VISTA DALLA CURVA | Curva vuota, computer pieni di allenatori...

In viaggio con il super tifoso Luca Cavallina

Se non mancassero tre partite alla fine di questo campionato inizierei a preoccuparmi. Il Parma non sa più vincere ma nemmeno perdere, quinto pareggio consecutivo e festa salvezza rimandata. L'atmosfera autunnale e la pioggia incessante hanno reso lo spettacolo “monco”: il Tardini presentava troppi spazi vuoti, la curva per la prima volta in stagione non era gremita nonostante la partita fosse fondamentale. Peccato, peccato perché è triste vedere una curva mezza vuota mentre i social network sono pieni di tifosi, allenatori, direttori sportivi che hanno sempre la ricetta pronta per risollevare (da cosa non lo so) le sorti del club crociato.

Dopo tre anni passati in gloria sapevamo benissimo che quest'anno avremmo dovuto soffrire parecchio, forse a seguire davvero il Parma con passione incondizionata è rimasto davvero solo quello zoccolo duro di quattro/cinquemila persone. Parlando di calcio giocato: dopo due minuti Gazzola trova la sua prima gioia in Serie A approfittando di una bella incursione di Gervinho. Sembrava tutto in discesa ma il Parma lascia campo alla Samp, arretra, rinuncia a ripartire e nel giro di dieci minuti prima regala il rigore del pareggio a Quagliarella poi viene beffato da Defrel per il due a uno che chiude il primo tempo. Durante l'intervallo, noi, quelli che “piove piove ma l’ultras non si muove” iniziamo a discutere: per qualcuno siamo imbarazzanti, per qualcun altro i giocatori si sentono appagati e tranquilli dopo il girone d'andata, altri invocano qualcuno che attacchi i giocatori al muro nello spogliatoio salvo poi rimangiarsi la parola e mormorare, quasi a discolparsi, “Ma da Barillà, Iacoponi, Ceravolo e Scozzarella cosa possiamo pretendere più di questo”.

La ripresa comincia con i gialloblu più tambureggianti: Ceravolo a tu per tu con Audero si fa ipnotizzare. Piove sempre di più, Kuco pasticcia davanti alla nostra area e Quagliarella non ci pensa due volte a trafiggere Sepe. Tre a uno Samp ed umore sotto i tacchi. Fuori Ceravolo dentro Siligardi che, al primo scatto anticipa Colley che lo abbatte in area. Rigore. Kuco spara una cannonata dove l'estremo difensore doriano non può arrivare. Tre a due. La Nord invita la squadra a crederci, passando tre minuti, angolo, la difesa ligure allontana, Alves recupera palla e mette in mezzo, Iacoponi schiaccia ma Audero respinge sui piedi di Bastoni e gol, tre a tre e boccata d'ossigeno. Non accade altro. Mancano ancora due piccoli passi e poi potremo (finalmente) mandare in archivio questa stagione positiva ma sofferta.

di Luca Cavallina

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