma non è detto che tu abbia sempre la meglio. Provare però per credere. Anche contro Totti e compagni, il gol è stato un problema. Lo ha trovato Biabiany, che ne poteva segnare almeno un altro, ma non si sono viste trame esaltanti e limpide da urlare al "clamoroso". I maggiori pericoli sono scaturiti da palle ferme, calci d'angolo e tiri da fuori. Il gol è stato uno spunto isolato. Magari una punta, o un esterno in più, magari accanto a Cassano e Amauri, potrebbe allargare di più il campo e favorire spazi invitanti per i centrocampisti. Che stentano. Gargano ha dimostrato le sue caratteristiche, fin che ha corso è andato tutto liscio. Spazi per gli inserimenti non ce ne sono stati, la Roma agiva bene ma ha avuto anche difficoltà nell'impostare. Merito appunto di un filtro che ha funzionato a metà. E anche la difesa ne ha risentito. La linea a tre non dà tante garanzie, attualmente si sente l'assenza di Paletta e i meccanismi con i nuovi arrivati sono da registrare. Vedi il primo gol di Florenzi e quello di Totti, in leggero fuorigioco. A quattro si avrebbe una maggiore copertura del campo, e una aiuto maggiore arriverebbe anche dal centrocampo. 

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