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Mister Donadoni si prepara alla trasferta contro la Lazio - fcparma.com

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Vigilia contro la Lazio, Donadoni: "In campo ci va solo chi è l 100%"

"Loro sono una squadra che non da spazi, pronti a chiuderti. Tocca a noi aprire varchi ed essere più determinati. Dopo l'Inter sappiamo quale deve essere la nostra strada"

A Roma per continuare la corsa. Quella che il Parma sta facendo e che, per nessun motivo, vorrebbe interrompere. Come in un sogno, chi dorme vuole evitare di svegliarsi. Donadoni vuole continuare a correre, soprattutto dopo la vittoria contro l'Inter per cercare di dimostrare che la sua squadra può essere un osso duro per tutti. Anche per la Lazio di Petkovic che viaggia a una media alta, capace di incassare zero gol nelle ultime tre gare e uno solo in tutto il girone di qualificazione, non ancora terminato, di Europa League. Segnali di una squadra che, definire in condizione, è un eufemismo.

SQUADRA CHE VINCE... - Ma Donadoni non guarda a casa altrui, abituato com'è a guardare alla sua di squadra deve fare i conti con qualche acciacco di troppo, derivato dalla probante vittoria con l'Inter che ha visto, forse, il miglior Parma della stagione. Ma non vale il principio "squadra che vince non si cambia". "No, non ragiono in questi termini - spiega il mister -. Andiamo ad affrontare una squadra che è in assoluto tra le prime del nostro campionato, con un organico e una potenzialità da primissimo livello. Questo è ancora più stimolante per noi. Veniamo da una bella vittoria contro l’Inter, ma dobbiamo subito accantonarla per riproporci in maniera importante, cosa che ad esempio non abbiamo fatto dopo la vittoria con la Roma. Questo ci deve servire da monito e da lezione per non ricadere in quegli errori. Poi il risultato è a parte, ma quella che è l’interpretazione, il modo di affrontare l’avversario deve essere diverso da quanto fatto dopo la Roma. Questo è fondamentale per noi". Sulla formazione Donadoni ha ancora valutazioni da fare: "La partita contro l’Inter ha lasciato qualche strascico. Dal punto di vista fisico c’è stata qualche difficoltà, quindi voglio mettere in campo una formazione senza remore da questo punto di vista".

 
PENSO SOLO A ME - Le motivazioni invece non dovrebbero mancare: "Se una squadra raggiunge un risultato e fa una prestazione come quella con l’Inter, non capisce che qual è la strada intrapresa, allora vuol dire chiaramente che ci sono dei limiti. Questi limiti cerchiamo insieme di eliminarli. Credo che lo spirito, l’entusiasmo e la positività non possano non essere a livelli importanti, quindi cerchiamo di sfruttare anche questo aspetto che ha comunque un suo peso e una sua influenza.  Questo vorrebbe dire non essere maturi, lavorare troppo sull’avversario, e questo significa non essere una squadra di livello. Io devo lavorare su me stesso e creare io le situazioni ideali per approcciare qualsiasi tipo di avversario in qualsiasi modo".
 
LAZIO SQUADRA DI LIVELLO - Di fronte il Parma ha una Lazio diversa da quella dell’anno scorso anche grazie al nuovo tecnico Vladimir Petkovic: "Difficile dire cosa abbia dato in più perché ovviamente non lo vedo nella quotidianità degli allenamenti. Posso solo dire che dal di fuori mi dà delle sensazioni estremamente positive come persona. Quello che si sente dire è estremamente positivo e non a caso una squadra che ha questa classifica non può che avere un tecnico di assoluto spessore. La Lazio ha cambiato poco dal punto di vista tattico, ha lo stesso atteggiamento in casa e fuori. Dovremo sapere che ci sarà da fare domani grande fatica perché affronteremo un avversario che cerca di chiuderti, che non ti dà spazio e che è brava a sfruttare gli inserimenti con i giocatori che arrivano da dietro. Ci vorrà grande applicazione con qualsiasi modulo giocheremo. Se avverto questa attenzione da parte della squadra, allora non mi spaventa anche giocare in maniera un po’ più offensiva". La vittoria con l’Inter ha fatto scatenare anche le voci di mercato attorno ai giovani del Parma: "Ma credo che in questo caso i consigli più che a Sansone vadano dati a quello che sta di fuori, e quindi anche ai giornalisti. Se pensate che a livello di stampa un gol possa cambiare le cose così tanto, significa secondo me che non c’è equilibrio. Il ragazzo ha fatto una buona prestazione e un ottimo gol. Però voglio essere schietto, onesto e sincero e dico che Sansone può fare molto meglio di quello che ha fatto. Viene all’occhio subito il gol, ma la sua performance nei 90 minuti non è ancora da Sansone. Questo lui lo deve interpretare come uno stimolo a fare sempre meglio".
 
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