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Pedraneschi: "Parma, mi fai soffrire. Krause ha passione, ma scelga un 'consigliere' "

L'ex presidente del Parma ha da poco compiuto 82 anni: "Stagione nata male, difficile adesso raddrizzarla. Servirebbe un colpo di coda. Il presidente ha una forza economica importante, ma poca esperienza: ha bisogno di aiuto"

“Lunedì faccio il vaccino, spero di trovare ancora la forza per emergere. Come il Parma”. Giorgio Pedraneschi è rimasto tifoso, non poteva essere altrimenti. Gli anni della presidenza lo hanno segnato, ha cominciato ad amare il Parma a dieci anni, prima partita al Tardini: Parma-Napoli, da allora non ha più smesso di soffrire e gioire per la maglia crociata. Anche dopo gli anni della sua presidenza, Pedraneschi ha trovato il modo di stare vicino al Parma, emotivamente soprattutto. Oggi, che di anni ne ha appena compiuti 82, ha un po’ la voce affaticata e qualche acciacco: “Cominciano a diventare tanti, meglio quando ce n’erano meno – spiega con umorismo a ParmaToday.it – ma oggi come allora guardo tutte le partite. E soffro per il Parma”.

Presidente, è una stagione difficile questa, se l’aspettava?

“Sono molto dispiaciuto, fino a qui è stata una brutta annata. E’ difficile darsi spiegazioni, sono tante le cose che non hanno girato per il verso giusto. A cominciare dalla valutazione di alcuni calciatori, passando per la vecchia guardia che non è stata all’altezza. Adesso è inutile trovare il colpevole, bisogna rimboccarsi le maniche e ricominciare a lavorare”. 

Contro il Genoa il Parma si è giocato la salvezza?

“Non lo so, ma il segnale più brutto dell’ultima giornata è arrivato dal Benevento che ha vinto contro la Juventus. Restano ancora dieci partite, ma per me c’è poco da fare. Eppure quando è tornato Roberto D’Aversa pensavo che il Parma ritrovasse la quadra, ma purtroppo qualche risultato negativo, arrivato per colpa di disattenzioni degli ultimi minuti, ha compromesso un po’ tutto. Ho visto calciatori impauriti. Adesso si fa dura rimanere in Serie A. L’unica cosa che può succedere è che Cagliari e Torino siano poco lontani da noi fino alla fine. Bisogna fare più punti possibili”.

Cosa passa per la testa di un presidente in annate del genere?

“Guardi, ho avuto la fortuna di non lottare mai per non retrocedere, nemmeno al primo anno. Sono stato fortunato, diciamo così".

Cosa direbbe adesso a Kyle Krause? Ha investito molto, sarebbe un danno enorme in caso di..."

“Non lo dica neanche, grazie. Krause è uno che ha passione, probabilmente anche dei soldi. Diciamo che hanno trovato la persona giusta, un imprenditore che sia in grado di portare avanti il progetto. Ma ho notato che non ha esperienza nel calcio. Vuole costruire lo Stadio? E’ sicuramente una buona notizia, per un Parma che gioca a quei livelli fa bene. Il Tardini è un gioiello, ma si può migliorare. Sarebbe buono però costruire anche una squadra all’altezza. Bisogna trovare i giocatori giusti e funzionali al progetto, che abbiano voglia di fare bene”.

Presidente, cos’è per lei il Parma?

“E’ stato ed è un pezzo della mia vita. Ricordo tante gioie. Il primo anno in Serie A siamo andati a vincere la Coppa Italia e la Coppa delle Coppe. Nessuno si aspettava che i giocatori avessero un exploit del genere, venendo poi dalla Serie B… . Abbiamo fatto grandi annate, i tre stranieri ci hanno dato tanto. Grun, Brolin e Asprilla hanno avuto un grande impatto, consentendo una grande svolta per la squadra. Poi c’erano Minotti, Apolloni, Di Chiara, Benarrivo. Bisogna dire che siamo anche stati fortunati a centrare i giocatori giusti, ma abbiamo lavorato molto per fare in modo che tutto potesse essere perfetto. I tifosi erano orgogliosi di noi”.

A proposito: quanto mancano i tifosi a questa squadra?

“Molto. I tifosi mancano molto al Parma, il Tardini chiede, pretende, ma sa regalare molto. Ti trascina. A dire la verità, i risultati di quest’anno non sono esaltanti, ma un po’ di sostegno avrebbe fatto la differenza in questi mesi. Sta anche ai calciatori trascinare i tifosi però. Tra gli ultimi acquisti c’è qualche giovane che può promettere. Ma bisogna vederlo in un periodo di partite più lungo, non ci sono calciatori che possono dare un’impronta alla squadra, né attaccamento adesso come adesso”.

Qual è il calciatore a cui è rimasto più legato?

“Partiamo da una considerazione: ci sono stati pochissimi calciatori ‘sbagliati’. Comprerei altre mille volte un calciatore Di Chiara, giocatore che avevamo preso dalla Fiorentina. Scala l’ha trasformato in terzino, ha guadagnato la Nazionale e aveva una serietà eccezionale. Il calciatore che più mi è rimasto dentro. Ma c’era anche Asprilla, sarebbe diventato fortissimo se avesse avuto la testa giusta. Era un fuoriclasse”.

C’è qualche calciatore che vorrebbe vedere con la maglia del Parma?

“Difficile dirlo, adesso il calcio è cambiato molto. Non c’è più attaccamento. Si vinca o si perda, noto sempre gli stessi atteggiamenti. Ad esempio: fino a qualche mese fa, con i soci parmigiani, si accusava molto di più la sconfitta. Perché erano proprietari e tifosi del club. Se non avessero preso il Parma sarebbe sparito, abbiamo avuto la fortuna di avere un gruppo di parmigiani che hanno preso in mano la squadra della città e l’hanno condotta per anni a questi livelli.  Ci sono stati personaggi da Barilla a Pizzarotti, Dallara, Ferrari che hanno avuto il coraggio di investire un po’ di soldi. Adesso, con Kyle Krasue si può ripetere il miracolo. Mi sembra una persona seria e che ha passione perché lo vedo durante la partita che ci mette tanta passione. E’ uno fa volentieri il presidente. Senza grosse ambizioni non si va da nessuna parte. Ma deve trovare un consigliere forte. Spero che il Parma non retroceda, ma nel malaugurato caso, Krause si faccia ‘accompagnare’ da qualcuno per riportarlo a grandi livelli”.

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