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Sport e Civiltà - La cerimonia al Regio: i premiati

La cerimonia è in corso di svolgimento al Teatro Regio: tutti i premiati - Segui gli aggiornamenti in tempo reale

Il premio 'ambasciatore per lo sport' viene ritirato da YOnas Kinde, pilastro degli atleti del R.o.t. L'atleta etiope ha partecipato alle Olimpiadi di Rio 2016 nella nazionale rifugiati. 'mi sono sentito per la prima volta un essere umano che non incuteva timore, rispettato da tutti. Voglio parlare di tutti Coloro che hanno reso possibile questa esperienza, a cominciare dal presidente del Cio che un anno fa disse: 'I rifugiati non hanno casa, ne bandiera ne inno. Offriremo loro una casa nel villaggio olimpico insieme a tutti gli atleti del mondo'. Avevamo storie differenti ma l'amoreper lo sport ci accomunava. Ci siamo allenati per anni sognando di poter competere con i migliori atleti. Però hanno ucciso i nostri sogni, diventare rifugiati significa perdere tutto ma per noi non è che una parola. Nella nostra testa ci siamo sentiti atleti e esseri umani, rispettati da tutti

Ore 18.15 Daniele Lupo e Paolo Nicolai, argento nel Beach Soccer dell'Olimpiade di Rio 2016 ritirano il premio 'Atleta dell'anno'. "Abbiamo formato la coppia nel 2011, abbiamo sognato l'Olimpiade e di arrivare a una medaglia. Battere il Brasile in casa sua non era facile, abbiamo sfiorato l'impresa ma non ci siamo riusciti. Passiamo gran tempo insieme e l'alchimia che c'è tra noi è data dal rispetto e dall'amicizia". 

Ore 18 - Franco Chimenti, presidente Federgolf, ritira il premio dedicato al 'Dirigente'. "Il prossimo open di Italia si svolgerà a Milano, piazza importantissima. C'è indecisione sulla sede ma darà grande importanza al nostro paese. Un premio così prestigioso in quarant'anni di sport non lo avevo mai ricevuto in una cornice così importante davanti a gente importante".  

Ore 17.45 - La giuria premia anche Roberto Donadoni, ex allenatore del Parma.'Per me questa è una tappa importante. Qua è nata mia figlia tre anni fa, sono molto legato alla città e all'ambiente, al di là dell'avventura professionale. Sono molto legato a mio padre, che è venuto a mancare tre anni fa mentre allenavo in questa piazza. Sono sicuro che mi guida da lassù. Nella vita ho avuto molti allenatori, ma i personaggi che non si nominano sono quelli più importanti dai quali ho tratto grandi insegnamenti. Con Sonetti ho passato un periodo dove sognavo di mortificarlo davanti a tutti. Mi trattava male e mi diceva: 'O smetti o ti faccio diventare allenatore'. Io sono molto grato a Berlusconi e Galliani perché mi hanno dato l'opportunità di vestire la maglia della squadra per cui tifavo. Poi basta. Ambire al Milan è un sogno un po' per tutti. La cosa bella di quel periodo è l'amicizia. Quando hai un legame forte si supera il tempo ed è come non fosse mai passato. Quando si pensa all'ultimo periodo a Parma c'è tanta amarezza. Qua ho vissuto un'esperienza bellissima, i ragazzi si sono dannati l'anima per permettere alla squadra di stare dove doveva stare e io condivido tutti i treni che sono passati da quel giorno in avanti con tutta la città. È chiaro che quando si viene premiati fa sempre piacere. In più sono di nuovo qui a Parma, città alla quale sono legato per tanti bei ricordi e tante belle situazioni, al di là di come poi è finita dal punto di vista calcistico la mia esperienza qui, ma sono sicuramente più le cose positive che io ricordo di questa città, quindi sono veramente molto felice ed orgoglioso di questo. Mi capita di seguire il Parma, magari vedere le partite è complicato, ma i risultati dei crociati sono sempre sotto osservazione. Direi che ha avuto un momento di difficoltà, poi si è ripresa molto bene, al di là dell'ultima partita che è andata com'è andata, ma è lì e se la può giocare tranquillamente. Credo che abbia una squadra indubbiamente attrezzata per fare un ottimo campionato, quindi confido che riesca a fare un ulteriore passo in avanti perchè sarebbe una cosa bella per tutti"

Ore 17.30 - È il turno di Guido Barilla, che ritira il premio 'sport e lavoro'. "Il calcio non è il mio sport preferito, ho cominciato da ragazzino sciando, poi da allora lo sport ha tracciato la mia vita ed è stato un tassello fondamentale della mia vita. Ho fatto corsa a piedi, bicicletta, motocross, atletica. Lo sport è stato fondamentale per me, un modo per avere un rapporto bello con tutti. Perché lo sport mi metteva in competizione con gli altri e mi dava l'idea di quanto valessi. Per un ragazzo lo sport è essenzialmente formazione. Con i nostri marchi cerchiamo di veicolare messaggio importanti. Fare sport significa fare uno stile di vita sano. L'avventura con il Parma? La storia di questa squadra è gloriosa, segnata da alcuni momenti di difficoltà. Questa nuova avventura rappresenta un senso di rinascita, sette persone hanno condiviso l'idea di dare alla città la dignità di una squadra. Per emozionare i suoi tifosi. Il primo anno è stato bellissimo, il Secondo rappresenta una prova di maturità differente. Questo è un momento non semplice per la squadra ma lo Sport è fatto di percorsi e questo ci farà crescere".

