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Parma | Ghirardi a colloquio con i tifosi: crociati in ritiro, Donadoni confermato

Aspra contestazione davanti i cancelli di ingresso del Tardini. Il presidente e l'amministratore delegato accompagnati dalla Polizia e dagli addetti alla sicurezza dello stadio, parlano con la curva. Volano parole grosse. Intanto il tecnico resterà al suo posto per la partita con il Torino e, forse, per quella con l'Inter. Da queste due gare dipenderà il suo destino

Occhi lucidi e tanta rabbia. Questa sera, Ghirardi non se la dimenticherà più. Una delle pagine più tristi della sua storia a Parma comincia immediatamente dopo la partita, quando una delegazione di tifosi lo vuole incontrare. Già durante la battaglia contro il Sassuolo, mentre il Parma cadeva sotto i colpi dei neroverdi, il suo nome, accompagnato da inviti a farsi avanti, a metterci la faccia, veniva scandito a chiare lettere. E ce l'ha messa alla fine, prendendosi gli insulti e la rabbia che i tifosi gli vomitano addosso, impietosi e con il sangue agli occhi. Vogliono spiegazioni, c'è chi vuole la testa di Donadoni, chi la sua, chi quella di Leonardi, che cerca di fare da paciere e di allietare la folla con qualche promessa. A gennaio la squadra si rinforzerà, ne è certo l'amministratore delegato, ma i tifosi avviliti non gli credono.

E se la prendono con lui, per tutto quello che prova a dire. E con Ghirardi: il presidente è entrato nel mirino dei più focosi, una ventina di rappresentanti che gli chiedono perché gioca Ghezzal e perché i terzini fanno gli attaccanti. "Glielo dovete dire a Donadoni che i ruoli si devono rispettare". Il discorso scivola sulla vicenda Europa League, persa per un soffio. E qui la situazione si surriscalda. Ghirardi rivendica la sua solitudine nella lotta al palazzo, "ero solo a Roma, in Lega e altrove, voi dove eravate?". Volano parole grosse, con la polizia che si tiene pronta per intervenire. Non serve, per fortuna, arrivare a questo. Dopo una mezzoretta serrata di chiacchiere, si rientra con Leonardi che "annuncia" il ritiro della squadra. Si aspettando comunicazioni ufficiali. Intanto a testa bassa, Ghirardi, Leonardi e tutti i vertici della società lasciano lo stadio ammutoliti, dispiaciuti, sconfitti due volte. E riflettono sul da farsi con Donadoni, che pare sia confermato almeno fino alle prossime due partite. 

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