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Foto Ansa

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Cornelius è tornato, almeno lui: ma forse è tardi

Il danese è stato autore di una grande gara: D'Aversa si affida a lui (e Kucka) per la missione impossibile

Difficile estrarre una punta d’ottimismo da questo momentaccio. Eppure qualcosa di buono nell’ultima partita si è visto. Ad esempio, il Parma per un’ora e qualcosa in più, è tornato credibile: ha ritrovato la fiducia dei tempi migliori, ha riproposto sul campo la compattezza, le trame di un tempo, lo smalto giusto per uscire dal pressing blando dell’Udinese e più occasioni nel primo tempo di ieri che – ad esempio – in tutta la partita con il Bologna. Peccato che le partite durino 90'. Se la gara fosse durata un’ora, il Parma avrebbe strappato tre punti d’oro riproponendo la sua candidatura per una scalata inverosimile verso la salvezza. Ricacciata indietro da: una condizione fisica precaria, dalla paura di vincere, dall’essersi abbassato troppo e dalla panchina che non ha certo aiutato, con l'ingresso di giocatori freschi, apparsi più stanchi e intontiti dei titolari, senza riuscire a finanziare una vittoria sfiorata a partita conclusa, con Gagliolo che ci ha messo la gamba, sfiorando il gol dei tre punti.

Niente, in compenso si è visto un gran Cornelius, come non lo si vedeva da tempo. Non segnava da 1.298 minuti, 23 partite. Con lui il Parma torna a sorridere in casa dopo 723', e dopo Kucka, la squadra di D'Aversa riesce a mandare in gol un altro calciatore. Non accadeva da 1.027'. Un’era. Eppure domenica, il vichingo ha mostrato progressi notevoli, accompagnati da una condizione fisica che piano piano sta tornando quella di un tempo. Da quanto Andreas non correva quasi 12 chilometri in una gara? Il danese ha preso parte a 39 duelli, ha segnato un gol, un altro glielo ha negato Musso, si è sbattuto, aveva trovato la forza per reperire a Gagliolo l’ultima palla della partita al minuto 93’, nell’area di rigore avversaria ha trovato 8 tocchi, si è guadagnato anche un rigore, volendo, per un tocco che Irrati ha ignorato e il Var non ha ravvisato. Insomma, Cornelius – forse – è tornato. Sarà pure troppo tardi, ma meglio tardi che mai.

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