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Antonio Filippini dirige l'allenamento del Lumezzane - foto aclumezzane.it

Antonio Filippini dirige l'allenamento del Lumezzane - foto aclumezzane.it

Alla scoperta del Lumezzane, con Filippini in panchina e Barbuti davanti

"Siamo una squadra attenta, che lavora sull'intensità e sull'aggressività - spiega Vincenzo Greco - Ds dei lombardi"

Vincenzo Greco ha contribuito a fare del Lumezzane una delle squadre più interessanti di questa Lega Pro. Una società che da ventiquattro anni vive il calcio professionistico con una struttura solida e, all’apparenza, senza crepe. Una società importante, dalla quale sono usciti giocatori come Balotelli, Inzaghi, Brocchi. Anche lo stesso Yves Baraye, che è andato via l’anno prima dell’approdo del Ds attuale che, con Antonio Filippini, è stato autore di un mezzo miracolo lo scorso anno. A dodici giornate dal termine, ha avuto coraggio di cambiare la guida tecnica e ha sostituito Nicolato con l’ex Brescia. E questi sono i risultati.

“Questa è la mia terza stagione dice Greco a Parmatoday.it - sono arrivato qui con il ruolo di direttore generale, ora mi occupo della parte sportiva. Abbiamo cambiato due allenatori e grazie a Filippini, arrivato a dodici giornate dalla fine, ci siamo salvati. Questa squadra ha sempre avuto grandi valori, ma non avevamo identificato l’allenatore che ci permettesse di esprimerci al meglio. Lo abbiamo trovato in Antonio Filippini che, dopo questa salvezza, si è riguadagnato la fiducia del presidente, per altri tre anni”.

Direttore, qual è il vostro progetto?

“Abbiamo deciso di puntare sulla continuità. L’idea nostra è quella di proporre calcio e di avere una società che sia ambiziosa e, giustamente, pensi prima a salvarsi e poi a prendere tutto quello che di buono può prendere. Siamo un club piccolo. Sono ventiquattro anni che il Lumezzane è tra i professionisti. Il nostro progetto è questo: abbiamo scelto giovani che vogliono mettersi in mostra. Devono avere la fame di ‘sfruttare’ la piazza per lanciarsi in categorie superiori. C’è anche gente esperta che vuole chiudere in bellezza la propria carriera o che magari viene qui per riscattarsi dopo una brutta stagione. Ad esempio Riccardo Barbuti, classe ‘92 che si è infortunato contro la Feralpi Salò nel riscaldamento, durante la scorsa stagione. Aveva richieste più importanti, lo volevano in Serie B, Brescia Ternara, lo voleva il Foggia, ma è voluto rimanere qui per ripagare la società che si è preso cura di lui. E in 80’ contro il Teramo ha segnato già un gol. Un attaccante che ha già gli occhi di tante squadre addosso”.

Avete migliorato la squadra di parecchio.

 “Abbiamo deciso insieme a Filippini di ringiovanire la squadra nel reparto difensivo. L’anno scorso c’era Belotti, classe ’84 capitano da cinque anni, abbiamo scelto con il mister di abbassare l’età media e prendere giocatori magari meno forti fisicamente ma con più qualità. Il nostro obiettivo è quello di fare un campionato abbastanza tranquillo per poi prenderci tutto quello che viene di buono. Vogliamo raggiungere la salvezza prima di tutto, poi magari con la storia dei play off allargati quest’anno, avremo possibilità di giocarcela più serenamente. Sappiamo che dovremo arrivare tra il nono e il decimo posto. Non abbiamo un  budget altissimo, anzi, è stato ridimensionato rispetto all’anno scorso e abbiamo speso pochissimo. Siamo una delle società che ha speso di meno. Abbiamo Massimiliano Tagliani, Federico Sorbo, Jacopo Furlan, che l’anno scorso è stato premiato come miglior portiere del girone. La sua è una storia particolare: stava smettendo di giocare a calcio, non aveva spazio e non riusciva a trovare la squadra che lo rendesse partecipe di un progetto. Due stagioni fa è approdato al Lumezzane come secondo portiere, si è guadagnato il posto e attualmente è uno dei più forti portieri della Lega Pro”.

