Speranza Cornelius, Liverani spera nel vichingo

E Karamoh, in grande spolvero, ha già eguagliato la passata stagione in quanto a gol e assist

Andreas Cornelius - foto Ansa

C’è una piccola speranza di rivedere Andreas Cornelius in campo. Domenica è ancora relativamente lontana, il bomber danese – rientrato anzitempo dagli impegni con la sua nazionale – sta stringendo i denti per riuscire ad esserci in una di quelle sfide che, malgrado capitino alla quinta giornata, hanno un peso specifico maggiore rispetto ad altre. Fare risultato allontanerebbe qualche soffio di boria, dopo gli ultimi numeri non proprio edificanti per Liverani e i suoi ragazzi, alle prese con infortuni e contagi da coronavirus che condizionano le giornate e stravolgono la routine. Il Parma ha effettuato nuovi tamponi, domani in mattinata avrà gli esiti: incrocia le dita il club crociato, che dopo un mercato capace di iniettare energia mediante giovani di altissima aspettativa, cerca adesso di ‘monetizzare’ sul campo quanto speso nella finestra estiva.

Ripartendo però da qualche punto fermo: la spina dorsale c’è, ed è quella costituita da Gigi Sepe, Juraj Kucka e Andreas Cornelius, alla quale si aggiunge la freschezza di Yann Karamoh (autore di un gol e un assist in 255’. Appena una stagione fa aveva collezionato, in 568’, poco più del doppio, lo stesso score). La didattica di Liverani non ha ancora attecchito, comprensibile se si pensa al fatto che la classe non è mai al completo, qualche alunno resta indietro – per forza di cose – in quanto a concetti e idee. Eppure il tecnico romano appare soddisfatto: almeno fino a qui, l’ex allenatore del Lecce (che domenica riabbraccia Mauro Meluso dopo i trascorsi vittoriosi in giallorosso) non ha certo lesinato complimenti pubblici a una squadra che arranca, pare indietro nell’apprendimento, fatica a mettersi come piace al nuovo allenatore.

Contro lo Spezia, galvanizzato dal pari in rimonta contro la Fiorentina, Liverani è chiamato a non sbagliare. Non è e non può essere decisiva, ci mancherebbe, ma è già tempo di svoltare, piu che altro per capire verso che strada andare. Gli indizi seminati fino a qui non fanno certo pensare a un sentiero in discesa, più che altro a una strada impervia, piena di pericoli. La strada che porta alla salvezza.

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