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Parma, il mercato di Faggiano: "Ounas? Non ci interessa"

Il direttore sportivo si barrica dietro un 'non parliamo di mercato' senza lasciare intendere quali sono le strategie della società: "Fino a quando ci sono io la parola d'ordine deve essere equilibrio"

Dal nostro inviato

COLLECCHIO - Appena firmato il rinnovo fino al 2020, Daniele Faggiano illustra quelli che sono i progetti di un biennio che lo vedrà ancora protagonista. "Con la società - dice il direttore sportivo - c'è un rapporto vero, sono orgoglioso di rappresentare questa città, questi colori che fanno parte di questa città. Siamo riusciti a riportare la squadra dove la parmigianità voleva ritornare, da Nuovo Inizio a Ppc, adesso dobbiamo essere bravi a tenercela stretta senza spese folli o tanto per accontentare tutti spendendo soldi che non abbiamo. Non voglio legare il mio nome a fallimenti, o a passi indietro non solo a livello del campo ma anche a livello societario. Ripartiamo da questa escalation, dobbiamo essere tutti un unico blocco, io cerco sempre di comportarmi come un padre, un fratello o un figlio per tutti in questa società. Tutti sanno che non porto rancore e se mi arrabbio è solo per il bene del Parma, poi posso pure sbagliare, ma ho lavoro per il bene di questa famiglia. Il mio contratto scadeva a giugno, ho fatto un altro anno e c'è un motivo. Ho detto che mi sento l'ottavo socio - prosegue Faggiano in conferenza stampa - anche se remunerato, e confermo di essere uno di famiglia. Fare tre, quattro anni di contratto non me la sento, perché i rapporti lunghi si firmano ma si firmano anche le rescissioni, siccome mi sento uno di famiglia faccio un passo alla volta, anche perché già ci siamo trovati a fare delle rescissioni non contemplate a livello umano. Ho firmato ieri per un anno, ma l'accordo tacito c'era. Ci abbiamo messo un minuto a rifarlo, senza discussioni e senza nulla d'altro. Mi tengo stretto il contratto e il Parma in generale, per me non è mai un punto di arrivo ma un punto di partenza. Stiamo cercando di tornare a essere una grande società, con un entourage di un certo livello. Dobbiamo costruire tanto, il centro sportivo non era più nostro e i parmigiani hanno comprato tutto. Il prossimo passo è sistemare la foresteria del settore giovanile". 

NON SI PARLA DI MERCATO - "Fino ad ora siamo stati bravi a tenere la squadra lontana da tutto. Mi dà fastidio che escano nomi prima delle partite. Tutti leggiamo i giornali, ogni sabato leggere queste cose mi dà fastidio. Ogni lunedì, anche quando vinciamo, si trova il pelo nell'uovo. Se qualcuno ce l'ha con me che parli con me e lasci stare la squadra. I ragazzi arrivano dalla Serie B, nessuno dice che abbiamo conquistato la Serie A all'ultimo secondo, che abbiamo passato un'estate di m... e che a Torino abbiamo vinto con tantissime occasioni da gol. Ma nessuno lo ha detto, solo trafiletti di giornale. Oggi non si parla di mercato, non si fanno valutazioni, mancano sette partite alla fine del girone di andata. Possono cambiare tante cose, è inutile fare nomi. Come mia abitudine voglio muovere poco a gennaio, lo spogliatoio ne risentirebbe e rischi di fare danni. L'infortunio di Dimarco e quello di Sierralta numericamente un po' ci hanno penalizzato. Ma abbiamo qualcuno che si adatta a tutti i ruoli".

LA CINA E' LONTANA - "Se ho questa vena un po' polemica - prosegue Faggiano - è perché non esterno mai quello che sento. So io che cosa ho passato in questi mesi. In estate vacanze non ne ho fatte, chiedete a Pizzarotti, Malmesi, Ferrari e Lucarelli cosa abbiamo passato. E' stato un mercato complicato, nelle difficoltà magari ci esaltiamo ma abbiamo avuto anche i bastoni tra le ruote in tante situazioni. Ad esempio non mi volevano far prendere un giocatore di cui dicevano che avesse problemi di alimentazioni. Ma adesso gioca con noi, e fa pure bene. Viviamo una situazione di stress particolare, so io quello che ho passato, ma l'ho fatto per il bene mio e di Parma. Io ho fatto il massimo grazie a Nuovo Inizio e a Ppc. Non posso parlare male degli altri, ma dico che uno andava in una direzione e uno in un'altra, dovevo interfacciarmi con una realtà che andava sempre contro il mio pensiero. Niente polemiche, ma dovevo dirlo".

PARMA, SCELTA 'FOLLE' - "Inconsciamente vi racconto questo aneddoto. Ho lasciato Trapani, una città che mi appartiene e mi sono dimesso dal Palermo con ancora tre anni di contratto. Credevo di poter cambiare qualcosa a Palermo, ma ho sbagliato e mi sono tirato indietro, ma non per paura, per rispetto di tutti i tifosi del Palermo. Il Parma non esisteva quando io mi sono dimesso, mi hanno chiamato solamente due o tre giorni dopo. Io ero già ero in partenza per Verona, loro avevano scelto già altri profili e sembravano continuare con la scelta. Poi mi hanno chiamato, mi ha cercato Ferrari, non ho esitato. Mi sono accorto di questa scelta rischiosa a Firenze, se non avessimo vinto sarei rimasto nel limbo della Serie C, anche se Parma non è mai stata Serie C. Abbiamo vinto, ma appena finita la partita mi sono svuotato della tensione e la mente si proietta in maniera automatica verso nuovi obiettivi. Ho scelto Parma facendo solo sei mesi di contratto in C, con la pretesa di un premio se fossimo andati in B e il Parma aveva un'opzione a loro favore. Sono contento di questa grande scelta".

EQUILIBRIO - "I progetti della società - conclude il direttore sportivo -sono quelli di confermarci prima di tutto quest'anno, poi piano piano gettare le basi per fare bene. Dobbiamo pensare alla squadra e alla società come realtà equilibrate. Il nostro programma - fino a quando ci sono io - è l'equilibrio. Se devo dire a qualcuno dei soci che non bisogna spendere e fare le cose ponderate glielo dirò. L'equilibrio deve essere l'obiettivo principale. Preferisco farlo a giugno e luglio il mercato, meno tocco a gennaio e meglio è. Ma di fronte alla mega offerta nessuno è incedibile.  I 17 punti? Dobbiamo solo continuare e farne altri, passo dopo passo e a volte se non possiamo vincere dobbiamo pareggiare. Con il Frosinone se non fa quella parata Sepe, 0-1 e andiamo a casa. E' importante tutto nel calcio. Abbiamo conquistato la Serie A per l'autogol del Frosinone all'andata, per un gol in più abbiamo vinto. Posso dire sempre che ho visto una squadra viva, dal ritiro al campo. Ho visto uno staff tecnico motivato, una squadra motivata. Non so se mi aspettassi questi 17 punti, ma solamente di lottare in tutti i campi. La Serie A è strana, ho visto l'Empoli giocare male pochissime volte, ma ha meno punti di noi. I ragazzi sanno che se prima si salvano, prima sono tranquilli e hanno pure a disposizione dei benefit. Ounas? Non è un giocatore che fa per noi".

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