Gervinho no: nell'emergenza totale Kucka potrebbe fare l'attaccante

L'ivoriano lavora ancora a parte

Gervinho - foto Ansa

Sensazioni negative da Collecchio: Roberto D’Aversa si era dato un limite entro il quale – in settimana – assieme al suo staff avrebbe dovuto decidere le sorti di Gervinho per la partita contro il Bologna. L’ivoriano, che sta lavorando a parte da una decina di giorni, non ha smaltito completamente la lesione muscolare che si è procurato contro la Roma, quella che per intenderci lo ha costretto a uscire a metà gara. D’Aversa – per quanto lo ritenga essenziale nel suo scacchiere tattico – assieme al suo staff avrebbe pertanto optato per una rinuncia forzata, dato che la settimana dopo il derby vedrà il Parma impegnato per tre partite in otto giorni (Milan, Frosinone in Coppa Italia e Samp a Genova).

Con Cornelius fuori causa probabilmente per un paio di partite, Inglese e Karamoh out, Gervinho resta troppo prezioso. Per questo motivo si sta cercando di curarlo nel migliore dei modi, per evitare una ricaduta che poi possa prolungare la sua assenza dal campo, per questo si va verso una sua esclusione dal derby. A meno di clamorose inversioni di rotta, Gervinho potrebbe non essere della gara. D’Aversa in pratica ha solamente due giocatori offensivi a disposizione per un derby in cui non si esclude un cambio di modulo.

Si tratta di una questione numerica più che tattica, perché con i soli Sprocati e Kulusevski in grado di essere buttati nella mischia, Bob in questi giorni si sta arrovellando il cervello per scegliere la migliore disposizioneper l’interpretazione di una partita che il Parma deve affrontare in totale emergenza. Questa volta D’Aversa, come spesso ha fatto, non può neanche sorprendere più di tanto con qualche mossa che prevede giocatori fuori ruolo, vedi Kucka nel tridente, perché a centrocampo la squalifica di Hernani ha rimesso in difficoltà il reparto di mezzo.

Il rientro di Siligardi – per ora – non sarebbe nei programmi della società (più che dell’allenatore). Le dinamiche di mercato evidentemente hanno pesato nella decisione di tenerlo fuori e non reintegrarlo neanche nell’emergenza più pesante del quarto interregno daversiano. A corto di uomini in due reparti, D’Aversa deve reinventarsi un Parma capace di resistere agli assalti di un Bologna rinfrancato dalla presenza a Casteldebole di Mihajlovic, che ha assistito all’allenamento e ha avuto l’occasione di pranzare con la squadra e scambiare due chiacchiere con i senatori. Una carica che farà piacere anche al Parma, dato che in questa partita tutti giocano al fianco di Sinisa, in maniera espressamente schierata.

Sul campo invece ci si contenderanno tre punti pesanti. Con tanti rebus legati alle assenze. Le stesse che potrebbero far propendere a un cambio di modulo per D’Aversa: un ritorno alla difesa a tre non sarebbe utopia. Il rientro di Bruno Alves a pieno regime potrebbe indurre Bob a fidarsi del capitano, di Iacoponi e Dermaku. Per spostare Gagliolo sulla linea mediana, dato che Pezzella non è al meglio, a sinistra. Scozzarella e Barillà in mezzo al campo, con Kuca che andrebbe a fare l'esterno d'attacco o, alla peggio, il falso nueve (che in fase difensiva potrebbe fare il tre quartista) in compagnia di Kulusevski e di Sprocati, unico attaccante di ruolo di una rosa cortissima adesso.

L’altra opzione sarebbe quella di mantenere la difesa a quattro composta da tre centrali Iacoponi, Dermaku, Bruno Alves e Gagliolo, con Darmian che si sposterebbe a fare l’esterno alto (difficile) per disegnare un 4-4-1-1 con Barillà dirottato sull’esterno di sinistra e Kulusevski in appoggio a Sprocati. In fase difensiva diventerebbe un 4-5-1, con il talento svedese pronto a venire a giocare in mezzo al campo, quasi da mezzala per rimpolpare le fila e giocarsela sulla densità.

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