Ore 17.15 - Dopo il saluto di Corrado Cavazzini, presidente dei Veterani dello Sport, prende il via la quarantesima edizione del Premio Sport e Civiltà. Il primo premio spetta a Marco Tardelli, 'Una vita per lo Sport'. "Ho fatto tanti provini, sono stato scartato dal Milan e dalla Fiorentina. Ero un po' magro, Brera mi chiamava gazzellino. Il Pisa mi acquista per 70mila lire, il mio allenatore faceva fatica a sistemarmi perché nessuno mi voleva. Tre anni dopo la Juventus mi paga 950 milioni, fece l'investimento il Como che mi mandò alla Juventus, dove Boniperti mi mandò prima a tagliare i capelli, a rifarmi il look. Due ore dopo sono tornato da lui. L'Inter mi aveva già preso, poi ho firmato per la Juventus con un blitz del presidente. Dormivo pochissimo prima delle partite, forse per l'ansia. Ma riuscivo a dare il meglio di me in campo e mi sfogavo. Il mio ricordo di Bearzot? Persona sulla quale potevo contare, era uno che non faceva sconti, onesto. La stampa con me è stata critica, lui poi mi convocava malgrado tutto. La mia avventura da allenatore non è stata il top, ho vinto un campionato con il Como, ho vinto con l'Under 21 e ho fatto una bella esperienza con Trapattoni in Irlanda. Il mio idolo era Gigi Riva e per quello mi piaceva giocare in attacco. Tiravo solo di destro, poi mi sono allenato a tirare con il sinistro e ho fatto anche dei gol". 

Giunto alla quarantesima edizione il Premio Internazionale «Sport Civiltà», organizzato dalla sezione di Parma dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport, con il patrocinio di Comune di Parma, Provincia di Parma, Camera di Commercio di Parma e Coni Nazionale e la collaborazione di numerosi «sostenitori», si tiene nel pomeriggio di oggi, 21 novembre con inizio alle ore 16 al Teatro Regio. La manifestazione, presentata dal giornalista Massimo De Luca, Vicepresidente della Giuria del Premio, e dalla giornalista di Tv Parma, Francesca Strozzi, con la regia di Marco Caronna, e che sarà ripresa integralmente e mandata successivamente da Tv Parma, vedrà la presenza dei premiati, scelti dalla prestigiosa Giuria del Premio, presieduta da Vittorio Adorni, e di noti artisti.

I PREMIATI

I premiati della 40esima edizione, scelti dalla Giuria, presieduta da Vittorio Adorni, saranno:

GUIDO MEDA, Sky, la voce del motociclismo - PREMIO RADIO E TELEVISIONE;

FEDERICO MORLACCHI, trionfatore nel nuoto paralimpico a Rio 2016 – PREMIO SPORT PARALIMPICI;

DANIELE LUPO E PAOLO NICOLAI, la coppia d’argento del beach volley a Rio 2016 – PREMIO ATLETA DELL’ANNO;

SIMONE MORO, tra i numeri uno dell’alpinismo mondiale – PREMIO ATLETA DELL’ANNO;

FRANCO CHIMENTI, Presidente della FederGolf – PREMIO DIRIGENTE;

GUIDO BARILLA, imprenditore con la passione dello sport – PREMIO SPORT E LAVORO;

MARCO TARDELLI, calciatore, allenatore, opinionista…ma soprattutto l’urlo più famoso del mondo – PREMIO UNA VITA PER LO SPORT;

ROBERTO DONADONI, già calciatore ed ora allenatore del Bologna, con un passato recente a Parma - PREMIO UNA VITA PER LO SPORT;

LUCA BARBAROSSA, cantante, Presidente della Nazionale Cantanti – PREMIO SPORT SOLIDARIETA’;

ATLETI ROT - REFUGEE OLYMPIC TEAM, ovvero quegli atleti “senza Nazione” (rifugiati) che hanno partecipato anche a Rio 2016 sotto la bandiera dell'ONU, che saranno rappresentati dal maratoneta YONAS KINDE – PREMIO AMBASCIATORI DELLO SPORT.

Quest'anno il Premio Sport Civiltà, avrà anche un importante appuntamento successivo dedicato al suo fondatore: poichè che nel 2016, oltre a ricorrere i quarant’anni di Sport Civiltà, si festeggeranno anche i cinquant’anni di fondazione, la sezione di Parma dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport ha deciso di consegnare il premio «Ercole Negri», dedicato alla memoria dello storico presidente, in occasione dei festeggiamenti del cinquantesimo, in calendario per il prossimo 3 dicembre.

LA GIURIA

La Giuria del premio internazionale «Sport Civiltà», presieduta da Vittorio Adorni, è formata da diversi personaggi dell’imprenditoria, dello sport e del giornalismo noti a livello locale e nazionale come i due vicepresidenti della stessa, Evelina Christillin e Massimo De Luca, e i componenti Gianni Barbieri, Gianfranco Beltrami, Gian Paolo Bertoni, Giovanni Borri, Michele Brambilla, Franco Bulgarelli, Lino Cardarelli, Corrado Cavazzini, Alberto Chiesi, Giorgio Cimurri, Beppe Conti, Luca Cordero di Montezemolo, Giampaolo Dallara, Renato Dalla Riva, Roberto Delsignore, Giancarlo Dondi, Alberto Figna, Roberto Ghiretti, Carlo Magri, Giovanni Marani, Gianni Merlo, Alberto Michelotti, Matteo Montan, Giorgio Orlandini, Carlo Salvatori, Alberto Scotti, Tito Stagno, Erico Verderi ed Andrea Zanlari.

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