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Il Parma rilancia: maxi allenamenti e carichi per non perdere ritmo partita

La gestione delle due settimane senza calcio: D'Aversa ha lavorato sull'intensità

Roberto D'Aversa - foto Ansa

E’ stata una settimana difficilissima per il Paese, i comparti tutti hanno subito degli scossoni forti a causa dell’emergenza coronavirus che sta mettendo in ginocchio l’Italia e minaccia il mondo. Con le dovute precauzioni, il Governo lancia messaggi e invia direttive su come controllare la diffusione di un virus del quale si conosce ancora poco, malgrado gli italiani abbiano a che farci – da vicino – da un paio di settimane. C’è preoccupazione a ogni livello, anche nel mondo del calcio che in questi giorni si è riscoperto marginale, secondario ma allo stesso tempo quasi unico svago per una popolazione che ha sete di intrattenimento e bisogno di distrarsi pur rimanendo focalizzati sul tema principale. E con tante difficoltà, anche il pallone sta lentamente ripartendo in ottemperanza alle norme del DCDM varate in questi giorni.

Molte di esse il Parma le osservava già da una settimana, quando al chiuso di Collecchio lavorava per preparare le partite senza conoscere il suo avversario. In apnea, D’Aversa e il suo staff con i pochi indispensabili ‘invisibili’ del centro sportivo, cercava di farsi trovare pronto alla chiamata eventuale di un ritorno sui campi. Rimandato per due volte. La prima a Torino, la seconda una settimana fa. Mentre si stava lavorando sul ritmo gara, sulla concentrazione da tenere sempre alta. Sono state settimane difficili anche per il pallone, che si è sgonfiato davanti ai problemi di salute. E ci mancherebbe pure che non fosse così. In questi giorni gli interpreti del mondo calcio sono stati messi a dura prova, le istituzioni nel caos hanno fatto la solita figurina, gli allenatori hanno cercato di ovviare alla mancanza di certezze con la a programmazione, che variava di giorno in giorno.

Immaginate D’Aversa che nel giorno della rifinitura, durante la partitella con il campo poco più grande delle due aree di rigore, si sente dire a fine allenamento che la partita con la Spal è stata rinviata. Un po' di delusione, tanta comprensione, e via allora al campo più grande e a mezz’ora in più di carichi. Per non perdere il ritmo partita. Con le distanze man mano aumentate. Il tecnico crociato non ha sospeso la rifinitura e, in accordo con il suo staff, ha dovuto rimodulare la programmazione  con carichi maggiori in vista del sabato (originariamente la partita con la Spal era fissata per sabato). La conseguenza naturale era la domenica libera per poi cominciare la settimana tipo lunedì, in vista della partita di domenica. Ma è saltata perché era trapelata la possibilità del lunedì.

E il Parma si è visto ancora una volta scombinare i piani. Senza sapere quando e contro chi giochi, tocca lavorare su se stesso. Affinare la tecnica di base, lavorare sull’intensità, possesso palla. Si è tornati un po’ ai tempi del ritiro, quando lavori senza conoscere i tuoi avversari né avere punti di riferimento per aggrapparti a qualche congettura su di essi.  Questo però è il momento di non mollare, nel tour de force che aspetta il Parma c’è da curare ogni dettaglio.

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