Giovedì, 29 Luglio 2021
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Al Tardini passa la Samp, il Parma è fermo al palo e a 13

Doppio legno di Gervinho e Kucka, alla Doria bastano i due gol in 9': apre Yoshida, raddoppia Keita. Finisce 2-0, con i crociati che adesso hanno una settimana per reperire forze dal mercato

Giuseppe Pezzella - foto Ansa

Dal nostro inviato
PARMA – Il Parma perde, finisce penultimo il girone d’andata. Oltre che al mercato, farebbe bene D’Aversa a rivolgersi al cielo con qualche preghiera. C’è una settimana di tempo per cambiare le cose e sperare. Che la lunga volata del ritorno possa portare alla salvezza una squadra che in questo momento non è neanche fortunata.

E’ la duttilità tattica la novità del D’Aversa bis, che nel giro di un quarto d’ora presenta un 4-3-3 che diventa prima 3-5-2, poi 3-4-1-2, con Kucka che nella posizione di trequarti che può fare male alla linea di Ranieri, che passa dopo aver tremato per 25’. La carambola su Cornelius favorisce Yoshida che da zero metri batte Sepe. E’ la fotografia di una stagione che è cominciata male, perché arrivati al giro di boa, il Parma è costretto dai numeri a invertire la rotta. La rabbia è quella giusta, l’atteggiamento deciso dei crociati impone alla Doria di starsene arroccata nella sua metà campo. D’Aversa telecomanda i suoi, si mette più volte le mani in testa perché il Parma sbaglia sottoporta, e qualche errore grossolano lo vede sotto di due gol. Peccato, perché in nove minuti la sua squadra ha rovinato tutto: la carambola che porta al gol Yoshida è forse il simbolo di una stagione da condurre nel segno della sofferenza. L’aveva fatto capire Colley al pronti via, con il salvataggio sulla linea, a colpo sicuro di Kucka. L’antifona non cambia, anzi: le buone intenzioni del Parma si infrangono sul doppio legno. Prima di Gervinho, sullo 0-0, poi di Kucka, sul 2-0. Sì perché nel frattempo la Samp è passata ancora: Keita ha sfruttato l’errore di Hernani, si è bevuto Iacoponi e ha messo in buca. Quando non deve entrare… . Il secondo tempo è un gioco a rincorrere l’occasione per riaprirla, ma non la trova mai. Sepe limita i danni, Audero si esalta su Kucka, il più generoso dei suoi. Al di là della sconfitta, resta evidente il problema del Parma che non sa fare gol. Si allunga il tempo senza reti al Tardini: 630’. Un’eternità per una squadra che deve salvarsi e che gira con la miseria di 13 punti in tasca.

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