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Alla scoperta del Venezia | Perinetti: "Noi condannati a vincere come il Parma"

Il direttore sportivo dei lagunari tra ambizione e sogni: "Abbiamo molta pressione, cresceremo strada facendo"

Tornare in campo subito può dare al Parma la possibilità di riscattarsi immediatamente. Dopo il brutto pareggio a Santarcangelo, al Tardini nel quarto turno di Lega Pro, in una sfida che ha tutto il fascino del calcio che conta, arriva il Venezia di Pippo Inzaghi. L’ex bomber crociato non ha cominciato benissimo la sua avventura, al pari di Apolloni, suo compagno di avventura nel Parma targato Scala. Era l’ultimo anno del tecnico, stagione ‘95/’96. Da lì in poi le loro strade si sarebbero divise, Pippo stava per diventare un grande attaccante, Gigi avrebbe continuato a fare il difensore ancora per un po’. Martedì sera le loro strade si incroceranno di nuovo, si saluteranno da vecchi amici e poi ognuno nella sua zona di campo. Ad urlare e cercare di avere la meglio uno sull’altro. “Sarà una partita diersa dalle altre – dice Giorgio Perinetti a Parmatoday.it – Sappiamo che certe sfide contano di più e quella con il Parma è una di queste. Quando ho preso Inzaghi ho pensato anche alla sua voglia di vincere certe partite. Spero possa essere comunque una gara godibile soprattutto per lo spettacolo”. 

Direttore, è soddisfatto di questo inizio di campionato?

 “Sono più soddisfatto del lavoro fatto in estate, un lavoro di quantità e qualità. Penso che la squadra sia destinata a crescere ancora. Ci aspetta una stagione  impegnativa e all’inizio è chiaro che dovremo paghere lo scotto della preparazione e la pressione mediatica. Intanto stiamo crescendo di condizione”. 

E di Inzaghi? E’ contento?

“Di inzaghi sono contento, sì. E’ un professionista serio, mi ha colpito molto. Le dirò: è stata una sorpresa per me, non pensavo fosse così maniacale nella preparazione delle partite. E’ uno tosto”.

Non è stata un’estate tranquilla la sua…

 “Direi di no. Il cambio di allenatore in corso d’opera ci ha condizionato. Avevamo scelto Favarin, lo avevamo confermato, poi qualcosa non è andata e siamo andati a prendere Inzaghi e abbiamo invertito un po’la rotta. Avevamo già fatto delle scelte, poi con il cambio in panchina ci siamo dovuti adeguare a quello che Inzaghi proponeva dal punto di vista tattico. E prendere giocatori funzionali al 4-3-3 che propone. La proprietà ci ha messo a disposizione un budget importante, ora tocca a noi sfruttarlo al meglio”.

Chi arriva primo tra Parma e Venezia? 

“Entrambi veniamo dai Dilettanti, noi come il Parma, stiamo cercando di ricostruire. Si vince solo avendo una grande motivazioni, avendo dei calciatori forti e cercare di isolarsi il più possibile dalle pressioni esterne. Avere dal punto di vista tecnico due soluzioni per ogni ruolo. Con il calcio di oggi, infortuni e squalifiche sono all’ordine del giorno e questo può fare la differenza”.

Che idea si è fatto del Parma?

 “Come noi sono condannati a vincere. Dal punto di vista mediatico è la società più esposta, ha una grande struttura, un’ottima rosa, grandi numeri nei ricavi e nel tifo, si è lanciata in avanti bruciando le tappe per risalire in fretta. Nel calcio poter vincere è importante ma dover vincere dà una pressione enorme. Questo è il girone più difficile della Lega Pro, dove ci sono squadre attrezzate per vincere con molte meno pressioni rispetto a Parma e Venezia. Ad esempo il Bassano, il Padova, la Reggiana, la Feralpi Salò”.

Come giudica il mercato del Parma?

 “L’oscar del mercato sotto l’ombrellone non è sempre veritiero. Tante volte l’inverno ti dice dove hai sbagliato e cosa hai fatto. Il campo ti dice sempre tutto. Se hai comprato giocatori funzionali al progetto, se hai fatto degli acquisti di prospettiva. Apolloni ha attaccanti importanti, il Parma ha preso giocatori dalla B come noi. Ma noi non ci nascondiamo. Ci vuole solo un po’ di tempo in una situazione in cui di tempo non ce n’è”.

Tacopina che presidente è? 

“E’ uno che ti dà un budget, che ti lascia lavorare e che ti dà fiducia. L’esposizione mediatica di quest’anno è massacrante. Non abbiamo le entrate del Parma ovviamente, tutti gli investimenti che fanno le società sono ingenti. Noi speriamo di essere all’altezza delle aspettative”.

Ci racconta di quando ha provato a prendere Calaiò?

 “Eh, le voci corrono… . Abbiamo fatto un mercato aggressivo, l’11 luglio dovevamo avere già la squadra pronta. Se avessimo aspettato magari avremmo preso noi Calaiò, che ho trattato per tanto tempo. Lui era a Spezia e sperava ancora in una chiamata di qualche big, che fosse A o B non importava. Poi è arrivato il Parma e la storia è finita come è finita. Ma non ho trattato solo Calaiò, anche Scavone. Lo volevamo anche noi. Ma credo che ci siano dei giocatori nostri che avrebbero fatto comodo al Parma”.

Come finisce martedì? 

“Partita da tripla, una di quelle che il giocatore ha piacere di giocare. Non c’è bisogno di caricare nessuno perché questa è una gara che dà stimoli per conto suo”.

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