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Parma, si rivede Baraye: ora serve continuità

Il senegalese può essere l’arma in più

D’accordo, non ci sarà stato nulla di eccezionale nella prova offerta da Yves Baraye sabato pomeriggio all’Adriatico di Pescara, il giocatore di Dakar ha fatto solo quello che doveva fare. D’altronde è il suo lavoro, diranno in molti. Per cui è anche pagato profumatamente. Tutte obiezioni che ci possono stare, ma se si tiene conto di chi stiamo parlando, del personaggio e del giocatore, allora forse qualcosa che va al di fuori dalla norma Yves deve averlo fatto davvero. Almeno quell’Yves che eravamo abituati a vedere prima che D’Aversa gli concedesse un meritatissimo turno di riposo. Bello corposo, nel quale il senegalese ha cercato di capire gli errori commessi, dove Baraye ha avuto il tempo anche di guardarsi dentro e rivedersi in campo e capire che non stava facendo proprio le cose che l’allenatore gli chiedeva. 
E siamo sicuri che un ragazzo sensibile come lui lo abbia capito se a Pescara ha offerto quella prova di forza, concentrazione, sacrificio, lavoro sporco e voglia che poi si è concretizzato in assist. Due, addirittura, uno per Calaiò e uno per Ceravolo. Cose che dovrebbero essere nella norma per un giocatore dotato del suo fisico, della sua accelerazione, del suo atletismo. Doti che non sempre sono riusciti a emergere, colpa forse di un aspetto mentale fragile che ne ha limitato le potenzialità e che comunque lo ha rallentato in vari periodi di una stagione altalenante fatta di luci e di ombre. Più le seconde che le prime, a dire la verità. Più che ombre, ultimamente Baraye sembrava essere piombato nel buio più totale se si considera che nel 2018, prima della gara di Pescara, aveva messo in piedi solo una mezzoretta abbondante, con dentro tenta confusione, poca volontà e parecchie cose da rivedere. 
Situazioni che lo avevano costretto alla panchina forzata, dopo che la società aveva cercato di preservarne il talento in una campagna trasferimenti invernale in cui aveva avuto anche qualche timida proposta. Ma Yves a Pescara è stata una bella sorpresa, ha riattaccato la spina  e ha dissipato anche qualche dubbio sorto legittimamente sul fatto che un profilo come Baraye potesse disputare un campionato di Serie B. Ebbene, la risposta l’ha data: se collega la testa ai muscoli, Baraye in questo campionato ci può stare e può anche ben figurare. È ritornato a interpretare il suo ruolo naturale di esterno offensivo dopo che per un mese e mezzo aveva cercato di tappare la falla lasciata dalle assenze di Calaiò e Ceravolo entrambi out. Sabato ha mostrato, oltre che una buona tecnica, anche il solito sacrificio in ripiego e una grande corsa, che è un po’ il suo asso nella manica. Adesso deve vincere però la sfida più delicata: quella della continuità. Se trova breccia anche in questo muro può rivelarsi un’arma importante.
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