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Roberto D'Aversa - foto D. Fornari

Roberto D'Aversa - foto D. Fornari

Parma, sette partite per capire chi sei

Comincia il periodo chiave di una stagione da salvare

Sette partite, 630 minuti più eventuali recuperi per cercare di dare un senso alla stagione e capire da che parte andare. Cinque di queste saranno da disputarsi al Tardini, dove non sempre il Parma ha fatto il Parma e dove spesso - anzi - ha dimostrato di avere qualche problema. Ma da qui in avanti non ci sarà spazio per passi indietro, se davvero si vuole costruire qualcosa di importante, anche senza dover vincere alla fine per forza.

 A partire da domenica 25 marzo il Foggia di Stroppa inaugurerà la saga del mese decisivo per il Parma e per Roberto D'Aversa che ha a disposizione undici partite per migliorare la posizione di classifica e mettere la sua squadra nella miglior condizione psico-fisica possibile per affrontare i play off. Come l'anno scorso, quando di questi tempi era affaccendato a scacciare i fantasmi dopo la sconfitta casalinga contro il Fano, prima di toccare il punto più basso della sua avventura da subentrato al Parma con il trittico maledetto che aveva prodotto zero punti contro Ancona, Bassano e Sudtirol. Quest'anno il punto più basso è stato toccato ampiamente a Empoli, in questo senso il Parma avrebbe anche già dato. Ma visti i precedenti e l'inaffidabilità della squadra - che in quanto a tenuta mentale lascia a desiderare - non c'è mai da fidarsi. In Toscana i crociati hanno dovuto fare i conti con la durissima realtà che gli si è presentata con prepotenza davanti: il 4-0 ha certificato tutta la differenza tra le due Empoli e Parma certificata poi dalla classifica impietosa che vede i crociati lontano dalla vetta. Tredici punti sono ormai un abisso.

Volendo, per logica, qualcuno potrebbe anche essere recuperato, ma vista l'ultima uscita infelice, la decima, l'ennesima, crediamo veramente che a oggi possano essere rosicchiati pochi punti e l'ampiezza della forbice - di conseguenza - pare essere destinata ad aumentare da qui alla fine. Ma nel calcio, come dice una vecchia regola che sembra più essere un detto meramente retorico,  mai dire mai. Un altro invece dice che in Serie B si possono vincere due partite e ci si può trovare anche a ridosso delle grandi. Al Parma poi manca anche una gara, contro il Palermo, che potrebbe essere davvero il crocevia di una stagione che ha deluso giocatori e staff tecnico, dirigenti e proprietà oltre che tifosi. E forse questo rush arriva proprio nel momento giusto. Una full immersion che dirà molto su quello che il Parma vale realmente. Al di là degli investimenti fatti e dei soldi spesi. Sette partite che anticiperanno poi anche qualche discorso sicuramente da fare a fine campionato. Qualunque sia il risultato. Salvare una stagione è però più importante che salvare le apparenze, sicuramente, e traghettare il Parma ai play off - possiamo dire tranquillamente - doveva essere l'obiettivo minimo di uno staff che in passato ha dimostrato di sapersi adattare parecchio alle situazioni spinose e di uscirne vittorioso, di finire in gloria. Tutti, forse, sognano la stessa scena. 

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