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Amauri - TM News Infophoto

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Parma -Torino 4-1 | Finalmente Amauri e la solita forza di Sansone

Al 31', al 38' e al 45' l'italo-brasiliano vince il personale duello con Gillet per la splendida tripletta. Al 34' il piazzato di Sansone non da scampo al Toro. In mezzo Santana illude i granata

Niente Palladino, per "matare" il Toro Donadoni rimescola le carte e pesca nel mazzo un 3-5-2 che stenta a proporre gioco. Rosi e Gobbi devono rinculare spesso dato che Birsa e Santana li costringonoa stare bassi. Valdes non va oltre i soliti standard mostrati da un bel po' di partite e Amauri deve lottare contro Ogbonna e Glick, con Biabiany che da seconda punta è un film già visto. Ventura lascia Barreto fuori e in compagnia di Bianchi c'è Vives.

IL MATCH - Che non è esattamente una punta e spesso indietreggia per trovare palloni giocabili da smistare per Bianchi, il più pericoloso dei granata, in azzurro al Tardini. Donadoni predica inserimenti ma sembra parlare in un'aula vuota. Scolari distratti perché è solo Amauri che ci prova nel suo personalissimo derby. Sente la gara l'italo brasiliano, segno di un momento non facile che vive tutta la squadra che non riesce a trovare il gol. Per questo Gillet decide di complicarsi la vita da solo e, con una finta dopo un retropassaggio,  spaventa i sostenitori granata accorsi in massa. Per poco Biabiany non ha trovato la deviazione vincente. Lo stesso Gillet si riscatta con un interventi miracoloso che evita l'1-0 e strozza l'urlo in gola ad Amauri, bellissimo da vedere quando con una bicicletta volante, indirizza il pallone all'incrocio. Per sua sfortuna trova il belga in gran spolvero. Dicevamo del numero 11, unico a prendere il Toro per le corna. Si danna Amauri, ci prova di testa, dal limite, fa asportellate con tutti. Ma è l'unico. Dall'altro lato c'è Bianchi, clemente davanti a Mirante al 13' quando, su invito dalla destra, non se la sente di calciare di prima sbagliando lo stop e favorento l'uscita di Mirante. Per il resto poco, con la mediana gialloblù sempre più in affanno. Incapace di costruire gioco, quei pochi palloni arrivano direttamente dalla difesa.

LE PAGELLE

Donadoni corre ai ripari e si affida alla coesa di Mesbah senza modificare l'assetto tattico di un Parma timido in avvio ma più vivace con il passare del tempo. Esce Valdes, cambio significativo. Il Pajarito non cinguetta più da molto e il pubblico lo becca a ogni palla... persa. Rimane nello spogliatoio, con Gobbi che scala sulla mediana e Marchionni che fa il regista basso. Ma è sempre Amauri quello pericoloso, con Gillet che lo aspetta al varco in ogni tentativo. Ma a rompere l'equilibrio di un match vissuto sul filo è Santana. Nel momento migliore forse del Parma, come spesso accade nel calcio, è l'altra squadra a passare in vantaggio. Ma oltre al danno c'è da registrare, all'11 del secondi  tempo, anche il fuorigioco (decisivo) dell'argentino che facile facile segna ed esulta. La partita si mette sui binari granata con la squadra di Ventura che fa quello per cui è stata costruita. Benissimo, perché aspetta il Parma e riparte, rischiando di chiuderla in due occasioni. Prima con Birsa, palo, poi con Bianchi, bravo Mirante. E pazienza se Donadoni ne dice quattro a Biabiany, sollevato dall'incarico per l'atteggiamento sbagliato in partita.  Ventura ha capito di avere il vento in poppa e, senza modificare nulla, si affida a Stefanovic. Donadoni sa che è difficile il momento e prova a spronare i suoi con Sansone, accostato ad Amauri e Palladino nel 4-3-3. E qualcosa accade. Serve solo un gol, serve solo sbloccaresi e poi, come un uragano, il Parma travolge il Torino. La scintilla che accende il fuoco gialloblù scatta al 31' quando Amauri, finalmente, si sblocca e gira in porta una buona palla di Palladino. Mano all'orecchio e pugno forte sbattuto in petto. Ma non c'è il tempo di esultare perché Sansone, appena entrato, mata il Toro dopo unintervento sconclusionato di Masiello. Il piazzato è letale, degno di un torero vero con tanto di inchino. Freddo, come Amauri che nel coast to coast riesce a mantenere la lucudità per insaccare Gillet in occasione del 3-1. Basta? No, c'è tempo per il quarto gol, per la tripletta di Amauri. E' la sua giornata.

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