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Parma | Confusione, giocatori scontenti: Del Neri contattato, Spalletti suggestione

Dopo la scoppola casalinga rimediata in casa contro la Samp, Donadoni è di nuovo sulla graticola. I bonus sono esauriti, il tecnico ischierebbe il posto per due motivi: mancanza di lucidità nella gestione e calciatori stufi di fare panchina

In una stagione maledetta, ti può capitare qualunque cosa. Pure di vedere un tuo giocatore che sbaglia un gol da zero metri, sparando alto. E' facile che perdi le speranze e rischi di abbatterti, in questo mondo di squali ci sta che il morale tocchi i tacchetti, scenda sotto le scarpe e si sotterri per giorni. E rischi di buttare via tutto il lavoro fatto e cancellare le belle cose che ti hanno portato in gloria poco tempo fa, fa parte della vita, fa parte del calcio. E' così, il pallone non ha riconoscenza e se sbagli, diventi l'obiettivo di tutti. Dei tifosi per primi che, a dire la verità, non hanno mai puntato l'indice contro Donadoni, ritenuto dalla piazza e dalla dirigenza, il meno colpevole di questa situazione. Ora, l'ex prodigio di Zingonia è diventato un uomo solo. La sconfitta rimediata contro la Samp ha il sapore di un pugno in faccia, un gancio che lo ha stende. Il Parma è un pugile alle corde, in balia di qualunque avversario e da tempo incapace di reagire. Se prima, fino a qualche incontro fa, si vedeva un minimo di "cazzimma", per dirla alla napoletana, contro gli uomini di Mhiajlovic nemmeno quella. Solo tanta confusione, un discreto palleggio fino al limite dell'area avversaria e un rinculo pauroso perché non si sa che fare. Un tiro in porta in novanta e passa minuti, è roba spicciola. Zero idee, zero conclusioni da fuori area, zero occasioni, zero pericoli per Viviano, spettatore non pagante, zero voglia di reagire e mostrare l'animus pugnandi che da sempre il tecnico va predicando.

Pare che i bonus, per Donadoni, stiano per finire, anche lui ne ha sensazione quando, nel post partita, ha chinato il capo e confermato che la possibilità di lasciare, perché le cose non sempre vanno come da programma, ci sarebbe pure: "Vediamo tra 10-12 giorni", glissa il tecnico. Che vorrebbe avere prima i rinforzi dal mercato, poi tentare l'impresa. Ma potrebbe essere troppo tardi perché il tempo stringe e gli avversari, le dirette concorrenti, stanno staccando il Parma in classifica. Se poi si considera anche la penalizzazione (per non aver pagato le pendenze con scadenza 15 novembre) allora ti guardi allo specchio e ti metti le mani nei capelli. E con lo sguardo fermo nello spazio delle dita pensi: "Che devo fare?". E non trovi soluzioni. Perché le hai provate tutte. Donadoni è un uomo solo, adesso. Il cambio all'intervallo, Mariga per Lodi, è stata una sostituzione tecnica che ha generato malcontento, è stato un boomerang. Cercando di dare più peso a centrocampo, Donadoni si è tirato la zappa sui piedi. Malcontento che aumenta anche in chi non è proprio entrato, e non riesce a capire il perché di queste scelte. Spogliatoio spaccaro. Un imbarazzo generato anche dalla mancanza di lucidità. La difficile gestione delle risorse umane, passando per l'ultima posizione in classifica, potrebbe rivelarsi un cocktail micidiale per Donadoni che trema. E le ombre lunghe di Del Neri e Spalletti si allungano. Ci sarebbe stato già un contatto con l'ex Juventus. Vediamo. 

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