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Foto: D. Fornari

Foto: D. Fornari

VISTA DALLA CURVA | Una sola parola: perché?

Il racconto del super tifoso Luca Cavallina che non ha dormito dopo la partita con il Sudtirol

Per raccontare Parma–Sudtirol bisogna cominciare dalla fine, bisogna iniziare dai titoli di coda: l'arbitro ha appena chiuso la contesa, gli ospiti hanno espugnato il Tardini ed il nostro capitano, arrabbiato, stanco di metterci sempre la faccia, svuotato a forza di parlare al vento, fissa per un istante la curva e poi a passo svelto prende la via dello spogliatoio, assordati dai fischi solo Calaiò e qualche compagno si avvicinano mestamente alla Nord probabilmente più per prassi che per reale attaccamento alla maglia.

Che non fosse una gran serata si era capito fin dal calcio d'inizio, i nostri in divisa vintage primi anni 90, ricordavano le pedine del subuteo: immobili e con la sola idea del lancio lungo alla viva il parroco. La curva in versione ponte del XXV Aprile, svagata e con tantissimi spazi vuoti, si è lasciata trascinare dall'andamento lentissimo del match, i cori partivano, si fermavano e morivano nel giro di pochi attimi, addirittura si sovrapponevano creando un effetto caos, ideale, idilliaco, perfetto per descrivere la partita: uno schifo ( vorrei dire un'altra parola ). “ Speriamo in un guizzo di Calaiò” Prova ad illudersi durante l'intervallo qualche tifoso, “…Certo che dopo aver visto Barça-Real…” Afferma qualche nostalgico che ancora non ha capito che siamo in serie C, che non ha ancora notato che Scozzarella ed Iniesta fanno due sport differenti.

Anche nel secondo tempo le cose non cambiano, non accade niente in campo e nulla sugli spalti: i Boys provano a scuotere l'atmosfera invitando i cugini reggiani a cambiare canale (Cosa che salvo masochismo estremo avranno fatto senza alcuna remora) La curva continua a non cantare, D'Aversa prova a cambiare l'inerzia del match: fuori Nocciolini dentro Nunzella, cambio azzeccatissimo.

Minuto novantuno. Nello scempio generale, tra un pallone a campanile ed uno stop sbagliato, la difesa ospite lancia l'ennesimo pallone lungo, il prode Nunzella, probabilmente intento a mettersi a posto codino e sopracciglia buca l'ennesimo intervento della stagione e Gliozzi, incredulo, a tu per tu con Frattali non può fare altro che depositare in rete facendo impazzire di gioia l'intera panchina ospite. “ A quanto era quotata un vittoria del SudTirol???” è il leitmotiv stucchevole di un tifoso dietro di me, “Indegni, pagliacci, brocchi” Urla qualcun altro, intanto la contesa finisce, grandinano fischi, Lucarelli corre negli spogliatoi, il resto della squadra pateticamente scappa dentro poi torna in campo per prendersi mezzo secondo di ragioni balorde dalla Nord. Assurdo.

Come è possibile che una squadra abbia subito un‘ involuzione cosi grossa nel giro di tre partite? Com'è possibile che la squadra non segni da più di trecento minuti? Chissà che in quella camminata veloce del capitano verso il ventre del Tardini non ci sia qualche risposta, non ci sia la voglia e la necessità di “attaccare al muro” qualche compagno che la maglia non la sta per nulla sudando, anzi la sta infangando senza neppure correre. Chissà...

Di Luca Cavallina

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