Ma non solo…

“Kevin Varas Marcillo, equadoreno con doppio passaporto. Pescato dall’eccellenza lombarda, dalla Vallecamonica, è un giocatore importantissimo. Lo stiamo utilizzando come interno di centrocampo, con ottimi rendimenti. Può giocare anche come esterno, è molto duttile e, grazie alla sua giovane età, classe ’93, recupera in fretta le fatiche e le smaltisce.  Lui è uno di quelli che ha sposato la filosofia del Lumezzane: dall’eccellenza ha colto al meglio la grande opportunità”.

E molti giovani.

“Quest’anno abbiamo aggiunto cinque, sei ragazzi dai dilettanti, di valore. Ferdinando Raucci, terzino sinistro  ’97, ex Torres. Federico Brusaca, difensore centrale della Lavagnese, classe ’96. Raoul Vaccaro, centrocampista classe ’96, da due anni gioca in D l’ultimo anno lo ha fatto a Grosseto. Abbiamo preso Celiento attaccante esterno classe ’89 che l’anno scorso ha fatto 20 gol con la Frappese, nei dilettanti. Il giocatore più esperto e rappresentativo è Gael Genevier, ex Siena, Torino, Catania, Lione. Ha sposato il nostro progetto, è il capitano, centrocampista che non ha bisogno di presentazione. Classe ’82, è la nostra bandiera”.

Ci parli un po’ della società.

“La proprietà con il presidente Renzo Cavagna, da dieci anni gestisce il Lumezzane. Si tratta di un centro di 30000 abitanti ma è la terza città europea per quanto riguarda il prodotto interno lordo, a livello di fatturato. Si distingue nella produzione di valvole tecnologiche, rubinetterie, posaterie. Alcuni di questi industriali fanno parte della società, molti sono bresciani. Una società che ha lanciato gente come Balotelli, Matri, Inzaghi, Brocchi, Galabinov. Anche Baraye è passato da qui”.

E Filippini? Che tipo è?

“Antonio Filippini è un allenatore giovane, ha trasferito nella sua esperienza da allenatore tutto quello che ha messo in campo: corsa, spirito di sacrificio, concretezza di idee. Quello che era da calciatore adesso è da allenatore. Un professionista che ha voglia di crescere, un grande lavoratore e una persona determinata che si rapporta bene con i calciatori. Tra me e lui c’è un grande rapporto, non dico d’amicizia, ma ci frequentiamo spesso. E’ uno che tiene in considerazione tutti. I 23 giocatori che abbiamo si sentono in discussione, nessuno è titolare. Filippini è uno che lavora tanto e arriverà molto lontano. Abbiamo la stessa idea di calcio, la vediamo alla stessa maniera. Nella scelta dei calciatori non ho imposto nulla. Tutto è stato condiviso. Prima di contrattualizzare un giocatore ho chiesto sempre il suo parere. Spero di poter lavorare con lui a lungo”.

Che idea si è fatto del Parma?

“Le grandi squadre come il Parma all’inizio fanno sempre fatica ma secondo me ha l’organico più completo e competitivo. Il giocatore importante che è sceso di categoria deve avere forza e capacità di immedesimarsi nella parte. Noi nello spogliatoio ci divertiamo a fare le classifiche e al primo posto abbiamo messo sempre il Parma. Quando ci sono stati i calendari molti si sono preoccupati (subito abbiamo avuto Parma, Venezia, Reggiana, Bassano). Le squadre importanti all’inizio fanno fatica, per questo noi possiamo sperare di giocarcela”.

Firmerebbe per il pari?

“Affronteremo le gare per vincere. C’è grande rispetto e ai nostri calciatori abbiamo detto che loro fanno la Lega Pro al pari nostro. Noi verremo li per giocarcela, non firmo per il pari. Ce la giocheremo dal primo minuti fino al novantesimo”.

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