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Cesare Prandelli

Cesare Prandelli

Calcioscommesse, Prandelli da Parma: "E' un danno incredibile"

A poche ore dall'amichevole con in Lussemburgo che si terrà martedì sera allo stadio Tardini, il ct della nazionale parla alla stampa: "Chi ha sbagliato deve pagare, fino in fondo"

Hai voglia a dire che questa deve essere la Nazionale del sorriso. Da Parma Cesare Prandelli, il ct che pensa positivo, racconta di aver fatto davvero fatica. "I primi momenti, quando abbiamo saputo che la polizia era entrata a Coverciano per Criscito, sono stati di paura. Oddio, ci siamo detti tutti, e ora cosa facciamo?", confessa alla fine di una giornata che sembra interminabile. Giancarlo Abete lo aveva chiamato come commissario tecnico azzurro per risollevare il calcio italiano dal baratro tecnico del Mondiale sudafricano con un mix di progetti tattici e valori etici. Mai avrebbe immaginato che si sarebbe trasformato nel portabandiera dell'altro calcio, quello che lotta contro gli scandali.

"Quel che succede in queste ore è un danno incredibile - ammette Prandelli - Al nostro mondo, ma anche ai tanti ragazzi che ci seguono. Ieri siamo andati in visita al Mayer, un ragazzo mi ha parlato della malattia con cui lotta da tre mesi: 'io combatto, e loro fanno queste cose. E allora non ho nessuna pieta'...". Parole che feriscono. Perché Prandelli ha dovuto affrontare le bizze dei suoi talenti scapestrati, escludendone qualcuno a turno; poi la notte di follia ultrà a Genova, per Italia- Serbia, quando pensò di rivivere la tragedia dell'Heysel. Ma questa volta, questa volta è diversa. "Ribadisco: chi ha sbagliato deve pagare, fino in fondo. Dobbiamo tutti insieme avere il desiderio di voltare pagina".

Anche per questo la Nazionale si è riunita nello spogliatoio, e si è parlata: "Ci siamo guardati dentro, abbiamo provato a sorridere. Siamo sicuri, per la Nazionale all'Europeo, che sapremo reagire e affrontare questo momento - ha raccontato il ct -. Non mi piacciono i paragoni col 2006, il luogo comune dell'Italia degli scandali che vince. Perché dal male viene solo il male, la cattiveria genera cattiveria. Punto e basta". Non teme,il ct, che l'immagine dell'Italia sia rovinata: "Resta bella, è quel che vogliamo comunicare".

A cominciare dalla solidarietà umana a Domenico Criscito: "Gli siamo stati vicino - racconta Prandelli, emozionato - Ma lui è stato il primo a capire l'esclusione. All'Europeo avrebbe avuto una pressione disumana. Senza contare che i pm potevano chiamarlo... E' talmente un bravo ragazzo, che è quasi impensabile che possa essere coinvolto. Quando sono entrato in camera, per qualche minuto non siamo riusciti a parlare. Poi il primo pensiero è stato per la moglie e il figlio, una tv aveva parlato di arresto. Ecco, anche questa è violenza...". Non crede invece, il ct, che il blitz in ritiro a 24 ore dalla lista per Euro 2012 abbia valori particolari. "Momento non opportuno? Qualcuno lo ha anche pensato, tra noi, ma io dico: sarebbe stato peggio se fossero arrivati tra quattro giorni. Io a pensare male proprio non riesco". Anche se oggi, anche per la Nazionale del sorriso, è davvero difficile.

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