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Venerdì, 7 Ottobre 2022
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Pederzoli: "Obiettivo? Creare una squadra competitiva e con identità"

Il direttore sportivo del Parma in conferenza: "Mi piace vedere il Parma che sa soffrire, che lotta e gioca . Non ho rimpianti in questo mercato. Karamoh? Voleva andare in Serie A"

"Mercato lunghissimo, volevo mettere il punto finale insieme a voi". Il direttore sportivo del Parma, Mauro Pederzoli, ha tracciato un bilancio positivo dopo mesi di trattative. Non ha rimpianti, ma un solo obiettivo: "La nostra ambizione è creare una squadra forte e competitiva. Siamo sulla buona strada. Dire altro oggi è fuori luogo. Abbiamo cercato di gestire il mercato con lucidità e razionalità, partivamo da un gruppo di giocatori di buon livello, da una base e forti di questa convinzione siamo stati aggressivi e incisivi in partenza in modo da consegnare all'allenatore un gruppo sul quale lavorare. Abbiamo riscattato Delprato e Cobbaut, aggiunto gente come Chichizola ed Estevez, per terminare con Ansaldi e Charpentier più qualche giovane. Anche nelle uscite, siamo soddisfatti di aver fatto le cessioni che volevamo. Abbiamo 32 giocatori, tutti di nostra proprietà. Venti di questi sono nati dal 1999 in poi. Abbiamo una rosa discretamente giovane. E' un roster che consideriamo congruo per affrontare un campionato lungo, lunghissimo e pieno di insidie. E' un piccolo orgoglio per noi aver ricevuto tantissime richieste per i nostri ragazzi, respingendole tutte. Siamo convinti che da noi possano crescere ancora. 

Abbiamo una squadra, questo mi sembra che sia importante. Mi piace vedere il Parma che sa lottare e soffrire da squadra. Mi rasserena. I segnali che arrivano in questo senso sono positivi. Botti? Non so cosa voglia dire. Abbiamo cercato di essere molto razionali, all'inizio abbiamo messo dentro quello che secondo noi mancava. Io c'ero l'anno scorso e c'ero quest'anno. Sono stati mercati che abbiamo approcciato in maniera completamente diversa, l'anno scorso bisognava intervenire in maniera pesante. Quest'anno è stato un mercato più piccolo in termini numerici e diverso rispetto a quello dell'anno passato. Ma non per il budget. Abbiamo individuato calciatori che avessero qualità morali e fisiche e che facessero per noi. Il mercato è un gioco, un equilibrio costante tra finanza e tecnica. Vendere è sempre più difficile che acquistare. Vendere è complicato in generale. Ci sono calciatori che non rientravano nei nostri piani, che avessero altre ambizioni di carriera. Che non consideravano Parma come opzione principale per la loro carriera. Rimpianti? No, nessuno. Il mercato è fatto di trattative. Non tutti vanno a buon fine. E' stato un mercato normale. Tutti gli obiettivi sono stati condivisi. Con Ansaldi abbiamo completato una batteria d'esterni che riteniamo valida.

Karamoh? E' venuto qui, si è comportato benissimo e si è allenato. Ha dato grande disponibilità, grandi sorrisi. Ma la sua idea era quella di andare a giocare in Serie A, sono passati un paio di giorni e sono arrivate un paio di offerte. Quando è arrivata quella del Torino è andato".

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