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Roberto Inglese - foto Ansa

Roberto Inglese - foto Ansa

Per Inglese c'è il Bologna: il Parma vuole soldi e Skov Olsen

Krause ha dettato la linea: proseguire con i giovani. L'americano sarebbe pronto a diventare anche Amministratore delegato del club, ma per adesso nulla è deciso. Continua la ricerca del Ceo

Non è ancora tempo di abbuffate, ma la tavola del mercato è già bella imbandita. Il Parma ha il suo bel da fare per sistemare gli ospiti, almeno per l’aperitivo. Ad esempio per Roberto Inglese c’è la fila. Torino, Fiorentina e Bologna sono le pretendenti all’attaccante, la sua terza vita a Parma prosegue lenta, tra una panchina e qualche scampolo di partita. In mezzo tanta lotta per conquistarsi una maglia e pochi palloni da indirizzare verso le porte avversarie, ma a Crotone giocherà. “E’ fermo da molto – ha detto Liverani – l’anno scorso ha giocato poche partite. E’ indietro di condizione ma sta recuperando”, riferito all’attaccante al quale probabilmente in Calabria verrà data un’opportunità dall’inizio e – si spera – anche qualche pallone da accarezzare o spingere in porta. Potrebbe decidere anche di cambiare aria, ma sembra che il tecnico del Parma abbia confermato la volontà di trattenere il calciatore, ma non è escluso che il club possa anche accettare una delle varie proposte che stanno arrivando sulla scrivania di Carli. La più concreta è quella del Bologna, che non vorrebbe arrivare a 13-15 milioni richiesti dal Parma per l’attaccante.

I felsinei metterebbero sul piatto una contropartita tecnica, che i crociati avrebbero individuato in Svanberg, già cercato da Carli in estate, o Skov Olsen. Il danese è il nome nuovo che consentirebbe a Liverani di poter piazzare tra i suoi giocatori d’attacco un esterno con qualità diverse rispetto agli altri giocatori che ha in rosa. Avendo vent’anni, soddisfa anche i requisiti che interessano al presidente Krause, deciso a perseguire con la linea verde. Nei summit dei giorni scorsi, l'americano ha rimarcato ai suoi dirigenti la volontà di voler continuare a ricercare giovani calciatori che possano avere tra i 23-24 anni, di modo che crescano nel Parma e possano essere rivenduti per l’auto-sostenibilità. Una strategia difficile, per lo meno rischiosa. Perché non è detto che non paghi, almeno nell’ottica di come la intende il presidente, ma è di difficile attuazione se bisogna considerare che sfida l’equilibrio sottile dell’obiettivo da raggiungere: la salvezza. Servirebbe, accanto al giovane che va bene se ha qualità importanti, anche qualche calciatore che prenda per mano il Parma nei momenti difficili. Vedi sabato sera. Krause, da accentratore qual è, ha dettato la sua linea. Il presidente è negli States, tornerà per il mercato, per adesso guarderà la gara di Crotone da lontano. Prima di rientrare nel mondo Parma con il piglio deciso di chi vorrebbe diventare anche amministratore delegato, altra carica da aggiungere a quella di presidente. Per ora nulla è deciso.

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